Ferdinand Marcos

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Ferdinand Marcos
Ferdinand Marcos 1966.jpg

10° Presidente delle Filippine
6º Presidente della Terza Repubblica
1º Presidente della Quarta Repubblica
Durata mandato 30 dicembre 1965 –
25 febbraio 1986
Vice presidente Fernando Lopez (1965-1973)
Arturo Tolentino (1986)
Predecessore Diosdado Macapagal
Successore Corazón Aquino

Dati generali
Partito politico Partito Liberale (1946-1965)
Partito Nazionalista (1965-1978)
Kilusang Bagong Lipunan (1978-1986)
Firma Firma di Ferdinand Marcos

Ferdinand Edralin Marcos (Sarrat, 11 settembre 1917Honolulu, 28 settembre 1989) è stato un politico e dittatore filippino, 10° presidente delle Filippine..

Nato nella città di Sarrat, Ilocos Norte, Marcos studiò giurisprudenza nell'Università delle Filippine. Affermò di aver partecipato alle attività anti-nipponiche tra il 1942 e il 1945 durante la Seconda guerra mondiale e di aver svolto un ruolo fondamentale nel movimento di resistenza filippina. Sulla base di queste esperienze che contribuirono ad incrementare la sua popolarità, iniziò la sua carriera politica. Nel 1946 diventò assistente del primo Presidente della Repubblica indipendente delle Filippine, Manuel Roxas. Fu membro della Camera dei Rappresentanti (Parlamento) per dieci anni e quindi fece parte del Senato. Vinse le elezioni presidenziali del 1965, 1979 e 1981, rimanendo in carica dal dicembre 1965 al febbraio 1986.

È stato il primo dei due presidenti filippini a dimettersi dalla carica, assieme a Joseph Estrada. In seguito a massicce proteste, Marcos fu costretto ad abbandonare la presidenza il 25 febbraio 1986 e a partire in esilio per le Hawaii.

Ferdinand Marcos rimane uno dei presidenti più controversi della storia delle Filippine. Nonostante le critiche al suo regime e all'imposizione della legge marziale, nei suoi 21 anni al potere Marcos fu in grado di erigere più scuole, ospedali e infrastrutture di tutti i presidenti che lo precedettero messi assieme.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La gioventù e la prima attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Primo figlio dell'avvocato Mariano Marcos (1897–1945) e dell'insegnante Josefa Gustilio Edralin (1890–1986), nacque l'11 settembre 1917 a Sarrat, una piccola cittadina nella regione di Ilocos Norte.[1] Fu inizialmente battezzato nella Chiesa filippina indipendente.[2]

Suo padre Mariano era un gran ammiratore di Gregorio Aglipay, fondatore di una setta cristiana indipendente, e Marcos fu cresciuto seguendo il modello di vita Aglipayano. La madre Josefa, invece, era credente e lo fece ribattezzare in una Chiesa cattolica all'età di tre anni.

Studi e ascesa politica[modifica | modifica wikitesto]

Frequentò la scuola primaria e secondaria nella città di Manila. Al contempo, suo padre Mariano era attivo in campo politico; il 20 settembre 1935, giorno dopo la sconfitta di Mariano per un posto nell'Assemblea Nazionale filippina a favore di Julio Nalundasan, quest'ultimo venne ritrovato morto nella sua abitazione e Ferdinand e suo padre vennero accusati dell'assassinio nel 1939.[3] Condannato alla pena di morte nel medesimo anno, Ferdinand presentò appello al Tribunale Supremo Filippino e fu assolto nel 1940 assieme ai sospettati.[4]

Studiò giurisprudenza nell'Università delle Filippine. Cominciò ad esercitare l'avvocatura a Manila e durante la Seconda guerra mondiale fu ufficiale dell'esercito del suo paese. Più tardi avrebbe dichiarato di aver svolto un ruolo essenziale nel movimento di resistenza filippina: cosa che contribuì in buona misura al suo futuro politico, sebbene in seguito al suo fallimento si fosse dimostrato che egli aveva a malapena partecipato alle attività anti-nipponiche tra il 1942 e il 1945. Nel 1946 diventò assistente del primo Presidente della Repubblica indipendente delle Filippine, Manuel Roxas. Fu membro della Camera dei Rappresentanti (Parlamento) per dieci anni e quindi fece parte del Senato. Nel 1954 si sposò con Imelda Marcos che fu sempre la sua principale consigliera.

Governo[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinand Marcos

Nel 1965, Marcos, che s'era guadagnato un grande prestigio nel Partito Liberale fondato da Roxas, riuscì ad essere nominato candidato alla presidenza e si confrontò col rappresentante del partito nazionalista, Diosdado Macapagal. Eletto Presidente, durante il suo primo mandato, favorì alcune riforme in campo agricolo, industriale ed educativo. Si osserva che le redistribuzioni di terre fatte nel quadro del Bagong Lipunan (Nuova Società) da lui teorizzato, furono assai utili ai familiari del Presidente Marcos che - nel corso del periodo in cui fu in vigore la legge marziale - beneficiarono di considerevoli vantaggi politici. Anticomunista convinto, inviò truppe a combattere in sostegno del Vietnam del Sud.

