Ferdinando Miniussi

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Ferdinando Miniussi
Miniussi.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 189 cm
Peso 86 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Carriera
Squadre di club1
1961-1962 Triestina Triestina 8 (-?)
1962-1963 600px Rosso e Blu2.png Fondi 45 (-?)
1963-1964 Triestina Triestina 16 (-11)
1964-1965 Varese Varese 15 (-15)
1965-1967 Inter Inter 8 (-3)
1967-1968 Bari Bari 31 (-23)
1968-1969 Inter Inter 12 (-?)
1969-1971 Udinese Udinese  ? (-?)
1971-1973 Avellino Avellino  ? (-?)
1973-1974 Barletta Barletta  ? (-?)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Ferdinando Miniussi (Trieste, 11 settembre 1940Cervignano del Friuli, 13 settembre 2001) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocò tra il 1965 e il 1969 nell'Inter, dove fu la riserva di Giuliano Sarti prima, e di Sergio Girardi poi. Vinse lo scudetto nella stagione 1965-66, durante la quale collezionò tre presenze. Fisicamente molto alto, ebbe una carriera inferiore alle sue potenzialità. L'ultima partita giocata con l'Inter (11 maggio 1969, Verona-Inter 2-3), segnò la sua definitiva uscita di scena dal grande calcio.

Lasciata Milano, Miniussi approdò all'Udinese, in Serie C, e poi all'Avellino, con la cui maglia vinse da titolare (riserva era Marcello Violo, ex Massese) uno splendido campionato che portò gli irpini in B tra i cadetti. Nonostante le prestazioni positive, l'anno successivo venne ceduto al Barletta, sempre in C.

La scomparsa[modifica | modifica sorgente]

La sua morte, avvenuta nel 2001 a causa di una cirrosi epatica evoluta da epatite C, stando alle dichiarazioni rilasciate da Ferruccio Mazzola all'Espresso,[1] sarebbe da ricondurre all'utilizzo di sostanze dopanti ai tempi della Grande Inter.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Triestina: 1961-1962

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pasticca nerazzurra in l'Espresso. URL consultato il 5-5-2011.