Faraone

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Rappresentazione di un Faraone
Maschera del faraone Tutankhamon

Faraone è il termine con cui di solito vengono indicati i sovrani dell'antico Egitto.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine deriva dal greco φαραώ pharaò che a sua volta discende dall'egizio

pr
O29

pr -'3 (grande casa).
Questo titolo non ha fatto parte della titolatura ufficiale dei sovrani egizi fino alla XXI dinastia (iscrizione dell'anno 17 di Siamon) mentre in precedenza venne usato per indicare la funzione regia (dalla XVIII dinastia) e prima ancora venne usato solamente per indicare la residenza del sovrano.

Potere divino[modifica | modifica sorgente]

Il faraone fu il primo esempio storico di divinità impersonata da un sovrano[1] e fin dalle prime dinastie si sviluppò il concetto del faraone figlio di Ra, per essere l'incarnazione del dio Horus figlio di Ra, con il compito di essere l'unico intermediario tra gli uomini e le divinità e quindi unico sommo sacerdote.

Come tale era l'unica persona che poteva accedere alle cerimonie sacre officiate nei templi ed officiava egli stesso vestito con una pelle di pantera.[2] La classe sacerdotale che eseguiva i sacri riti nei templi divini lo faceva su delega del faraone, che non poteva essere sempre presente.[3]

Alla sua morte si trasformava in Akh, saliva sulla barca di Ra e si trasformava in Osiride.[4]

Garante dell'ordine cosmico ed incarnazione della Maat, il sovrano doveva provvedere a mantenere gli equilibri della natura e delle vicende umane secondo la volontà degli dei, che gli avevano affidato il mondo creato, con il fine di non farlo precipitare nel Caos. Senza il faraone, popolo e dei sarebbero stati travolti dal Nun.[5]

Era il Signore delle acque e del Nilo, quindi ne controllava le inondazioni, proteggeva il mondo dalle malattie e dalle carestie e da lui dipendeva la prosperità dell'Egitto.

Il concetto di divinità decadde nel Priodo tardo dove il faraone non ebbe più il ruolo di mediatore con le divinità, ruolo che fu invece assunto direttamente dalle divinità locali.[6]

Potere regale[modifica | modifica sorgente]

La monarchia egizia era una regalità sacra[7] da cui scaturiva un gran numero di cerimonie e riti che i sovrani dovevano espletare a partire dall'incoronazione che avveniva davanti alle immagini degli dei e con la proclamazione dei loro cinque nomi[8] di cui gli ultimi due venivano iscritti nel cartiglio, originariamente un cerchio magico chiamato Shen.

Con questa cerimonia il computo degli anni ripartiva da zero.

L'incoronazione generalmente avveniva alla levata eliaca di Sirio con la quale iniziavano le piene del Nilo.[9]

Tra le numerose cerimonie officiate dal sovrano vi erano anche le ricoferme ad ogni nuovo anno, le Heb-Sed e numerosi altri riti.

Era designato, oltre che con il titolo di "Sua Maestà", anche con i titoli di "Sovrano delle Due Terre" e "Supremo dominatore dell'Egitto"[10] mentre i simboli del potere regale erano la corona, lo scettro, il trono, la barba posticcia, l'Ureo, il gonnellino reale chiamato shendjut,[11] e la coda di animale, generalmente di toro.

Oltre alle decisioni di tipo militare su come difendere i confini o domare rivolte, il faraone era centro unico di autorità sui nomi dell'Alto e del Basso Egitto ed essendo un dio vivente, padrone di ogni cosa, prendeva ogni decisione in ogni campo, politico, economico, sociale e religioso esprimendo la sua volontà tramite i decreti reali.

Era coadiuvato nelle sue funzioni dai nobili (spesso familiari), dal visir (generalmente scelto tra i nobili) e dai funzionari.

La sovranità era negata alle donne che solo in determinate circostanze potevano divenire "Reggenti", per esempio di un sovrano di giovanissima età, e successivamente nominate faraone.[12] Solo quattro donne divennero sovrane:Merneith, Nefrusobek, Hatshepsut e Tausert. Non si è certi della regalità di Nitokris I.[13]

Durante il Primo periodo intermedio si ebbe un grave indebolimento della sovranità del faraone, dovuta al decentramento dei poteri ed alla perdita dell'usanza di affidare le cariche più importanti dello Stato ai componenti della famiglia reale.

