Fastro

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Fastro
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Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: Italia
Regione:
Veneto
Provincia:
stemma Belluno
Comune:
      Arsiè
Coordinate: 45°58′N 11°43′E / 45.97167, 11.71528Coordinate: 45°58′N 11°43′E / 45.97167, 11.71528
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: {{{superficie}}} km²
Abitanti:
Nome abitanti:
Santo patrono:
Pref. telefono: 0439 CAP: 32030
Frazione
Posizione della frazione sulla mappa dell'Italia
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Fastro è una frazione del comune di Arsiè, composta da diverse borgate: il Canal, il Solivo, il Pusterno, il Bassanese. La parrocchia dipende dalla Diocesi di Padova.

Nonostante le ridotte dimensioni, il territorio è diviso tra due province. Mentre la maggior parte del territorio e dei suoi abitanti appartengono alla provincia di Belluno, la contrada del Bassanese (Fastro Bassanese) appartiene al comune di Cismon del Grappa (Vicenza), del Canale di Brenta.


Indice

[modifica] Toponomastica

Ai tempi dei romani la valle di Fastro fu indicata come "fagastra", cioè "luogo di faggi", da cui il nome "Fastra", oggi Fastro.

[modifica] Struttura del paese

Il paese si sviluppa sul fondo di una valle che congiunge la Valsugana con il feltrino. Fastro ha sei contrade:Pusterno alle pendici del Monte Novegno, Solivo alle pendici del Monte Cima Campo poco distante dalla contrada del Solivo c'è la contrada del Bassanese, nella zona della via Nazionale si trovano le contrade del Canal e di Marcopolo (la più piccola). Infine nella zona circostante alla chiesa c'e la contrada omonima.

[modifica] Economia

L'economia del territorio non presenta risorse particolari. Un tempo gli abitanti vivevano dei prodotti della terra dati dai campi del fondovalle e dai pascoli degli alpeggi sulle montagne che circondano il paese. Oggi la maggior parte delle persone lavora fuori del paese.

[modifica] Agricoltura

Mentre un tempo i pendii erano completamente coltivati, in gran parte a vite ma non solo, oggi molti dei terreni sono stati abbandonati e il bosco si sta lentamente reimpossessando del territorio. L'agricoltura praticata è rivolta principalmente al consumo domestico.

[modifica] Turismo

Le uniche forme di turismo sono quelle relative ai discendenti del luogo che tornano per trascorrere le vacanze nel luogo di origine, dove magari hanno ancora dei parenti, o di persone che vengono per visitare i luoghi da cui sono partiti i loro antenati.

[modifica] Emigrazione

Fastro, come molti altri paese del Veneto, e del Feltrino in particolare, ha sempre contribuito molto a popolare le file dell'emigrazione. Le motivazioni sono da ricercare principalmente nella scarsità delle risorse del territorio, non solo del paese ma anche del comune.

L'evento più significativo del fenomeno dell'emigrazione è quello legato all'emigrazione verso il Brasile. Nel 1876 Don Munari partì con un gruppo di 11 famiglie del paese per andare verso il nuovo mondo. Oggi i discendenti di queste famiglie e di quelle che le seguirono sono decine di migliaia concentrate negli stati a sud del Brasile.

L'emigrazione è continuata anche negli anni seguenti verso le mete che di volta in volta erano disponibili (Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Svizzera, Argentina, Stati Uniti d'America, Canada, Francia, Belgio, Torino, Milano,...). Per certi versi l'emigrazione, seppur temporanea, continua tutt'oggi visto che la maggior parte della popolazione in età lavorativa parte ogni mattina per tornare alla sera.

[modifica] Caratteristiche

Una delle caratteristiche di questo piccolo paese sono le case antiche che hanno una struttura particolare. Si tratta di costruzioni alte e strette fatte per sfruttare la luce ed il calore del sole non sarebbe riuscito a riscaldare le stanze più lontane. Ogni casa ha ampi poggioli in legno su cui venivano posti ad essiccare i prodotti della terra (mais, tabacco, ...). Altro elemento caratteristico sono le fontane che oltre che per attingere l'acqua venivano usate per lavare. Ogni contrada presenta uno o più capitelli che testimoniano la profonda fede religiosa degli abitanti.

[modifica] Manifestazioni e feste

Ogni anno nell'ultima settimana di luglio viene svolto un torneo di calcio a 7 comprendente diverse squadre da diversi luoghi anche fuori dal comune di Arsiè, invece nella prima settimana di agosto c'è la festa clou del paese: il Torneo delle Contrade che consiste in diverse gare fra le contrade in diverse discipline tra cui: Calcio a 7, Briscola, freccette, Green Volley.

[modifica] Storia

[modifica] Dalla preistoria all'anno 1000

I primi abitanti giunsero nella vallata di Arsiè subito dopo l'ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa, provenienti dal Trentino attraverso Cima Campo. Il primo nucleo di capanne si formò a Mellame, poi si espanse ai Solivi di Fastro. Vivevano di caccia e di pesca (nel Brenta), e rimasero praticamente indisturbati fino a che, verso il 200 d.C., giunsero i Romani che costruirono la strada Feltre – Arsiè – Primolano – Trento. La valle di Fastro fu indicata come "fagastra", cioè "luogo di faggi", da cui il nome "Fastra", oggi Fastro.

