Febbre da zecca del Colorado

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Febbre da zecca del Colorado
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 066.1
ICD-10 A93.2
MeSH D003121
MedlinePlus 000675
eMedicine 786688
Sinonimi
Febbre delle Montagne Rocciose

Per Febbre da zecca del Colorado in campo medico si intende una malattia infettiva, di forma rara, che colpisce gli umani e anche gli animali.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda le zone endemiche compare nelle montagne rocciose (da qui l'altro nome della manifestazione febbrile: "febbre delle montagne rocciose"), in Canada, nel Messico e negli USA. Si evidenzia soprattutto nelle stagioni primaverili, ma sono stati riscontrati casi non soltanto nei residenti del luogo ma anche in visitatori occasionali.[1]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La malattia si diffonde grazie ad un arbovirus, della famiglia Reoviridae del genere Coltivirus. La sua diffusione nell'uomo e nell'animale avviene tramite gli acari Dermacentor andersoni.[2]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Fra i sintomi e i segni clinici ritroviamo dopo un periodo di incubazione variabile dai 3 ai 6 giorni, si mostra principalmente febbre alta una forte mialgia e cefalea che sono considerati le tre manifestazioni base della malattia,[3] inoltre possono mostrarsi astenia, rash cutaneo, nausea, vomito, altre alterazioni delle temperatura (vi possono essere brividi ma anche sudore). Inoltre si evidenziano leucopenia, neutropenia e piastrinopenia

Esami[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda una corretta diagnosi (identificazione) della malattia si effettuano prove sierologiche e sulla coltura del virus.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Occorre eliminare gli acari responsabili della malattia, per quanto riguarda il sintomo più caratteristico si utilizza il paracetamolo per contrastarlo.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

La prognosi è sempre ottimale, la malattia regredisce spontaneamente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Midoneck SR, Richard J, Murray HW., Colorado tick fever in a resident of New York City. in Arch Fam Med., vol. 3, 1994, pp. 731-732..
  2. ^ Nevio Cimolai, Chandar M. Anand, George J. Gish, Charles H. Calisher, Daniel B. Fishbein, Human Colorado tick fever in southern Alberta in CMAJ,, 1988.
  3. ^ Klasco R., Colorado tick fever. in Med Clin North Am., vol. 86, marzo 2002, pp. 435-40.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Mauro Moroni, esposito Roberto, De Lalla Fausto, Malattie infettive, 7ª edizione, Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-214-2980-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina