Federico III d'Asburgo

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Federico III
Ritratto di Federico III, di Hans Burgkmair
Ritratto di Federico III, di Hans Burgkmair
Imperatore del Sacro Romano Impero
(formalmente Imperatore dei Romani)
Stemma
In carica 19 marzo 1452 –
19 agosto 1493
Incoronazione 19 marzo 1452
Re di Germania
(formalmente Re dei Romani)
In carica 2 febbraio 1440 –
19 marzo 1452
Incoronazione 17 giugno 1442
Predecessore Alberto II
Successore Massimiliano I
Re d'Italia
Incoronazione 16 marzo 1452
Duca di Stiria, Carinzia e Carniola
In carica 10 giugno 1424 –
19 agosto 1493
Predecessore Ernesto I
Successore Massimiliano I
Duca d'Austria
In carica 23 novembre 1457 –
19 agosto 1493
Predecessore Ladislao il Postumo
Successore Massimiliano I
Nascita Innsbruck, Austria, 21 settembre 1415
Morte Linz, Austria, 19 agosto 1493
Dinastia Asburgo
Padre Ernesto I
Madre Cimburga di Masovia
Consorte Eleonora del Portogallo
Figli Massimiliano
Cunegonda
Cristoforo
Elena
Giovanni
Religione Cristianesimo Cattolico

Federico III d'Asburgo (Innsbruck, 21 settembre 1415Linz, 19 agosto 1493) fu eletto Re dei Romani quale successore di Alberto II nel 1440. Era figlio di Ernesto I (secondo la linea leopoldina degli Asburgo regnanti nell'Austria Interiore, ossia di regioni quali la Stiria, la Carinzia e la Carniola) e di Cimburga di Masovia. Col titolo di duca asburgico d'Austria divenne Federico V (1424), Federico IV come re tedesco e infine Federico III con l'incoronazione ad imperatore del Sacro Romano Impero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio di "Enea Piccolomini presenta Eleonora del Portogallo a Federico III", dipinto dal Pinturicchio nella Libreria Piccolomini a Siena (1502-1508)

Nel 1452 sposò all'eta di 37 anni, la principessa diciottenne Eleonora del Portogallo (1434 † 1467), la cui dote lo aiutò a ridurre i debiti ed a rafforzare il potere.

Nel 1446 sottoscrisse il Concordato di Vienna con la Santa Sede, che rimase in vigore fino al 1806 e regolò i rapporti tra quest'ultima e gli Asburgo.

Federico fu l'ultimo imperatore ad essere incoronato a Roma. Lo incoronò nel 1452 Papa Nicola V. Avversò la riforma del Sacro Romano Impero e fu appena capace di impedire ai principi elettori di eleggere un altro re.

Durante il tragitto sostò a Genova dove, come ringraziamento per l'accoglienza ricevuta, vi istituì l'Ordine Militare di San Giorgio il cui gran maestro era ereditariamente il Doge.

La sua politica non fu grandiosa, tuttavia vincente. Suo fratello Alberto VI fu il principale avversario, avendo sfidato la sua posizione. Non riuscì a vincere alcuno scontro sul campo di battaglia, così escogitò dei piani ingegnosi. Tenne prigioniero suo nipote Ladislao Postumo, signore d'Austria, di Ungheria e di Boemia, e cercò di estendere all'infinito la sua tutela su di questi, onde mantenere il controllo sulla Bassa Austria. Si comportò alla stessa maniera con un altro nipote, Sigismondo, figlio del duca Federico Tascavuota e della sua seconda moglie, la principessa Anna di Braunschweig-Gottinga (1390-1432) (linea tirolese degli Asburgo).

Sigismondo riuscì a liberarsi del controllo di Federico solo all'età di diciannove anni, nel 1446, mentre Ladislao divenne re d'Ungheria previa cessione degli stati della Bassa Austria nel 1452. Ladislao morì sulla strada per Praga nel 1457 mentre Sigismondo riuscì infine ad ottenere da Federico la signoria sul Tirolo nel 1477.

