Fare Verde

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Fare Verde onlus è una associazione ambientalista che opera in 15 regioni italiane con circa 70 gruppi e referenti locali. La sede nazionale è a Roma. Fare Verde è nata nel 1986 e dal 2003 è Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente.

Fare Verde è impegnata per diffondere l'ecologia della responsabilità, di tutti e di ciascuno. Per questo promuove una ecologia che abbia il proprio inizio nei piccoli gesti quotidiani e sia finalizzata alla realizzazione di politiche per la riduzione dei consumi.

La missione di Fare Verde è "dare voce a chi non vota". Boschi, animali, fiumi, mari, Sud del mondo, generazioni future: non hanno partiti, lobby in Parlamento, televisioni, giornali, banche e sindacati, ma sono fondamentali per la nostra sopravvivenza su questo piccolo pianeta. Fare Verde promuove una visione del mondo che metta al centro delle politiche locali, nazionali e internazionali la vita in tutte le sue forme vegetali, animali, umane. Per questo si oppone a chi mette al centro di tutto l'uomo e i suoi interessi.

I volontari di Fare Verde sono impegnati quotidianamente in tutta Italia in iniziative locali per la tutela del territorio, dell'ambiente e delle comunità locali. A livello nazionale, i principali campi di azione di Fare Verde sono la riduzione dei rifiuti e l'uso efficiente dell'energia. A livello locale Fare Verde affronta anche problematiche legate alla tutela delle risorse idriche, del paesaggio, ... L'azione di Fare Verde si svolge attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione, programmi di educazione ambientale, azioni legali e operazioni di volontariato dirette a recuperare o proteggere aree già degradate o a rischio di degrado.


Indipendenza e volontariato

Fare Verde decide ed opera in completa autonomia rispetto a qualsiasi partito politico o centro di potere economico-finanziario. Nessun dirigente nazionale può avere incarichi di partito ed anche a livello locale esistono limitazioni allo svolgimento di incarichi associativi contestualmente ad incarichi di partito o amministrativi. L'associazione non accetta sponsorizzazioni per non rischiare di dover pagare contropartite contrarie ai propri principi e per non compromettere la propria esigenza di assoluta libertà e indipendenza. Fare Verde raccoglie fondi solo dai propri iscritti e sostenitori e da Amministrazioni Pubbliche nell'ambito di progetti condivisi che consentano l'attuazione delle linee politiche decise dall'Associazione.

Il volontariato è una componente essenziale dell'attività di Fare Verde. L'associazione è giunta ad essere riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente senza aver mai avuto personale stipendiato. In Fare Verde sono tutti volontari. Solo nel 2008 l'assemblea nazionale ha deciso di dotare l'associazione di una segreteria part-time e riconoscere un rimborso delle spese a due dirigenti nazionali disposti ad impegnarsi in misura maggiore rispetto agli altri volontari. Quella del volontariato è anche una scelta culturale: impegnandosi in modo gratuito e disinteressato, giovani e meno giovani possono sottrarre una parte della propria vita alle logiche del mercato e della competizione esasperata e sperimentare, condividendolo con altri, un impegno verso la Natura senza secondi fini, per ri-scoprire il valore del dono, della solidarietà e della cooperazione.


Strumenti di informazione

Dal 1995 Fare Verde pubblica ininterrottamente il proprio bimestrale "xFare+Verde" senza alcun apporto pubblicitario.


Principali iniziative

Fare Verde organizza a Gennaio "il mare d'inverno", una pulizia delle spiagge realizzata quando il mare non serve ai bagnanti, per ricordare che la Natura va protetta a prescindere dagli interessi dell'uomo. Attraverso queste operazioni di pulizia realizzate sule coste di tutta Italia, Fare Verde effettua un monitoraggio delle più diffuse forme di inquinamento. Alla fine degli anni '90 Fare Verde in uno di questi suoi monitoraggi annuali ha rilevato il problema dell'inquinamento causato dai bastoncini cotonati in plastica (noti con il nome commerciale di "cotton fioc") che invadevano le nostre spiagge. Nel 2001 è stata approvata dal Parlamento italiano una legge proposta da Fare Verde che limita la vendita ai soli bastoncini biodegradabili.

D'estate Fare Verde organizza campi estivi di volontariato in Italia e all'estero rivolti principalmente ai giovani. Dal 1991 organizza campi di volontariato Antincendio Boschivo. Dal 2000 organizza in Italia campi per promuovere, attraverso attività didattiche su temi ambientali, la socializzazione tra bambini e giovani kosovari appartenenti alle diverse etnie presenti in Kosovo. Dal 2007 organizza in Kosovo campi estivi di volontariato antincendio e tutela ambientale che coinvolgono giovani appartenenti a diverse etnie.

