Fender Jazzmaster

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Fender Jazzmaster
Fender-jazzmaster.jpg
Produttore Fender
Periodo 19581980,
1986 - presente
Caratteristiche tecniche
Tipo del body Solid body
Unione del manico Bolt-on
Legni
Body Tiglio
Manico Acero
Tastiera Palissandro
Hardware
Ponte tremolo sincronizzato
Pick-up 2 single coil
Colori disponibili
Nero, bianco e sunburst

La Fender Jazzmaster è una chitarra elettrica prodotta dall'azienda americana Fender. Presentata nel 1958 al NAMM Show, era stata pensata per i chitarristi jazz, ma ha trovato maggior riscontro nel surf rock degli anni sessanta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Jazzmaster è una chitarra elettrica introdotta da Fender a metà 1958, con l’intento di creare la prima chitarra solidbody destinata ad un pubblico jazz (da qui il nome). Leo Fender disegnò i pick-up con il desiderio di ottenere un suono più jazz rispetto alle sorelle Stratocaster e Telecaster, grazie a single coil con un numero di avvolgimenti decisamente superiore rispetto ai pick-up precedentemente realizzati. Il suono ne risultò così più morbido, ricco e caldo rispetto alle tradizionali Strat e Tele, anche se con una sonorità inconfondibilmente Fender. Nonostante ciò, la chitarra non riuscì a entrare nel mercato jazz: i tradizionali musicisti jazz continuavano a preferire le chitarre semiacustiche (archtop) elettrificate e, salvo in qualche caso isolato, non venne utilizzata nonostante un’ottima popolarità nei primi anni di produzione, dove vendette più degli altri modelli. Ironia della sorte, Leo Fender a sua insaputa progettò il riferimento della musica surf (assieme all’evoluzione Fender Jaguar), del rock strumentale anni 60-70 e della new wave anni 70-80. La sua mancanza di popolarità fu determinata anche dall'inutilizzo dello strumento da parte di grandi chitarrista blues (tra i maggiori, solo Magic Slim e Mickey Baker sono noti come assidui suonatore di Jazzmaster, nonostante famosi chitarristi l'abbiano imbracciata qualche volta. Anche Jimi Hendrix la utilizzò tra il 1964-65, quando suonava con Little Richard. In seguito la utilizzò in una versione olympic white, anche quando suonava da turnista per Wilson Pickett e in seguito anche per qualche concerto della sua carriera solista fino al 1967.

Grazie alla sua tendenza a creare feedback, fu anche lo strumento preferito di molti gruppi noise, primi tra tutti i Sonic Youth. La Fender Jazzmaster restò in produzione fino al 1980; recentemente Fender ha riproposto una versione basata sulle specifiche della versione prodotta nel 1962 ("reissue 1962") e 1965, oltre a versioni economiche (dal 1986 made in japan e crafted in japan) e altre "signature" (Elvis Costello, Thurston Moore, Lee Ranaldo, J. Mascis).

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Fender propose la chitarra come "top-of-the-line" nel 1958, ad un prezzo di 329,50 dollari (50 in più rispetto alla Stratocaster). La Jazzmaster presentava notevoli particolarità e innovazioni; prima di tutti un corpo asimmetrico, studiato per ottenere un miglior bilanciamento e la tastiera in palissandro incollata (prima chitarra Fender ad adottarla), un nuovo tremolo dotato di blocco opzionale, studiato per non perdere l’accordatura (Floating Tremolo). Soprattutto fu la prima chitarra ad adottare tramite sofisticati (per l’epoca) controlli la possibilità di selezionare due circuiti separati. Semplicemente controllando un piccolo interruttore, si dava la possibilità al chitarrista di scegliere un preset per le ritmiche (solo pick-up al manico) o per gli assoli (pick-up ponte e manico assieme), quest’ultimo splittabile a sua volta in tre diverse posizioni, e di poter passare velocemente dall’uno all’altro.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

La Fender Jazzmaster non ha avuto durante la sua storia apprezzabili evoluzioni funzionali, ma prevalentemente estetiche. Proposta inizialmente nella versione 3-color sunburst e poi in "blonde", olympic white e nero, ben presto fu realizzata in molti colori custom, anche nella versione “matching headstock” (paletta nello stesso colore del corpo). Già nel 1959 il battipenna, originariamente in alluminio anodizzato venne cambiato in celluloide (tartarugato) a 3 strati. Nel 1962 venne modificata la tastiera in palissandro, che da “slab” divenne “veneer”, ovvero più sottile e con forma differente. Nel 1965 fu la volta dei segnatasti (“dots”) che da bianchi (“clay”) divennero in madreperla e come tutte le Fender venne adottato sulla paletta il nuovo logo (“gold transition” al posto dello storico “spaghetti logo”). A metà 1965 vennero cambiate le manopole di volume e tono; nuove manopole con il top cromato sostituirono le precedenti in stile Stratocaster, e venne aggiunto il “binding” (bordo) bianco al manico. Dal 1966 una serie di modifiche imposte dalla nuova direzione della CBS: il battipenna da celluloide passò in plastica, i segnatasti divennero rettangolari in madreperla, le meccaniche Kluson-Deluxe lasciarono il posto alle F-series, dal 1967 venne disegnata una nuova paletta più grande (in seguito anche la Stratocaster subirà la stessa modifica) e dal 1968 venne cambiata la verniciatura da nitrocellulosa a poliestere.

Viene o è stata suonata da[modifica | modifica sorgente]

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