Felice Della Rovere

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Felice Della Rovere? dalla Messa di Bolsena di Raffaello

Felice Della Rovere (1483 circa – Roma, 27 settembre 1536) era la figlia illegittima del cardinale Giuliano Della Rovere (futuro papa Giulio II).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu una delle donne più influenti dell'Italia del Rinascimento, anche se meno nota della più celebre Lucrezia Borgia (figlia di papa Alessandro VI), anche grazie alle nozze, combinate dal padre, con Gian Giordano Orsini.

Sua madre era Lucrezia Normanni, proveniente da una nobile famiglia romana, per la quale il cardinale Della Rovere aveva organizzato un matrimonio con Bernardino De Cupis, maggiordomo di casa Della Rovere: Giovanni Domenico De Cupis, figlio della Normanni e di De Cupis, fu poi elevato al cardinalato da papa Leone X[1]. Non è ancora definitivamente dimostrato che Felice avesse contratto un primo matrimonio all'età di 14 anni, e che fosse rimasta presto vedova[1]. Secondo la storica Caroline Murphy, Felice Della Rovere de facto si calò in "un ruolo che sapeva sarebbe stato suo se fosse nata maschio, quello del cardinal nipote"[2].

Giulio II, che per la figlia aveva già in precedenza fatto vari progetti di matrimonio, non partecipò alle sue nozze con Gian Giordano Orsini, di circa venti anni più anziano di lei (Felice aveva all'epoca 23 anni)[1]. Documenti contabili e corrispondenza provenienti dall'archivio della famiglia Orsini indicherebbero che la donna esercitasse una certa influenza non solo sul padre Giulio II, ma anche sui suoi successori di casa Medici, Leone X e Clemente VII, mentre sotto papa Adriano VI, fiammingo ed estraneo agli ambienti di Curia, il suo ruolo sarebbe stato molto ridimensionato[1].

Grazie a un donativo di 9.000 ducati ricevuto dal padre, Felice acquistò un castello, Palo, nei cui possedimenti impiantò una fiorente coltivazione di frumento, che fu presto in grado anche di esportare, rifornendo anche la stessa Curia[1].

Dopo la morte del marito Gian Giordano nel 1517, Felice assunse il controllo del patrimonio familiare degli Orsini; inoltre, le clausole del contratto matrimoniale stabilivano che gli eventuali figli maschi nati da Gian Giordano e Felice avrebbero avuto la precedenza, nella successione, su Napoleone Orsini e gli altri figli che Gian Giordano aveva avuto da un precedente matrimonio[1][2]. Felice aveva in effetti avuto dal marito due figli maschi, Francesco e Girolamo, e aveva scelto il secondo come erede della fortuna degli Orsini, e due figlie, Giulia e Clarice, nonché un altro bambino morto in tenera età[1]. Dopo il sacco di Roma del 1527, la controversia tra i due fratellastri, Girolamo Orsini e Napoleone Orsini, si intensificò. Le due figlie si sposarono, rispettivamente, con Pietro Antonio Sanseverino e Luigi Carafa: i suoi discendenti si imparentarono con le casate Sforza, Borghese e Boncompagni-Ludovisi[3].

Secondo l'ipotesi della sua biografa Caroline Murphy, Felice Della Rovere sarebbe da identificare nella donna vestita di nero inginocchiata sugli scalini a sinistra ritratta da Raffaello nell'affresco della Messa di Bolsena nelle Stanze Vaticane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Donna Martin, "A Renaissance Woman Rescued from Obscurity", National Catholic Reporter, 7/10/2005.
  2. ^ a b Bruce Boucher, "The Pope's Daughter", International Herald Tribune, 5/9/2005.
  3. ^ Williams, 2004, p. 154.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Caroline Murphy, La figlia del papa. Giulio II e Felice Della Rovere iniziatori del Rinascimento romano, Milano, Il Saggiatore, 2007.
  • George L. Williams, Papal Genealogy: The Families and Descendants of the Popes, McFarland, 2004. ISBN 0786420715.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 198865336

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