Ferdinand Marcos

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Ferdinand Marcos nel 1966

Ferdinand Edralin Marcos (Sarrat, Ilocos Norte11 settembre 1917 – Honolulu21 aprile 1989) è stato un politico filippino, 10° presidente delle Filippine, in carica dal 1965 al 1986.

Indice

[modifica] Studi e ascesa politica

Studiò giurisprudenza nell'Università delle Filippine. Accusato nel 1939 dell'assassinio di Julio Nalundasan, un oppositore di suo suocero (fatto accaduto sei anni prima) e condannato nel novembre 1939, presentò appello al Tribunale Supremo Filippino e fu assolto nel 1940. Cominciò ad esercitare l'avvocatura a Manila e durante la Seconda guerra mondiale fu ufficiale dell'esercito del suo paese. Più tardi avrebbe dichiarato di aver svolto un ruolo essenziale nel movimento di resistenza filippina: cosa che contribuì in buona misura al suo futuro politico, sebbene in seguito al suo fallimento si fosse dimostrato che egli aveva a malapena partecipato alle attività anti-nipponiche tra il 1942 e il 1945. Nel 1946 diventò assistente del primo presidente della Repubblica indipendente delle Filippine, Manuel Roxas. Fu membro della Camera dei Rappresentanti (Parlamento) per dieci anni e quindi fece parte del Senato. Nel 1954 si sposò con Imelda Marcos che fu sempre la sua principale consigliera.

[modifica] Governo

Nel 1965, Marcos, che s'era guadagnato un grande prestigio nel Partito Liberale fondato da Roxas, riuscì ad essere nominato candidato alla presidenza e si confrontò col rappresentante del partito nazionalista, Diosdado Macapagal. Eletto presidente, durante il suo primo mandato, favorì alcune riforme in campo agricolo, industriale ed educativo. Si osserva che le redistribuzioni di terre fatte nel quadro del Bagong Lipunan (Nuova Società) da lui teorizzato, furono assai utili ai familiari del presidente Marcos che - nel corso del periodo in cui fu in vigore la legge marziale - beneficiarono di considerevoli vantaggi politici. Anticomunista convinto, inviò truppe a combattere in sostegno del Vietnam del Sud.

Al principio governò democraticamente, ma poco a poco prese una deriva sempre più autoritaria fino a instaurare una forte dittatura nel 1972, che propiziò la comparsa nel paese di una guerriglia comunista e un'altra musulmana, contrarie entrambe alla sua politica. Rieletto presidente nel 1969 (secondo i suoi oppositori grazie a massicci brogli elettorali), nel corso del suo secondo mandato dovette fronteggiare la recrudescenza della guerriglia urbana e delle rivolte studentesche.

Nel 1972 impose la legge marziale, grazie a cui poté incarcerare senza ostacoli i suoi avversari politici, fra i quali si annoverava Benigno Aquino, consentendo a vari altri esponenti politici a lui avversi di partire per l'esilio. Nel 1973 promulgò una nuova Costituzione in cui si arrogava le funzioni capo dello Stato e di Primo Ministro. La legge marziale fu applicata per 9 anni, dopo i quali gli eccessi del Presidente e dell'esercito cominciarono ad emergere.

Marcos soppresse allora la legge marziale e procedette a una riforma costituzionale. Egli stesso fu rieletto presidente per ulteriori sei anni. L'opposizione tuttavia si era rafforzata, soprattutto dopo l'assassinio del suo leader, Benigno Aquino, mentre gli storni di fondi pubblici, ammontanti a miliardi di dollari del Tesoro filippino, portati all'estero su conti bancari sicuri, si accompagnavano a forme intollerabili di nepotismo che avvantaggiavano la famiglia e gli amici del Presidente.

[modifica] Caduta di Marcos

Cory Aquino, vedova di Benigno, si presentò alle elezioni presidenziali del 1986, con Salvador Laurel come suo vice-presidente. Le elezioni registrarono brogli da entrambe le parti e tutti e due i contendenti si dichiararono vincitori del confronto elettorale. L'esercito però decise che il momento di Marcos era ormai passato e il comandante delle forze armate, Juan Ponce Enrile, ex-ministro della Difesa, e Fidel Ramos (già generale sotto Marcos) appoggiarono la pretesa di vittoria di Cory Aquino. Marcos fu costretto all'esilio e la Aquino divenne Presidente.

Marcos e sua moglie, Imelda Marcos, partirono in esilio per le Hawaii e furono in seguito imputati per storno di fondi dagli Stati Uniti. Marcos morì a Honolulu (Hawaii) nel 1989. Fu sepolto nell'isola hawaiana di O'ahu, nella cosiddetta Valley of the Temples, in un mausoleo privato che costituisce una replica dello storico tempio buddista detto Byōdō-in, che si erge a Uji e che fu edificato nel 1052 in quella che oggi è la prefettura giapponese di Kyōto. Il mausoleo sembra sia visitato quotidianamente dalla sua famiglia e dai suoi amici, anche se questa devota pietas familiare appare più che altro il frutto di un preciso intento celebrativo mediatico del defunto dittatore.
I suoi ultimi "uomini forti" sono invece seppelliti in una cripta refrigerata a Ilocos Norte (regione in cui sorge il paese natale di Marcos, Sarrat), dove suo figlio, Ferdinand, Jr., e sua figlia, Imee, sono diventati rispettivamente governatore locale e rappresentante del governo.

Imelda Marcos fu assolta nel 1990 dal capo d'imputazione di storno di fondi dagli Stati Uniti ma condannata per corruzione in un processo nelle Filippine nel 1995.

Predecessore: Presidente delle Filippine Successore:
Diosdado Macapagal 1965 - 1986 Corazón Aquino I
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[modifica] Note

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