Ferrante Aporti

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sen. Ferrante Aporti
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Ferrante Aporti.jpg
Luogo nascita San Martino dall'Argine
Data nascita 20 novembre 1791
Luogo morte Torino
Data morte 29 novembre 1858
Professione Ecclesiastico
Legislatura I legislatura del Regno di Sardegna
Data 19 ottobre 1848
Incarichi parlamentari

Deputazioni:

  • Membro della Deputazione incaricata di recare a SM la risposta dal discorso della Corona (5 gennaio 1850)
Pagina istituzionale

Ferrante Aporti (San Martino dall'Argine, 20 novembre 1791Torino, 29 novembre 1858) è stato un presbitero, pedagogista e politico italiano, pioniere dell'educazione scolastica infantile.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ferrante Aporti nasce il 20 novembre 1791 a San Martino dall'Argine (Mantova) da Giuseppe Aporti, avvocato e proprietario terriero, e da Giuseppa Isalberti. Primo di sei fratelli, nel 1804 viene avviato dal padre alla carriera ecclesiastica presso il seminario di Cremona, dove nel 1815 riceve gli ordini sacerdotali. Si distingue soprattutto negli studi di teologia, metafisica, fisica e matematica, e per questo nel 1816 viene scelto per frequentare un corso di specializzazione presso il «Collegio Theresianum» di Vienna.

Aporti non condivide l'indirizzo dominante dell'istituto, orientato a formare preti che siano soprattutto servitori dello stato asburgico. Perciò, non disposto a giurare fedeltà a dottrine non in linea coi principii della Chiesa, rinuncia a conseguire la laurea e nel 1819 torna a Cremona.

Il vescovo Omobono Offredi gli affida le cattedre di Storia ecclesiastica ed Esegesi biblica nel seminario diocesano; contemporaneamente l'amministrazione austriaca lo nomina direttore delle scuole elementari maggiori e ispettore scolastico provinciale.

È da questo momento che Aporti individua la sua missione nell'attività educativa, intesa come lotta all'ignoranza, la vera ed unica origine dei mali dell'uomo, della società e della patria. Il sacerdote imposta nuove strutture, nuovi metodi, nuovi modelli educativi; nel giro di pochi anni amplia la sua scuola elementare, tiene corsi per i maestri, apre le scuole festive di disegno e architettura, presenta un progetto di riforma per creare gli istituti tecnici, promuove la diffusione di istituzioni educative sul territorio cremonese.

Nel frattempo intrattiene contatti epistolari con intellettuali lombardi, si aggiorna costantemente sulle nuove esperienze educative europee ed approfondisce gli studi teologici e pedagogici, dando alle stampe molti articoli e saggi.

L'attenzione per la condizione di abbandono dei bambini appartenenti alle classi popolari lo induce a fondare a Cremona, nel 1828, il primo "asilo d'infanzia" in Italia, a pagamento, per alunni da due anni e mezzo a sei anni[1].

Nel 1830 apre la prima scuola infantile gratuita, finanziata dal governo austriaco e dalle autorità scolastiche.

L'iniziativa si diffonde in pochi anni nel resto del Lombardo-Veneto, in Toscana, Emilia e Romagna[senza fonte].

Nel 1834 apre a San Martino dall'Argine la prima scuola infantile rurale. Quasi tutti i centri fanno capo a don Ferrante, che nel frattempo promuove anche scuole per sordomuti, ciechi e orfani del colera. L'istituzione dell'asilo suscita dibattiti in tutta Italia e impegna Aporti a pubblicare articoli su diverse riviste e a rispondere ai molti che scrivevano per chiedere spiegazioni. La sua fama si diffonde e viene invitato da numerosi intellettuali, politici e regnanti in tutta la penisola per illustrare la sua iniziativa. Le istituzioni aportiane si diffondono in tutta Italia, meno che nello Stato Pontificio, proibite nel 1837 a causa di timori e pregiudizi.

Lapide sulla casa natale

Nel 1844 re Carlo Alberto di Savoia lo chiama a Torino a tenere il primo corso di "Metodo per gli insegnanti elementari" all'università. Nello stesso anno apre a San Martino dall'Argine il primo istituto tecnico agrario.