Dopo il crollo dell'Impero Romano (476) la zona passò sotto gli Ostrogoti di Teodorico: ma poi fu riconquistata da Narsete (Impero Romano d'Oriente - 535) che fece anche costruire in fretta delle fortificazioni per bloccare le strade, tra cui il Castello della Scala (ancora visibili i muraglioni e i due lastroni verticali in cui era alloggiata la balista, in località "Minori").

Nel 568 i Longobardi arrivarono, cacciando Narsete. Sottoposero gli abitanti a una cupa e barbarica soggezione, rinserrandosi in castelli dove abitavano le famiglie "proprietarie" della zona (tra cui il Castello di Tol, che poi entrerà nello stemma del Comune).

Nel 774 Carlo Magno sconfisse i Longobardi, introdusse il sistema feudale, ma lasciò intatti usi e consuetudini locali. Acquisì al fisco regio, o "demanio", tutte le terre non già di proprietà di qualcuno (e cioè foreste e parte sommitale delle montagne), assegnandole in uso alle collettività paesane, che le gestivano in comune stabilendo dei regolamenti (le "Regole", da cui avrà origine la proprietà Comunale pubblica).

Dopo la morte di Carlo Magno (814) il suo Impero si sfasciò e il paese, con tutto il Feltrino, divenne merce di scambio nelle lotte tra le varie Signorie locali che si succedettero (Conti del Tirolo, Carraresi, Visconti, Scaligeri ecc.).

[modifica] Dall'anno 1000 ai giorni nostri

A tutti interessava il Castello della Scala (che faceva capo a Feltre) sia per la sua importanza militare, sia perché vi si faceva pagare il dazio ai viandanti. Ma nel 1388 i Visconti di Milano, impadronitisi del Feltrino, trasferirono a Bassano del Grappa la proprietà del Castello della Scala unitamente alla parte dell'abitato di Fastro dove risiedevano i custodi (e cioè "Fastro Bassanese").

Nel 1404 Venezia, subentrata ai Visconti, mantenne tale situazione, che divenne poi definitiva, ed è la lontana origine della divisione di Fastro tra le due Province di Belluno e Vicenza. Sotto Venezia l'economia migliorò, le capanne cominciarono a trasformarsi in case di pietra, e il paese si ingrandì con la località del Pusterno e con le case di fondo valle lungo la strada.

La prima chiesetta fu costruita nel 1730 all'inizio della strada del Solivo: che però poco dopo, nel 1748, fu distrutta da un'alluvione (al suo posto è stato eretto un capitello). Nel 1754 fu messo mano alla nuova chiesa, che è l'attuale.

Dopo gli andirivieni militari delle guerre napoleoniche (1796-1813), nel 1815 Fastro passò sotto l'Austria (Regno Lombardo-Veneto) fino alla sconfitta dell'Austria nella 3ª Guerra di Indipendenza (1866), in seguito alla quale il Veneto fu aggregato al neo-costituito Regno D'Italia.

Da ricordare che durante la 1ª Guerra di Indipendenza, l' 8 maggio 1848, gli Austriaci condussero una manovra diversiva su Fastro che trasse in inganno i Comandanti dei reparti che bloccavano le valli del Piave del Brenta, attirandoli qui con una parte delle loro truppe. Gli Austriaci poterono quindi forzare il passaggio lungo il Piave, giungendo in pianura e vincendo la guerra. In occasione dello scontro a Fastro fu bruciata la canonica, e tutti i documenti andarono perduti.

Il Governo Italiano non si preoccupò della enorme povertà dei luoghi, non cercò di migliorarne la vita: e quando nel 1875 il Brasile cominciò a richiedere manodopera, favorì invece l'emigrazione. Nel 1876 una parte del paese di Fastro emigrò insieme, accompagnata dal Parroco Don Domenico Munari, e andò a stanziarsi nel Rio Grande do Sul, zona di Nova Prata.

Pochi anni dopo (1884) il Governo Italiano, temendo che l'Austria avrebbe voluto recuperare il Lombardo-Veneto invadendo l'Italia, progettò una lunga catena di fortificazioni tra cui : il Forte Tombion, Tagliata Scala, Col del Gallo, Cima Campo e Cima Lan, con numerose opere civili collegate, tra cui la linea ferroviaria Bassano-Primolano (1910), l'acquedotto della Val di Grigno, e le strade militari Fastro - San Vito – Col del Gallo e Fornace – Mellame – Cima Campo.
L'elevato impiego di manodopera nella costruzione dei forti fermò l'emigrazione, ma poco dopo l'Italia veniva coinvolta nella Grande Guerra.

Nel periodo successivo non si ritrovano più fatti di particolare rilievo, se non che a partire dagli anni '70 l'evoluzione nella gestione economica dell'agricoltura e la maggior remuneratività del settore industriale hanno progressivamente indotto a chiudere le piccole aziende familiari con il conseguente abbandono dell'agricoltura e la costante riduzione della popolazione, giunta ora a livelli preoccupanti. I paesi e le località del comune di Arsiè, un tempo luoghi di emigrazione, sono diventati paesi di immigrazione con l'arrivo di numerosi extracomunitari che vengono a riempire i vuoti lasciati dal decremento della popolazione locale, e il processo appare inarrestabile.

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