Ferdinando Bonsignore

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Ferdinando Bonsignore (Torino, 10 giugno 1760Torino, 2 giugno 1843) è stato un architetto e disegnatore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Allievo all’Accademia di Pittura e Scultura di Torino nel 1782, dal 1783 al 1798 è Pensionato del re di Sardegna a Roma, dove studia presso l’architetto Nicola Giansimoni, viene introdotto nell’ambiente dell’Accademia di Francia ed ha un ruolo importante nell'Accademia della Pace, una sorta di laboratorio di libere sperimentazioni su temi neoclassici, i cui risultati furono pubblicati in volume nel 1792; nel 1798 ritorna a Torino ed è nominato architetto disegnatore di Sua Maestà il re di Sardegna. A Torino, nel periodo napoleonico, svolge una concreta attività progettuale e assume diversi incarichi: ispettore alle Case demaniali (1799), professore d’architettura all’ Ecole spéciale d’architecture dell’Académie des Sciences, litterature et beaux arts (1802-03) e all’Università (dal 1805), membro del Conseil des Ediles (dal 1808). Nel 1813 riceve una medaglia d’oro per il Monumento a Napoleone sul colle del Moncenisio (di cui esistono numerosi suoi disegni). Con la Restaurazione, sempre a Torino, conserva l’incarico universitario (fino al 1843), al quale affianca l’insegnamento all’Accademia di Belle Arti (dal 1824). Dal 1814 Bonsignore è Architetto, archivista e disegnatore della Città, e dal 1819 Disegnatore del Principe di Carignano. Membro del Consiglio degli Edili dal 1822. Nel 1831 è Primo Architetto Disegnatore di Sua Maestà. Nel 1818 vince il concorso per la chiesa della Gran Madre di Dio a Torino, conclusa nel 1831. Membro delle Accademie artistiche di Firenze (1797), Torino (1803), Livorno (1807), Accademia di San Luca a Roma (1814) e Accademia di Brera a Milano (1816). Autore anche di progetti ideali (sono noti, tra l’altro: una Armeria, un Palazzo dei Conservatori, un tempio ottagonale dedicato al marchese Niccolò Puccini, un sepolcro in stile egizio per Michelangelo Buonarroti, un bagno per una regina). Culturalmente formato sulle esperienze fatte in gioventù a Roma a fine Settecento, di cui assimilò non solo il culto per l’architettura classica, ma anche le interpretazioni che di quella diedero gli architetti ed i pensionnaires francesi, oscillò fra soluzioni «parlanti» nello spirito illuminista ( esemplare l’importante progetto per i forni pubblici di Torino), ed un astratto, raffinato neoclassicismo, fatto di pochi tratti e grandi solenni invasi (Gran Madre di Dio a Torino, progetto per la chiesa parrocchiale di Romano Canavese). Non fu inoltre estraneo ad aspetti caratteristici dell’estetica romantica, quali il Pittoresco ed il Sublime. Particolarmente significativi, anche a questo proposito, sono i suoi temi didattici inventati per gli esami finali dell’Accademia e dell’Università. Di particolare importanza e complessità è il suo piano regolatore di Torino, redatto ancora in epoca napoleonica, ma le sue proposte per l’assetto moderno della città filtrarono anche in epoca di Restaurazione, finendo con il segnare in modo indelebile la forma urbana della capitale sabauda. Bonsignore, coadiuvato nell’insegnamento dall’abilissimo e colto architetto Giuseppe Maria Talucchi, il suo allievo più fedele, fu maestro di più generazioni di architetti piemontesi e non, tra i quali si distinsero particolarmente Benedetto Brunati, Luigi Canina, Giuseppe Leoni, Ernesto Melano.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandria, palazzo comunale, modifiche alla facciata
  • Crescentino, chiesa parrocchiale, progetto di facciata.
  • Firenze, progetto ideale per una sala di Palazzo Pitti, 1794-95; disegno di teatro per concorso dell’Accademia (di Firenze), 1794
  • Napoli, Chiesa di S. Francesco da Paola, progetti non realizzati
  • Porto Maurizio (Imperia), progetto di piazza, 1809
  • Racconigi, Parco del Castello Reale, Torre belvedere e monumento alla battaglia del Trocadero, 1823
  • Romano Canavese, parrocchiale, progetti non eseguiti, 1820.
  • Strambino, parrocchiale, cappella del Rosario, completamento
  • Torino, Torre civica, progetto, 1801; Teatro regio, modifiche, con Carlo Randoni, 1801; Giardini reali, arco trionfale, 1801; Piano urbanistico della città (con Michel Angelo Boyer e Lorenzo Lombardi), 1802; Forni pubblici di Borgo Dora, 1802; Arco in onore di Napoleone, 1805; Ponte sul Po, progetto non realizzato, 1805; Palazzo dell’Università, illuminazione per il passaggio di Napoleone, 1808; Piano d’abbellimento della città (con Giuseppe Cardone, Claude-Joseph La Ramée Pertinchamp, Lorenzo Lombardi, Carlo Randoni), 1809; Padiglione con arco di trionfo per la piazzetta reale, 1814; Palazzo di Città, decorazione dello scalone e della sala dei Marmi, 1816-1825; Piano di ampliamento della Città (con Benedetto Brunati, Giuseppe Cardone, Lorenzo Lombardi e Ignazio Michelotti), 1817; Muro di cinta della città, progetto, 1817; Tempio della Gran Madre di Dio, 1818-1831; Piazza Gran Madre di Dio, progetto di massima, 1818; Via Po, collegamento dei portici del lato nord, 1819; chiesa di santa Cristina, altare maggiore, 1819-1822 (rimosso); Piano regolatore di Porta Nuova (con L. Lombardi e C.Randoni), 1822-23; Torre Civica, secondo progetto, 1822-1823; Chiesa di San Lorenzo, consolidamento della cupola, 1823; Palazzo Balbiano di Viale, 1823; Palazzo dell’Accademia delle Scienze, ampliamento per il museo egizio, progetto, 1824; Teatro Carignano, trasformazione interna, con Fabrizio Sevesi), 1824; Chiesa della Ss.ma Annunziata, studi per la fronte su via Po, 1824 (realizzata in seguito su progetti di Luigi Vigitello) (distrutta); Piazza Vittorio Emanuele I (ora Vittorio Veneto), progetto (con B. Brunati, L. Lombardi, I.Michelotti, C. Randoni), realizzato poi su progetto autonomo da Giuseppe Frizzi(1824-25).

