Fase protostorica del Vicino Oriente

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Indice

[modifica] Paleolitico medio e Paleolitico superiore (ca. 120.000-15.000)

Vi sono putroppo pochi ritrovamenti, risalenti al Paleolitico Medio, o Musteriano. Le prime tracce di presenza umana sono state trovate a Shanidon (Iraq), nel nord-ovest dell'Iran e sul Monte Carmelo (Palestina). Tutto il materiale finora pervenutoci, più che da veri e propri insediamenti (seppur temporanei), è stato ritrovato all'interno di grotte, frequentate stagionalmente, nei pressi delle varie catene montuose. Le grotte, a motivo della loro profonda valenza simbolica, venivano anche usate come luogo di sepoltura (ad es. quelle del Monte Carmelo).

[modifica] Mesolitico (ca. 15.000-7.500)

Il Mesolitico, o Epipaleolitico, verrà per comodità suddiviso in due fasi, seguendo la terminologia di R. Braidwood, secondo i periodi di (1) caccia e raccolta intensificata e di (2) produzione incipiente.

[modifica] Periodo di caccia e raccolta intensificata (ca. 15.000-10.000)

Le comunità sono relativamente piccole (dai 40 ai 50 individui) e vivono in caverne. La loro vita nomade diventa limitata al seguito degli spostamenti delle greggi caprine e ovine, all'interno delle quali l'uomo ha imparato a selezionare gli animali da abbattere. La selezione riguarda anche la raccolta intensificata delle leguminose e delle graminacee. A vantaggio di ciò, i primi attrezzi di pietra permettono di frantumare la dura gluma che ricopre i chicchi dei cereali ma l'industria litica si specializza anche sotto altri aspetti: gli attrezzi divengono più piccoli, geometrici e precisi. Ciò permette la caccia verso specie animali di minori dimensioni (gazzelle, ovini e caprini). Le culture di maggior rilevanza si trovano in Palestina (Kerbara) e in Iraq (Zarzi).

[modifica] Periodo della produzione incipiente (ca. 10.000-7.500)

Inizia l'addomesticamento delle greggi (il cane lo era già), con il conseguente utilizzo di latte e lana, e i primi esperimenti di coltivazione.

L'uomo inizia ad abbandonare gradualmente il nomadismo e possiamo ipotizzare almeno insediamenti mobili prolungati. Questi erano situati, quasi totalmente, in zone di bassa montagna, così da avere a disposizione, a corto raggio, una certa gamma di unità ecologiche diverse che garantissero varietà di cibo (per mezzo di un loro sfruttamento in successione o contemporaneo), nonché averne disponibilità in diversi periodi dell'anno.I siti maggiori si trovano in Iran (Shanidar e Zawi Chemi), nel Kurdistan (Kamir Shahir), nel Luristan (Ganjdareh e Asiab) e nel Khuzistan (Bus Mordeh).

Le abitazioni sono di due tipi: quelle stagionali, che dipendono dallo spostamento della selvaggina, e quelle permanenti, attorno a cui iniziano le coltivazioni. Queste ultime sono capanne circolari con base seminterrata. Un'importante innovazione, che riguarda gli stanziamenti ormai stabili, è quella dei silos: questi sono scavati e intonacati per la conservazione del cibo. Comincia a diffondersi l'ereditarietà e la proprietà privata. Le sepolture riguardano sia singoli che famiglie.

L'economia si basa essenzialmente su caccia, pesca e raccolta (frutti e piante). Questo tipo di sussistenza prosegue anche durante l'inizio della produzione autonoma di cibo (economia mista), in quanto i primi tentativi di agricoltura (einkorn, emmer, orzo e alberi da frutto) e allevamento (principalmente caprovini e bovini) danno ancora risultati troppo precari perché siano adottati come unica fonte di sostentamento. La caccia e la pesca continuano a migliorare grazie ai progressi litici, che ora permettono di avere punte di freccia, ami e arpioncini, ma anche falcetti per la raccolta del cibo.

I contatti diretti tra le varie comunità sembrano essere stati quasi inesistenti. Ciò è dovuto alle grandi distanze tra i vari abitati (i cui limiti territoriali erano molto vasti) e alle conseguenti barriere naturali intercorrenti tra essi.

