Fernard Crommelynck

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Fernand Crommelynck (Bruxelles, 19 novembre 1886Parigi, 17 marzo 1970) è stato un drammaturgo e attore belga di lingua francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque in una famiglia di attori, di madre francese e di padre belga.

Se nelle prime opere, Le Sculpteur des masques e L'Histoire de Minna Claessens, si sentì l'influsso della poetica crepuscolare, in quelle successive l'autore si ispirò sempre più allo spirito fiammingo, caratterizzandolo con espressioni parossistiche e con una riuscita sintesi di tragico e comico, di linguaggio popolaresco e aristocratico, violento e delicato nello stesso tempo, ma in qualunque caso immaginifico.

Con queste caratteristiche oltre ad un accostamento al Maeterlinck ed a recupero di gusto elisabettiano, Crommelynck scrisse la sua opera più importante, intitolata Le cocu magnifique ("Il becco prodigioso" o "Il magnifico cornuto") (1920), una favola insieme realistica, allegorica, paradossale, contraddistinta da una comicità grottesca e da sprazzi tragici.[1]

La stessa amalgama di duro realismo e acutezza psicologica, di elevatezze liriche e rudezze verbali, portante il tema dell'amore sensuale contrapposto a quello angelico, l'autore la propose anche nelle opere successive, quali ad esempio Carine, ou la jeune fille folle de son âme (1929).

Sia per il linguaggio e sia per la tecnica drammatica, Crommelynck viene considerato uno degli autori più originali del teatro del XX secolo.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Le Sculpteur des masques (1908)
  • L'Histoire de Minna Claessens (Alfred Machin, 1912)
  • L'agent Rigolo et son chien policier (Alfred Machin, 1912)
  • Le Marchand de regrets (1913)
  • Maudite soit la guerre (Alfred Machin, 1914)
  • Le Cocu magnifique (drama)' (1921)
  • Les Amants puérils (1921)
  • Tripes d'or (1930)
  • Le Cadavre nº 5 (Gaston Schoukens, 1932)
  • Une Femme qu'a le cœur trop petit (1934)
  • Chaud et froid (1936)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le Muse, De Agostini, Novara, 1965, Vol.IV, pag.25

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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