Scomparso Ladislao Postumo, Federico fallì comunque nel raggiungere il potere nel regno d'Ungheria e di Boemia, e fu sconfitto dal re Mattia Corvino nel 1485. In definitiva Federico prevalse in tutti i conflitti sopravvivendo ai suoi avversari e, qualche volta, ereditandone i domini, come nei casi di suo nipote Ladislao, da cui ricevette la Bassa Austria (1457), e di suo fratello Alberto VI, a cui subentrò nell'Alta Austria. Detti scontri lo obbligarono ad un'esistenza anacronisticamente itinerante, dal momento che dovette trasferire la sua corte in diverse località, risiedendo a Graz, Linz e Wiener Neustadt.

Andrea Mantegna, Mantova Camera degli Sposi, Federico I Gonzaga (a destra) a colloquio con Federico III d'Asburgo e Cristiano I di Danimarca

Tuttavia, in qualche modo la sua politica fu sorprendentemente remunerativa. Nell'assedio di Neuss, Federico costrinse Carlo I di Borgogna a concedere la mano di sua figlia Maria al figlio Massimiliano. Con l'eredità borgognona, la dinastia degli Asburgo iniziò a divenire preponderante in Europa.

In alcune piccole questioni, Federico ebbe buon partito: nel 1469 egli riuscì a stabilire il vescovato a Vienna ed a Wiener Neustadt; in ciò avevano fallito tutti i duchi d'Austria precedenti.

Sacro Romano Impero (1438-1519)
Casa d'Asburgo
Emperor Frederick III Arms.svg

Alberto II (1438-1439)
(Re dei Romani)
Federico III (1452-1493)
Figli
Massimiliano I (1493-1519)
Figli
Carlo V (1519-1556)
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Il matrimonio della figlia Cunegonda con il duca Alberto IV di Baviera, più che il risultato di intrighi e sotterfugi, fu piuttosto una sconfitta per Federico. Alberto, che aveva illegalmente preso il controllo di alcuni feudi imperiali, chiese di sposare Cunegonda (che viveva ad Innsbruck, lontano da suo padre) ed offrì all'imperatore i predetti domini in dote. Federico acconsentì, ma ritirò il consenso allorquando Alberto prese anche il controllo di Ratisbona. Prima che Cunegonda lo sapesse, Alberto l'aveva già sposata (2 gennaio 1487). La guerra fu evitata solo grazie all'intervento del figlio dell'imperatore, Massimiliano.

Negli ultimi dieci anni di vita, Federico regnò congiuntamente a suo figlio Massimiliano; morì nel tentativo di amputazione della sua gamba sinistra, rivelando negli ultimi giorni di vita l'interpretazione del motto AEIOU. La tomba, costruita da Niclaes Gerhaert van Leyden nella cattedrale di Santo Stefano a Vienna, è uno dei lavori più importanti della scultura del Basso Medioevo.

La passione per le reliquie[modifica | modifica wikitesto]

Federico III costruì negli anni (con non poca spesa) una vasta collezione di "sante reliquie". Egli affermava di possedere un pezzo della croce di Cristo: lo fece incastonare nell'oro in quella che chiamò la Croce Imperiale. Venne in possesso anche della cosiddetta Santa Lancia, con cui il Cristo fu colpito durante la crocifissione (da notare che all'epoca vi erano in Europa diverse lance ritenute essere quella usata per aprire il costato di Cristo). Inoltre la sua collezione comprendeva: l'osso del braccio di Sant'Anna, il grembiule con cui Gesù asciugò i piedi degli apostoli, resti della mangiatoia di Betlemme, un pezzo della tovaglia dell'Ultima Cena.

Federico III riteneva che il possesso di una tale mirabile collezione gli permettesse di risparmiare parte della pena che lo attendeva nel Purgatorio: egli stimava infatti che la sua pena sarebbe stata diminuita di almeno 37 anni e 275 giorni.

Infine, egli affermava di possedere anche la corona, la spada e lo scettro dello stesso Carlo Magno.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro
Rosa d'Oro della cristianità - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro della cristianità
— 1452

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Stiria Successore Gules a fess argent.svg
Ernesto I 14241493 infeudato al fratello
Predecessore Imperatore del Sacro Romano Impero Successore Armoiries Saint-Empire bicéphale.svg
Alberto II
Soltanto Re dei Romani
14401493
Re dei Romani fino all'incoronazione nel 1452
Massimiliano I
Predecessore Duca d'Austria Successore Gules a fess argent.svg
Ladislao il Postumo 14571493 Massimiliano I

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