[modifica] Neolitico

[modifica] Neolitico aceramico (ca. 7.500-6.000)

È ora che abbiamo la totale sedentarietà, in case di mattoni crudi o fango. La nuova struttura dell'abitazione, quadrangolare, rispetto alla capanna circolare permette di essere espansa e ingrandita. Molto importante è infatti la cooperazione interfamiliare all'interno dei villaggi, che ora arrivano a contare anche 500 individui. Questi sono del tutto autonomi ma i contatti tra di essi si ampliano ed arrivano a coprire anche distanze di discreta lunghezza per quanto riguarda la reperibilità di certi materiali (pietre dure, metalli, conchiglie).

Le principali risorse del Vicino Oriente antico
Materiale Provenienza
Alabastro Egitto
Argento Anatolia
Avorio lavorato Nubia (solo dal XVI sec.)
Cornalina Persia
Ebano Pakistan att. (Nubia dal XVI sec.)
Ematite Persia
Diorite Persia
Lapislazzuli Afghanistan att.
Legname Cappadocia, Anatolia, Siria-Fenicia
Oro Nubia
Ossidiana Anatolia
Palissandro Pakistan att.
Rame Anatolia, Palestina meridionale, Pakistan att., Arabia centro-orientale
Stagno Afghanistan att.
Steatite Persia
Turchese Palestina meridionale, Persia

[modifica] Neolitico pieno (ca. 6.000-4.500)

L'affermarsi dei nuovi caratteri nell'economia di sussistenza (agricoltura e allevamento) è accompagnato da nuove tecniche di manifattura (tessitura, lavorazione della ceramica e del rame martellato) e l'ovvio perfezionamento e specializzazione di quelle già esistenti (punte di freccia, falcetti, strumenti per la lavorazione delle pelli, per la tosatura e la macellazione).

La ceramica, in particolare, svolge un ruolo molto importante, soprattutto per quanto riguarda l'inizio delle coltivazioni estese. La conservazione ottimale dei cereali, infatti, inzia a presentarsi all'interno di grandi giare di terracotta semi-interrate all'interno dei magazzini; questo permette di ovviare al problema dell'infestazione dei silos da parte degli insetti.

Nella prima metà del VI millennio, però, incontriamo una fase di arresto o di crisi, segnata dal diminuire sensibile dei dati archeologici (crisi forse imputabile ad un periodo di siccità, conseguente al cambiamento climatico avvenuto intorno al 10.000 e che portò un annalzamento della temperatura).

Gli abitati iniziano a spostarsi dalle zone pedemontane agli altopiani iranici e anatolici e, finalmente, giungono a popolare la piana mesopotamica.

L'economia ora è quasi esclusivamente a base agro-pastorale. L'agricoltura è molto favorita dall'irrigazione artificiale, i semi iniziano ad essere macinati e le tecniche di conservazione del cibo si affinano: arrostendo il seme diminuisce la sua capacità germinativa ed è più facile togliere la gluma. Prosegue comunque, accanto alla coltivazione, l'attività di raccolta e continuano ad essere sempre praticate caccia, pesca e raccolta di molluschi e crostacei.

L'allevamento si specializza circoscrivendosi al cane (difesa e caccia), ai caprovini (lana e latte ma richiedono transumanza), ai suini (allevamento a breve raggio), ai bovini (latte, il loro allevamento è stanziale) e agli asini (che, oltre ad essere impiegati come animali da soma, assieme ai bovini vengono utilizzati per il lavoro).

I villaggi sono autonomi ma inizia a strutturarsi un sempre più complesso sistema regionale: il sorgere degli insediamenti più a stretto contatto l'un l'altro è stato favorito principalmente dalle nuove tecniche di coltivazione, che hanno fatto aumentare di molto il rendimento delle coltivazioni e diminuire conseguentemente l'estensione territoriale di ogni villaggio.

Le abitazioni sono sempre quadrangolari, costruite con un impasto di argilla e paglia, a blocchi o mattoni (pietra e legname sono reperibili sono in alcune zone). I villaggi sono radi e non crescono molto di dimensioni rispetto ai periodi precedenti. In genere constano di poche famiglie allargate, a volte una sola. Dagli scavi degli insediamenti sembra non essere presente una diversificazione sociale o, perlomeno, questa non sembra essere molto marcata. Gli abitati sono quasi tutti delle medesime dimensioni e struttura e, dove sono presenti differenze, esse sono pressoché minime. Si può dunque ipotizzare che il potere decisionale fosse in mano del/dei capofamiglia o degli anziani.

[modifica] Pratiche funerarie e credenze religiose

La religiosità in questa fase si basa su due fattori distinti ma indissolubilmente legati: il culto degli avi e la fertilità, sia animale (e umana) che vegetale.