Rieletto Presidente nel 1969 (secondo i suoi oppositori grazie a massicci brogli elettorali), nel corso del suo secondo mandato dovette fronteggiare la recrudescenza della guerriglia urbana e delle rivolte studentesche. Dopo aver conquistato il potere democraticamente, il suo potere prese una deriva sempre più autoritaria fino a instaurare una pesante dittatura nel 1972, che propiziò la comparsa nel paese di una guerriglia comunista e un'altra musulmana, contrarie entrambe alla sua politica.

Nel 1972 sciolse il parlamento, abolì i partiti politici e impose la legge marziale, grazie a cui poté incarcerare senza ostacoli i suoi avversari, fra i quali si annoverava Benigno Aquino, consentendo a vari altri esponenti politici a lui avversi di partire per l'esilio. Nel 1973 promulgò una nuova Costituzione in cui si arrogava le funzioni capo dello Stato e di Primo Ministro. La legge marziale fu applicata per 9 anni (venendo rinnovata di anno in anno), dopo i quali gli eccessi del Presidente e dell'esercito cominciarono ad emergere.

Marcos soppresse allora la legge marziale e procedette a una riforma costituzionale. Egli stesso fu rieletto Presidente per ulteriori sei anni nel 1981. L'opposizione tuttavia si era rafforzata, soprattutto dopo l'assassinio del suo leader, Benigno Aquino nel 1983, mentre gli storni di fondi pubblici (effettuati in previsione della fine del potere), ammontanti a miliardi di dollari del Tesoro filippino, portati all'estero su conti bancari sicuri (in particolare in Svizzera, su depositi occulti riconducibili alla Credit Suisse), si accompagnavano a forme intollerabili di nepotismo che avvantaggiavano la famiglia e gli amici del Presidente.[5]

Caduta di Marcos[modifica | modifica wikitesto]

Cory Aquino, vedova di Benigno, si presentò alle elezioni presidenziali del 1986, con Salvador Laurel come suo vicepresidente. Le elezioni registrarono brogli da entrambe le parti e tutti e i due contendenti si dichiararono vincitori del confronto elettorale. L'esercito però decise che il momento di Marcos era ormai passato e il comandante delle forze armate, Juan Ponce Enrile, ex-ministro della Difesa, e Fidel Ramos (già generale sotto Marcos) appoggiarono la pretesa di vittoria di Cory Aquino. Marcos fu costretto all'esilio e la Aquino divenne Presidente.

Marcos e sua moglie, Imelda Marcos, partirono in esilio per le Hawaii e furono nel 1988 imputati per storno di fondi dagli Stati Uniti (decine di immobili della coppia furono posti sotto sequestro, ma gran parte del loro patrimonio rimase intatto). Marcos morì a Honolulu (Hawaii) nel 1989. Fu sepolto nell'isola hawaiana di O'ahu, nella cosiddetta Valley of the Temples, in un mausoleo privato che costituisce una replica dello storico tempio buddista detto Byōdō-in, che si erge a Uji e che fu edificato nel 1052 in quella che oggi è la prefettura giapponese di Kyōto.

Due anni dopo la salma tornò nelle Filippine, a nord di Luzon, nella località di Malcagnac. Qui si erge una tomba, il cui monumento è decorato in marmo nero e una voce narra le sue "eroiche gesta", col sottofondo dell'inno nazionale dell'epoca. I suoi ultimi "uomini forti" sono invece seppelliti in una cripta refrigerata a Ilocos Norte (regione in cui sorge il paese natale di Marcos, Sarrat), dove suo figlio, Ferdinand Jr., e sua figlia, Imee, sono diventati rispettivamente governatore locale e rappresentante del governo.

Imelda Marcos fu assolta nel 1990 dall'accusa di aver sottratto ingenti somme al Tesoro filippino dagli Stati Uniti ma condannata per corruzione in un processo intentato nelle Filippine nel 1995.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze filippine[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro della Legion d'Onore
Gran Maestro dell'Ordine di Sikatuna - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Sikatuna
Gran Maestro dell'Ordine di Kalantiao - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Kalantiao

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Rajamitrabhorn (Thailandia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Rajamitrabhorn (Thailandia)
— 1968
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1969
Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ David Joel Steinberg, The Philippines: A Singular and a Plural Place, Basic Books, 2000, pp. 115–116, ISBN 978-0-8133-3755-5.
  2. ^ Celoza, Albert F., Ferdinand Marcos and the Philippines: the political economy of authoritarianism, Greenwood Publishing, 1997, p. 23, ISBN 978-0-275-94137-6.
  3. ^ Mariano Marcos vs. Roman A. Cruz Philippines Supreme Court
  4. ^ Justice Jose P. Laurel penned the ponencia (in People vs. Mariano Marcos, et al., 70 Phil. 468) which was concurred by Chief Justice Ramón Avanceña and Justices Imperial, Díaz, and Horilleno.
  5. ^ Jean Ziegler, La privatizzazione del mondo, Il saggiatore, Milano 2010, p. 122 s.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente delle Filippine Successore
Diosdado Macapagal 1965 - 1986 Corazón Aquino
Controllo di autorità VIAF: 104723526 · LCCN: n80069013
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