La sua attività, che lo porta a schierarsi a favore dell'innovazione in campo educativo, gli procura l'apprezzamento degli ambienti liberali. Nel 1848 si espone a favore della rivoluzione nazionale firmando l'appello che chiede a Carlo Alberto di Savoia di intervenire nei moti contro l'Impero austriaco. Al rientro degli austriaci a Cremona, è costretto a fuggire a Torino assieme alla famiglia.

La sua candidatura ad arcivescovo di Genova viene attaccata polemicamente ed è costretto a rinunciare. Il governo sabaudo gli affida l'incarico di gestire l'istruzione pubblica (in qualità di presidente del Consiglio universitario); nel 1856 lo nomina senatore.

Continua a dedicarsi con passione instancabile alla sua attività di studioso e promotore di istituzioni educative, scrivendo testi, articoli e lettere di teologia e pedagogia, anche quando nel 1857 viene posto in aspettativa.

Muore a Torino il 29 novembre 1858.

Metodo pedagogico[modifica | modifica wikitesto]

L'asilo doveva:

  1. accogliere e preservare dai pericoli della strada i figli dei lavoratori (assistenza e prevenzione)
  2. aiutare le famiglie a sostenerli mediante la refezione (refettorio)
  3. educare i bambini nello sviluppo intellettivo, religioso, morale e fisico; all'educazione fisica erano dedicate 5 ore, mentre 4 ore erano dedicate all'attività intellettuale e morale.
  4. attraverso i fanciulli, l'istruzione doveva migliorare le condizioni sociali del popolo e suscitare la coscienza nazionale.

Orari, contenuti e organizzazione della scuola gli stessi della scuola elementare: ingresso alle ore 8:00 e uscita alle ore 17:00.

Il primo asilo di Aporti è anteriore al giardino d'infanzia di Frobel (1840).
Nell'educazione intellettiva di Aporti è presente il principio dell'intuizione affermato da Pestalozzi. Aporti considerava l'Asilo un importante occasione di prevenzione sociale e di prima educazione, soprattutto, per coloro che non potevano godere dell'educazione scolastica.

Cremona, lapide a ricordo

Le attività che variavano ogni mezz'ora, venivano organizzate in questo modo: appello, preghiera e canto; colazione ricreazione, nomenclatura, gioco e preghiera; aritmetica, catechismo e sacre scritture, pranzo ricreazione e preghiera; alfabeto in prima classe, scrivere in seconda e terza, canto e merenda, ginnastica e merenda.

L'esercizio della nomenclatura si basa sul metodo dimostrativo di presentare gli oggetti comuni, nominarli e mostrarne qualità ed usi.

La storia sacra si insegna per mezzo di tabelloni illustrati, gli esercizi preliminari prevedono la corretta pronuncia di suoni alfabetici, sillabici e il tracciare le aste, poiché lettura e scrittura si insegnano solo nell'ultimo anno, ci si abitua al calcolo numerando le cose concrete mentre in terza si apprendono le quattro operazioni, le frazioni le misure, i pesi e le monete.

Oggi il carcere minorile di Torino è intitolato alla sua memoria.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sabaude[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Cavaliere di III Classe dell'Ordine della Corona Ferrea (Impero Austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di III Classe dell'Ordine della Corona Ferrea (Impero Austriaco)
Decorato di I classe dell'Ordine del Merito di San Lodovico di Lucca (Borbone Parma) - nastrino per uniforme ordinaria Decorato di I classe dell'Ordine del Merito di San Lodovico di Lucca (Borbone Parma)
«20 gennaio 1841»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Iondini, Ferrante Aporti: il prete anti-asburgico inventò l'asilo in Avvenire (Milano), 28 novembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristina Sideri, Ferrante Aporti. Sacerdote, italiano, educatore, Milano, Franco Angeli, 1999
  • Maurizio Piseri, Ferrante Aporti nella tradizione educativa lombarda ed europea, Brescia, La Scuola, 2008
  • Simonetta Polenghi, Aportiana, in “History of Education & Children’s Literature”, 2009, 2, pp.387-396
  • Francesco Barone, Giuseppe Cristofaro, Dolores Prencipe, Educare al nido, Roma, Edizioni Interculturali Uno Srl, 2010
  • Luigi Tonini, San Martino dall’Argine nella storia. Alla ricerca delle nostre radici, Mantova, 2003. ISBN 9-788888-091549.

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