Ferrotipia

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Ferrotipo svedese di fine Ottocento.

La ferrotipia è un procedimento di stampa fotografica finalizzato alla realizzazione di immagini su lastre di metallo, solitamente ferro, latta o alluminio (da cui il nome inglese tintype).

Storia[modifica | modifica sorgente]

La tecnica si basava sull'invenzione di Frederick Archer Scott del collodio umido e che utilizzava lastre di vetro come supporto. La variante della ferrotipia fu inventata nel 1852 dall'americano Adolphe Alexandre Martin, fu perfezionata da Hamilton Smith nel 1856, che utilizzò dell'acciaio smaltato al posto della latta del processo originale.

La ferrotipia soffriva di problemi ereditati dal supporto metallico su cui l'immagine era impressa. Con il passar del tempo l'umidità arrugginiva il metallo compromettendo l'immagine, così come la flessibilità della lastra provocava distaccamenti del materiale sensibilizzato. La qualità generale dell'immagine era equiparabile a quella dell'ambrotipia.

Il successo della ferrotipia fu l'economicità e la rapidità del processo, tanto da poter essere utilizzato da improvvisati fotografi di strada, specialmente in Gran Bretagna, che poterono confidare sul più resistente metallo rispetto al vetro dell'ambrotipia. Negli Stati Uniti, durante la guerra civile, il sistema ebbe successo perché i soldati che erano al fronte potevano spedire alle loro famiglie fotografie su supporti resistenti, senza correre il rischio che potessero rompersi nel tragitto (come invece poteva accadere per gli ambrotipi).
La lastra di metallo poteva anche essere facilmente rifilata per adattarsi a ogni contenitore o album per la visione.

Il processo fu utilizzato fino alla fine dell'Ottocento, sostituito dai processi fotografici alle emulsioni in gelatina.

Principio di funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Il procedimento era molto simile a quello dell'ambrotipia, si stendeva uniformemente del collodio su di una lastra metallica precedentemente annerita, procedendo alla fotosensibilizzazione con del nitrato d'argento ed esposta ancora umida.

Come prodotto di ampio consumo e utilizzato prevalentemente nelle fiere e da fotografi ambulanti nei paesi, le ferrotipie non erano abbellite da colori o vernici, come invece accadeva con l'ambrotipia o la dagherrotipia.

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