  • Il primo potrebbe essere in connessione con la nascita delle strutture patriarcali. Le sepolture avevano luogo sotto il pavimento dell'abitazione e a volte poteva trattarsi di sepolture secondarie. Interessanti sono le offerte di cibo all'interno di vasi (indice della credenza della prosecuzione della vita nell'aldilà) unitamente all'uso dell'ocra rossa sul corpo del defunto (F. Fedele parla a tal proposito di "restituzione del sangue"). A volte, i teschi venivano prelevati a parte, e su essi era rimodellato in argilla il viso del defunto, con conchiglie al posto degli occhi (Gerico, Palestina, V millennio a.C.). Il corredo funebre era generalmente composto (ove le possibilità del defunto lo permettevano) da recipienti di pietra o legno, da ornamenti e fibbie d'osso e da strumenti litici, spesso di ottima fattura.
  • L'immagine della seconda, invece, specchio di una vita dipendente quasi esclusivamente dai ritmi e dai cicli naturali, si trova nelle raffigurazioni fittili femminili (le famose "Veneri", che non fanno certo né qui né ora le loro prime apparizioni) e nelle immagini animali simboleggianti riproduttività e generazione.

Il sito anatolico di Çatal Hüyük (in particolare lo strato VI B, databile attorno al 5900 a.C.) ci offre un ricco quadro di vita cultuale, nonché sulla complementarietà dei due fattori di cui sopra. Gli studiosi non sono tutti concordi sull'ipotesi che si trattasse di un quartiere dedicato interamente al culto religioso: erano essenzialmente degli ambienti, direttamente collegati con le abitazioni, adibiti alle funzioni religiose; questo, unitamente al loro numero, farebbe presumibilmente pensare ad un tipo di culto privato e familiare. Erano "attrezzati" con sorte di altari e bancate ornati da teschi umani con bucrani e corna di toro - forse indice di qualche culto totemico: l'immagine del toro si trova anche dipinta sulle pareti, che erano abbellite da becchi di avvoltoio e nicchie.

[modifica] Principali culture

  • Anatolia - Il sito più antico e più vasto è il già citato Çatal Hüyük (ca. 6.500-5.500, diviso in 14 strati), caratterizzato per industria litica, ceramica (anche se non dipinta) e soprattutto per il vasto quadro cultuale, già preso in esame, che possiamo ricavare da circa un terzo delle sue abitazioni, le quali arrivano a coprire una superficie di 600 per 350 mq.
  • Siria-Palestina - La zona centrale della Siria ospita sin da ora il sito di Biblo, successivamente di grande rilevanza. La Palestina, a causa della sua marginalità, resta evolutivamente un po' arretrata, con qualche eccezione nella zona settentrionale (singolare il caso del sito di Gerico).
  • Alta Mesopotamia - Qui si sviluppa una cultura, quella di Halaf (Halaf antico: 5.600-5.300; Halaf medio: 5.300-4.800; Halaf tardo: 4.800-4.500) che si diffonde, dalla fase media, in tutta la Mesopotamia e oltre, fino al Mediterraneo: la massima espansione culturale conosciuta fino a questo periodo.
  • Bassa Mesopotamia - Questa zona, precedentemente paludosa e quasi inutilizzabile fino a che non venne gradualmente compiuta un'opera di drenaggio e canalizzazione delle acque (che ora vede finalmente il suo inizio), cominciò a venire pian piano popolata. Il sorgere della grandissima cultura di Eridu vede ora la luce ed arriva a comprendere le aree che saranno poi Sumer, Akkad ed Elam. Essa si caratterizza soprattutto per la lavorazione della ceramica ma presso gli strati 15-17 (ca. 5000) per la prima volta troviamo le prime tracce del progresso verso l'urbanizzazione e la civiltà: edifici (seppur piccoli) dedicati esclusivamente al culto.
  • Resto del Vicino Oriente - Ai margini, come si è visto per la Palestina, sorgono altre culture ancora fino a questo momento meno avanzate, come Cipro, quelle egiziane del Fayyum, quelle dell'Egeo, dell'Iran e dell'Asia centrale.

[modifica] Calcolitico (ca. 4.500-3.500)

[modifica] Nascita della scrittura

[modifica] Inizio Età del Bronzo e prima urbanizzazione

[modifica] Bibliografia sommaria

  • Mario Liverani, Antico Oriente. Storia società economia, Roma-Bari, Laterza, 1988
  • Hans J. Nissen, Protostoria del Vicino Oriente, Roma-Bari, Laterza, 1990

[modifica] Voci correlate

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