Faraualla

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Faraualla
Paese d'origine Italia Italia
Genere World music
Polifonia
Periodo di attività 1995 – in attività
Etichetta Amiata Records, Rai Trade, Felmay, Digressione Music
Album pubblicati 6
Studio 5
Live 1
Sito web

Faraualla è un quartetto femminile pugliese che esegue un repertorio di polifonie vocali a cappella.

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo è nato a Bari nel 1995, composto da Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Maristella Schiavone e Serena Fortebraccio, avvalendosi inoltre della collaborazione dei percussionisti Cesare Pastanella e Pippo D'Ambrosio e del polistrumentista Angelo Pantaleo. Il nome affonda nella cultura pugliese in cui germoglia la formazione: Faraualla è infatti una grotta dell’altopiano carsico delle Murge[1]. Da quella matrice di partenza, le Faraualla si avviano per un itinerario che tende a cogliere ritmi, colorazioni timbriche, linguaggi vocali ed espressioni musicali provenienti dalle etnie e dagli influssi più vari[2] fondendoli in soluzioni armoniche dal sapore mediterraneo[3].

Le Faraualla hanno col tempo approfondito l'uso della voce come strumento musicale, studiandone l'applicazione a sonorità provenienti da luoghi, tempi e culture estremamente differenti tra di loro: Puglia (loro terra d'origine), Corsica, Bulgaria, Tahiti, passando per la musica dei gitani, dei moravi, dell’Ars Nova e della tradizione del Sud Italia.

La formazione è andata incontro ad alcuni cambiamenti. Nel 2001 risultava formata da Cristina Palmietta, Maristella Schiavone, Gabriella Schiavone e Teresa Vallarella[4]. Nel 2008 si è verificato un altro avvicendamento nel quartetto, che vedeva Gabriella Schiavone anche autrice dei testi, Paola Arnesano, Loredana Perrini e Teresa Vallarella[5].

Nel 2014, nell’ambito della rassegna “Il Vangelo secondo Pasolini”, il gruppo vocale ha chiuso la manifestazione riproponendo brani dal loro lavoro Ogni male fore nella cattedrale di Ruvo di Puglia, dopo avere curato le armonie del quadro “L’ultima cena”[6].

Si sono esibite insieme ad artisti di fama e levatura internazionale: la mongola Sainkho Namtchylak, gli italo-palestinesi Al Darawish, l'americano Bobby McFerrin, gli italiani Daniele Sepe e Lucilla Galeazzi. L'esibizione di Correte Sorelle è stata trasmessa da Rai Radio 3 nell'ambito dei Concerti del Quirinale[7]. Nel "Visto Così Tour", trasmesso in diretta su Videoitalia Live, si esibiscono anche come soliste.

Nella sua carriera il gruppo vocale ha collaborato anche con Peppe Barra, Maria Pia De Vito, Mango, Raiz, Paolo Pietrangeli e i Radiodervish[1]. È stato ospite, prevalentemente in Italia ma anche in Svizzera, Spagna, Portogallo, Polonia e Marocco, di manifestazioni musicali, da festival jazz a rassegne etniche, da trasmissioni radiofoniche a spettacoli-tributo in onore di importanti musicisti (Miriam Makeba, Fabrizio De André fra gli altri)[8].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • 1999 - Faraualla
  • 2002 - Sind
  • 2007 - Faraualla, Musiche popolari dell’Italia Meridionale
  • 2008 - Sospiro
  • 2012 - Miragre!
  • 2013 - Ogni Male Fore[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il quartetto Faraulla incanta Caltagirone, Corriere di Ragusa, 7 agosto 2010. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  2. ^ Paola Guabello, Faraualla, un canto misterioso e antico, La Stampa - Biella, 23 agosto 2014. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  3. ^ MinAfric Orchestra Guest Faraualla a Notti di Stelle, Corriere.it. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  4. ^ Dromofestival 2001 - Faraualla, dromofestival.it. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  5. ^ Antonella Gaeta, Melodie baresi con le Faraualla, La Repubblica, 13 giugno 2008. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  6. ^ Fulvio Di Giuseppe, Chiusura con le Faraualla per “Il Vangelo secondo Pasolini”, Repubblica - Bari, 19 ottobre 2014. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  7. ^ "I Concerti del Quirinale"
  8. ^ Faraualla, Puglia Sounds. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  9. ^ Faraualla - Discografia, faraualla.com. URL consultato il 24 gennaio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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