Pareri[modifica | modifica sorgente]

Scritti[modifica | modifica sorgente]

  • Descrizione del Tempio eretto alla Gran Madre di Dio dal Corpo decurionale di Torino, Torino 1828.

Bibliografia e Fonti[modifica | modifica sorgente]

L’Archivio di Ferdinando Bonsignore è conservato all’Archivio Storico della città di Torino, dove, anche in altre serie, è ben documentata l’attività torinese dell’architetto.

  • Raccolta di IX progetti architettonici inventati e disegnati da alcuni membri dell’Accademia della Pace contenuti in XXVII rami, Roma, 1795
  • Pro lapide primo ad fundamenta aedis Magnae Matris Dei, Torino 1818
  • G. A. De Gregory, Istoria della vercellese letteratura ed arti, vol. IV, Torino, 1824, p. 347.
  • Agostino Milanesio, Cenni storici sulla Città e Cittadella di Torino, Torino 1826.
  • C. Danna, G.C. Chiechio, Storia artistica illustrata del Santuario di Mondovì, Torino 1891, pp. 405–420.
  • Eugenio Olivero, L’architettura in Torino durante la prima metà dell’Ottocento, Torino, 1935
  • Carlo Brayda, Laura Coli, Dario Sesia, Ingegneri e architetti del sei e Settecento in Piemonte,Torino, 1963
  • Alessandro Baudi di Vesme, Schede Vesme. L’arte in Piemonte, I, Torino, 1963, pp. 156–159
  • Bonsignore Ferdinando, in Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, I, Roma 1968
  • Luciano Tamburini, Le chiese di Torino, Torino 1968
  • Nino Carboneri, Bonsignore Ferdinando, in Dizionario Biografico degli Italiani, XII, Roma, 1970
  • Emmina De Negri, Ottocento e innovamento urbano. Carlo Barabino, Genova, 1977
  • Dina Rebaudengo, Mariella Beccaria, Torino in archivio. Le isole S. Pietro e S.Baldassarre, Torino, 1977
  • Vera Comoli Mandracci, Torino, Bari, 1980
  • Cultura figurativa e architettonica negli Stati del re di Sardegna 1773-1861, Torino 1980, III volumi.
  • Il tempio della Gran Madre di Dio in Torino, Torino, 1984
  • Luciano Re, Maria Grazia Vinardi, Ferdinando Bonsignore. L’opere a e i tempi, in Il tempio della Gran Madre di Dio in Torino, Torino , 1984.
  • Il Palazzo di Città a Torino, Torino 1987
  • Walter Canavesio, Un tempio di Ferdinando Bonsignore per Romano Canavese, in «Studi piemontesi», 1, 1989, pp. 141–150
  • Giovanni Maria Lupo, Ingegneri Architetti Geometri in Torino. Progetti edilizi nell’Archivio Storico della città (1780-1859), Roma 1990.
  • Walter Canavesio, Filippo Morgantini, voce Ferdinando Bonsignore in SAUR Allgemeines Künstlerlexikon, vol. XII, Monaco-Lipsia, 1995.
  • Walter Canavesio, Bonsignore disegnatore, in Piergiorgio Dragone, Pittori dell’Ottocento in Piemonte. Arte e Cultura Figurativa 1800-1830, Torino, 2002.
  • Walter Canavesio, La Gran Madre di Dio tempio dinastico e delle Arti, in Piergiorgio Dragone, Pittori dell’Ottocento in Piemonte. Arte e Cultura Figurativa 1800-1830, Torino, 2002.
  • Maria Anna Coltro, Ferdinando Bonsignore, in Piergiorgio Dragone, Pittori dell’Ottocento in Piemonte. Arte e Cultura Figurativa 1800-1830, Torino, 2002.
  • Ferdinando Bonsignore. Da Roma a Torino, dall’Antico regime alla restaurazione, catalogo della mostra, Archivio storico della città di Torino, Torino, 2002.
  • Augusto Sistri, Ferdinando Bonsignore: architetto "neoclassico", in Di architetti di chiese di palazzi, a cura di P. L. Bassignana, Torino, 2002, pp. 235–267.
  • Fondo Ferdinando Bonsignore. Inventario. A cura di Laura Antonietta Guardamagna e Augusto Sistri, Torino, 2004.
  • E. Dellapiana, Ferdinando Bonsignore (1760-1843), in Contro il barocco. Apprendistato a Roma e pratica dell'architettura civile in Italia 1780-1820, Roma 2007, pp. 399–404 (ma per Bonsignore, vedere anche ad indicem).