Fenomeno di Kazan

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Il Fenomeno di Kazan (russo Казанский феномен) fu un termine usato dai giornalisti per descrivere l'amento di attività delle bande di strada della città russa di Kazan.

Dagli anni '70 Kazan ha acquisito una cattiva reputazione per la delinquenza giovanile. i ragazzi divisi in piccole bande si scontrano gli uni con gli altri.

L'ondata di criminalità ha provocato un panico morale tra la popolazione sovietica, in quanto non solo tale criminalità era tradizionalmente vista come un prodotto dell'Occidente capitalista, ma ha coinvolto anche i figli dei funzionari locali[1].

Durante la crescita della mafia russa alla fine degli anni '80 e negli anni '90 le bande di strada si organizzano per diventare degli imprenditori criminali. A causa della manca di guadagni nell'esercitazione del racket nel tatarstan migrano verso San Pietroburgo dove vanno in conflitto con la locale banda di Tambov. La mafia kazana è conosciuta per essere particolarmente cruenta nelle loro tattiche estorsive e periodicamente gli giungono rinforzi dal Tatarstan. I criminali slavi della città si uniscono per combattere questa minaccia incombente ed infini obbligano i tartari ad andare via da San Pietroburgo[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ NY Times - Kazan Journal; Street Gangs Return, and Soviet City Is Chagrined
  2. ^ Volkov, Vadim; Violent Entrepreneurs; 2002