Female Prisoner 701: Scorpion

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Female Prisoner #701: Scorpion
Female Convict Scorpion.JPG
Sasori
Titolo originale 女囚701号 さそり
Joshuu 701 Go - Sasori
Lingua originale giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 1972
Durata 87 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, erotico, thriller
Regia Shunya Ito
Soggetto Tooru Shinohara (manga)
Sceneggiatura Fumio Konami, Hirô Matsuda
Casa di produzione Toei Company
Fotografia Hanjiro Nakazawa
Montaggio Osamu Tanaka
Musiche Shunsuke Kikuchi
Interpreti e personaggi

Female Prisoner #701: Scorpion (女囚701号 さそり Joshuu 701 Go - Sasori?) è un film del 1972, diretto da Shunya Ito, tratto dall'omonimo manga di Tooru Shinohara.

Primo film della serie Sasori, composta da altri nove lungometraggi, è considerato uno dei più celebri film appartenenti al genere Pinky Violence.[1] Lanciò nel novero delle star del genere l'attrice Meiko Kaji e rivelò il talento del regista Shunya Ito, alla sua opera prima.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nami Matsushima, detta Sasori,[2] è stata tradita dal suo amante Sugimi, un poliziotto che l'ha fatta stuprare da un gruppo di yakuza. In seguito al fallito tentativo di uccidere Sugimi, Nami è stata rinchiusa in un carcere gestito da un sadico uomo. Lì tenta la fuga insieme alla sua amica Yuriko, ma le due vengono scovate e rinchiuse in una cella d'isolamento. Nami viene così torturata, psicologicamente e fisicamente, sia dai poliziotti che dalle altre carcerate.

Intanto Sugimi mette in atto un piano insieme alla yakuza, e ordina l'uccisione in carcere di Nami. Arruola così Katagiri, una ragazza che deve uccidere Nami facendo credere la sua morte un incidente. Nami intanto scambia poche parole con le altre detenute e nei suoi occhi vi è una volontà implacabile di vendetta. Approfittando di una rivolta, le detenute prendono in ostaggio un gruppo di poliziotti, mentre Nami scappa. Viene però riportata insieme alle altre detenute, che iniziano a torturarla. Nami riesce a sopravvivere e grazie a un'altra detenuta riesce finalmente a fuggire dal carcere e a ottenere la sua vendetta, uccidendo tutti gli yakuza e Sugimi, quindi torna in carcere.

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Autori vari, Sasori: la vendetta dello scorpione, in Dossier Nocturno n. 67. The incredible torture show. Guida al cinema della tortura, Milano, Nocturno Cinema, 2008, p. 62.
  2. ^ Scorpione in lingua giapponese.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]