Dal 2000 Fare Verde organizza nell'ultimo fine settimana di ottobre una manifestazione nazionale per sensibilizzare amministratori locali e cittadini sull'importanza di separare dal resto dei rifiuti, gli scarti alimentari e verdi per facilitarne il recupero come compost da impiegare in agricoltura, giardinaggio e vivaismo. Le campagne di Fare Verde per il compostaggio hanno portato ad un dialogo tra agricoltori e compostatori per l'eliminazione delle barriere che impedivano l'utilizzo del compost in agricoltura per sostituire in tutto o in parte i fertilizzanti chimici.


Cooperazione internazionale per la pace e la sostenibilità ambientale

Dal 2000 Fare Verde svolge in Kosovo attività di cooperazione finalizzate alla crescita formativa dei giovani, soprattutto in ambito ambientale, e al superamento dei pregiudizi etnici. Nel 2003 è stata costituita la ONG "Fare Verde Kosovo" che raccoglie giovani kosovari di diverse etnie.


Storia dell'associazione

Fare Verde è nata nel 1986 all' interno del Fronte della Gioventù, l'associazione giovanile collegata al Movimento Sociale Italiano, e più precisamente della corrente rautiana. Fin dalla sua nascita, Fare Verde ha sempre deciso le proprie politiche in modo autonomo e spesso in contrasto con il partito politico di provenienza. Nel 1994 l'assemblea nazionale degli iscritti sancisce ufficialmente l'autonomia decisionale di Fare Verde rispetto a qualsiasi partito politico. Da quella data i rapporti con l'aera politica di provenienza sono limitati a rapporti personali con singoli esponenti politici che condividono la linea politica dell'associazione e sempre nella loro veste di interlocutori istituzionali.

Le prime iniziative di Fare Verde furono realizzate all'indomani del disastro di Chernobyl, quando, ancora sotto forma di movimento spontaneo capitanato dal fondatore Paolo Colli, partecipò con varie iniziative contro la produzione di energia con impianti nucleari. In seguito la mobilitazione antinucleare di Fare Verde si concentra in vista del referendum dell'ottobre 1987 con assemblee in scuole e università, cortei e partecipazione ai blocchi delle centrali di Latina e Montalto di Castro. Sempre nel 1987 viene costituita ufficialmente a Roma l'associazione Fare Verde; l'associazione comincia ad estendersi ad altre città e nel 1988-89 è già in 15 località.

Nel 1991 si celebra la prima assemblea nazionale (che da allora si terrà ogni due anni in conventi o ostelli del centro Italia) e parte il tesseramento nazionale: viene inoltre individuato nel volontariato per l'ambiente lo strumento caratterizzante l'associazione. Nello stesso anno prendono il via i Campi Antincendio, ossia campi estivi di prevenzione e intervento antincendio svolti ancora oggi in collaborazione con la Protezione Civile ed il Corpo Forestale.

Nel 1992 nel Lazio viene organizzata per la prima volta, l'iniziativa "Il Mare d'Inverno". Le ultime edizioni de "Il Mare d'Inverno" si sono svolte in più di 60 località in quasi tutta Italia.

Nel 1997 Fare Verde lancia la battaglia contro la commercializzazione di cotton fioc non biodegradabili, responsabili ogni anno di parte dell'inquinamento delle spiagge italiane. Dopo numerose iniziative di sensibilizzazione verso l'opinione pubblica e verso la classe politica, Fare Verde vince la propria battaglia: nel 2001 viene approvata la legge n. 93 riguardande "Disposizioni in campo ambientale" con cui si vieta la commercializzazione di bastoncini cotonati non biodegradabili.

Nel 1999, alcuni volontari di Fare Verde partecipano alla gestione di un campo profughi a Kavaje in Albania occupavandosi principalmente della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Questa esperienza dà il via alla costituzione di Fare Verde Kosova, sezione kosovara dell'associazione impegnata in iniziative di carattere ambientale nelle scuole locali ed in particolare sul risparmio energetico.

Nel 2001 lancia una nuova campagna per la promozione della raccolta differenziata e compostaggio domestico; nel 2004 nell'ambito di tale campagna Fare Verde riceve il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per un'iniziativa, dal titolo "Meno rifiuti in città più qualità in campagna" che si svolge in quasi cento località e si avvale della collaborazione del Consorzio Italiano Compostatori e della Coldiretti.

Nel marzo 2003 Fare Verde viene riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente come Associazione di Protezione Ambientale.

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