Ferrite (magnetismo)

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In elettrotecnica ed elettronica, con il termine ferrite si identificano alcuni materiali costituiti principalmente da materiali ceramici e ossido del ferro(III) (Fe2O3)[1], più raramente da magnetite (Fe3O4) ed altri ossidi metallici. La ferrite fu sviluppata nel 1930 da Yogoro Kato e Takeshi Takei del Tokyo Institute of Technology[2].

A seconda della composizione la ferrite può essere ad alta e bassa coercitività.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Il maggiore uso è la costruzione di nuclei per avvolgimenti ad alto rendimento e per alte frequenze. Così anche nei trasformatori switching ad elevato survoltaggio e anche nei toroidali. Si sono usati nuclei in ferrite per l'accordatura di bobine per ricezione di segnali radio. Molti altoparlanti hanno il "core magnetico" in ferrite. La ferrite non si presta a forti campi elettromagnetici, ma ha una piccola curva di isteresi, che la rende adatta dove si svilupperebbero facilmente delle correnti parassite. Per tal ragione, i trasformatori in ferrite hanno delle potenze a vuoto trascurabili. La ferrite è da considerarsi elettricamente isolante.

La ferrite si usa per proteggere i cavi elettrici e video dalle interferenze, e si trova solitamente alla fine di un cavo sotto forma di un anello rivestito in plastica in una delle estremità. A differenza di una schermatura in rame non è possibile installarlo in tutta la lunghezza del cavo a causa della sua rigidità. Non garantisce una buona schermatura come un cavo rivestito interamente in rame.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carter, C. Barry; Norton, M. Grant "Ceramic materials: science and engineering" Springer, 2007. ISBN 0-387-46270-8.
  2. ^ Chapter 2 : Corporate Ethical Philosophy | TDK Code of Conduct | About TDK | TDK Global

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]