Nel Medio Regno vi fu un ritorno al potere centrale rappresentato dal faraone ma esso fu di breve durata e dopo la cacciata degli invasori Hyksos con l'inizio del Nuovo Regno la sovranità del faraone tornò ad avere un sacro ruolo predominante e caratterizzato anche da grandi abilità fisiche come nel remare, cacciare o cavalcare.[14]

Terminato il Nuovo Regno iniziò il declino del potere del sovrano che crollò definitivamente nel 1070 a.C. con il Terzo periodo intermedio.

Legittimità[modifica | modifica sorgente]

La legittimità a governare era data dall'ascendenza divina ereditata per i rigidi principi di primogenitura della successione o anche acquisita dall'essere stato generato dal dio Amon-Ra, unitosi ad una donna, come per Amenofi III,[15]sotto le sembianze del suo sposo.[16] Ma poteva avvenire anche per fatti prodigiosi avvenuti alla sua nascita, a sogni oppure oracoli divini come nel caso di Hatshepsut.[15]

Successione[modifica | modifica sorgente]

Il faraone designava sovente il suo successore ed il titolo veniva generalmente trasmesso al figlio della Grande Sposa Reale,[17]ma poteva succedergli anche il figlio della sposa secondaria oppure quello di una qualsiasi donna dell'harem.[18] Se vi erano solo figlie femmine, un consorte di quest'ultime poteva accedere alla successione così come anche il fratello del faraone deceduto.[19]

Per evitare rivalità e lotte dinastiche, il faraone poteva designare il principe ereditario associandolo come coreggente[20] e legittimandolo così a governare dopo di lui.

Poiché non era stabilito quale dei principi potesse diventare sovrano, essi erano istruiti tutti nel medesimo modo e coabitavano nell'harem dove, crescendo insieme, rafforzavano i legami di parentela o di amicizia.[20]

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Durante l'Antico Regno i sovrani generalmente si univano con le principesse di Menfi per ragioni politiche e territoriali e, sempre per le medesime ragioni, successivamente sposarono anche le proprie figlie o sorelle.[18] A partire dal Nuovo Regno, invece, usarono unirsi anche con donne non nobili e principesse straniere.

Uso comune[modifica | modifica sorgente]

Il suo uso è divenuto comune per indicare i sovrani egizi attraverso le opere di Erodoto ed altri storici greci, che, prima della riscoperta archeologica, erano le sole a conservare la memoria di quella civiltà, assieme a molti riferimenti della Bibbia, a cominciare dai libri della Genesi e dell'Esodo. Va comunque ricordato che, sia nella Bibbia, sia nel Corano, Faraone è nome proprio di persona del sovrano egizio che opprime il popolo d'Israele, fino al suo ritorno in patria dall'esilio, guidato da Mosè.

Nella tradizione egizia il sovrano possedeva natura divina; infatti egli era l'Horo vivente, figlio del dio Ra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cyril Aldred, Gli Egiziani, Newton & Compton editori, pag. 203
  2. ^ Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag. 302
  3. ^ Franco Cimmino, Vita quotidiana degli Egizi, pag.142
  4. ^ Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag. 299
  5. ^ B.G. Trigger, B.J. Kemp, D. O'Connor, A.B. Lloyd, Storia sociale dell'antico Egitto, pag. 370
  6. ^ Cyril Aldred, Gli Egiziani, pag. 209
  7. ^ Pascal Vernus e Jean Yoyotte, Dizionario dei Faraoni, pag.59
  8. ^ Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag.298
  9. ^ Cyril Aldred, Gli Egiziani, pag. 206
  10. ^ B.G. Trigger, B.J. Kemp, D. O'Connor, A.B. Lloyd, Storia sociale dell'antico Egitto, pag. 365
  11. ^ Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag. 301
  12. ^ Cyril Aldred, Gli Egiziani, pag. 211
  13. ^ Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag. 310
  14. ^ Cyril Aldred, Gli Egiziani, pag. 208
  15. ^ a b Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag. 311
  16. ^ Salima Ikram, Antico Egitto, pag. 192
  17. ^ Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag. 312
  18. ^ a b Cyril Aldred, Gli Egiziani, pag. 210
  19. ^ *Sergio Donadoni, L'uomo egiziano, pag.312
  20. ^ a b Cyril Aldred, Gli Egiziani, pag. 212

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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