Federica di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Federica di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg [1][2] (Gottorp nello Schleswig[1][2], 9 ottobre 1811 – Ballenstedt Germania[1][2], 10 luglio 1902) è stata la secondogentia [1][2] di Federico Guglielmo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg e della principessa Luisa Carolina d'Assia-Kassel e sorella maggiore del futuro Cristiano IX di Danimarca[1][2]. Suo padre era il capo della casa ducale di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Beck, un ramo cadetto maschile della Casa di Oldenburg, che aveva occupato il trono di Danimarca dal 1448. Attraverso padre, Federica era, in linea maschile, diretta discendente del re Cristiano III di Danimarca.
Divenne duchessa di Anhalt-Bernburg dopo il suo matrimonio con Alessandro Carlo di Anhalt-Bernburg, ultimo della sua stirpe, figlio di Alessio Federico Cristiano di Anhalt-Bernburg, avvenuto a il 30 ottobre 1834 allo Schloss Louisenlund, presso Schleswig[1][2]. Alessandro Carlo soffriva di schizofrenia e morì il 19 agosto 1863 a 58 anni.
Poiché il matrimonio fu senza eredi (e forse neppure consumato) [1][2], l'Anhalt-Bernburg fu ereditato dal cugino Leopoldo IV di Anhalt-Dessau che accorpò il ducato con il proprio creando di nuovo un unico ducato di Anhalt.
La duchessa Federica morì il 10 luglio 1902 a Ballenstedt.
Titoli [modifica]
- 9 ottobre 1811 - 6 luglio 1825: sua altezza serenissima la principessa Federica di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Beck
- 6 luglio 1825 - 30 ottobre 1834: sua altezza serenissima la principessa Federica di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
- 30 ottobre 1834 - 19 agosto 1863: sua altezza serenissima la duchessa di Anhalt-Bernburg
- 19 agosto 1863 - 10 luglio 1902: sua altezza serenissima la duchessa vedova di Anhalt-Bernburg
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g Darryl Lundy. Friederike Caroline Prinzessin zu Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg. thePeerage.com, 17 June 2003. URL consultato in data 2 settembre 2008.
- ^ a b c d e f g Paul Theroff. SCHLESWIG-HOLSTEIN. Paul Theroff's Royal Genealogy Site. URL consultato in data 2 settembre 2008.
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