Fara Gera d'Adda

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Fara Gera d'Adda
comune
Fara Gera d'Adda – Stemma Fara Gera d'Adda – Bandiera
Fara Gera d'Adda – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Armando Pecis (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°33′00″N 9°32′00″E / 45.55°N 9.533333°E45.55; 9.533333 (Fara Gera d'Adda)Coordinate: 45°33′00″N 9°32′00″E / 45.55°N 9.533333°E45.55; 9.533333 (Fara Gera d'Adda)
Altitudine 131 m s.l.m.
Superficie 10 km²
Abitanti 7 970[1] (31-12-2010)
Densità 797 ab./km²
Frazioni Badalasco
Comuni confinanti Canonica d'Adda, Cassano d'Adda (MI), Pontirolo Nuovo, Treviglio, Vaprio d'Adda (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 24045
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016096
Cod. catastale D490
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 441 GG[2]
Nome abitanti faresi
Patrono sant'Alessandro
Giorno festivo 26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fara Gera d'Adda
Posizione del comune di Fara Gera d'Adda nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Fara Gera d'Adda nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Fara Gera d'Adda (Fara in dialetto bergamasco[3], e semplicemente Fara fino al 1864) è un comune italiano di 7.847 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato nella Gera d'Adda, sulla riva sinistra del fiume Adda, dista circa 20 chilometri a sud-ovest dal capoluogo orobico.

Nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome indica chiaramente un'origine longobarda: la fara longobarda era infatti un gruppo di famiglie legate tra loro da vincoli di parentela e costituiva la struttura di base su cui si reggeva l'organizzazione sociale e militare del popolo longobardo.

Con Gera d'Adda si identifica la zona della pianura in cui si trova il paese: gera è una parola dialettale (che come l'equivalente italiano ghiaia deriva dal latino glarea) che identifica la conformazione geologica dei territori posti tra il fiume Adda ed il Serio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia del paese ha origine attorno al VI secolo, quando sul territorio cominciarono a insediarsi i Longobardi.

In particolare Autari, re longobardo, favorì l'insediamento della propria fara e vi costruì un'importante luogo di culto ariano conosciuto come Basilica Autarena, di cui ancor oggi esistono importanti tracce. Qui in seguito si inserì il culto a Santa Fara sempre nel periodo longobardo. Il luogo assunse quindi grande importanza nella geografia del tempo assumendo il nome di Fara Autarena, in onore del suo fondatore.

Il dominio longobardo, durante il quale si verificò anche la conversione della popolazione longobarda al cattolicesimo, durò fino all'irruzione dei Franchi nel territorio (774) e l'instaurazione del Sacro Romano Impero. Da quel momento il paese perse il ruolo di primissimo livello che aveva avuto fin dalla propria nascita, mantenendo comunque una buona importanza rispetto ai paesi limitrofi.

Gli imperatori della nuova entità politica affidarono il controllo feudale di Fara al vescovo di Bergamo, il quale diede avvio a una serie di opere di fortificazione del borgo, costruendovi mura di protezione ed un castello con tanto di fossato. Il tutto è documentato da una serie di atti datati 904.

Queste fortificazioni tornarono utili nei decenni successivi, quando esplosero gli scontri tra i feudatari faresi, di schieramento guelfo, ed i milanesi, di fazione ghibellina: questi ambivano ad estendere i loro domini anche al di là del fiume Adda, da sempre confine dei loro possedimenti, trovando la netta contrapposizione del vescovo-conte di Bergamo, il quale chiese aiuto direttamente all'imperatore Federico Barbarossa. Questi ribadì la sua concessione in un editto del 1156, anche se il popolo si oppose a questa scelta. Il Barbarossa allora attaccò il borgo nel 1160, mettendolo a ferro e fuoco e distruggendone il castello.

La ricostruzione del paese fu tuttavia immediata, e per più di un secolo non si verificarono altri episodi di rilievo. A partire dall'inizio del XIV secolo ripresero nuovamente le dispute volte al predominio politico, con numerosi ribaltamenti di fronte, che parvero concludersi con l'inizio della dominazione della famiglia milanese degli Sforza, che inserirono il borgo nel Marchesato di Caravaggio.

Età Moderna[modifica | modifica sorgente]

All'interno di questa istituzione si ritagliò uno spazio di grande importanza la famiglia dei Melzi, i cui membri riuscirono a staccarsi dall'entità comunale farese, fondando nel 1580 il comune Massari de' Melzi (oggi Badalasco, frazione di Fara).

Nei secoli successivi Fara si trovò a gravitare nell'orbita del Ducato di Milano, alla cui guida si alternarono gli spagnoli e poi gli austriaci.

Nel maggio 1796 il paese, unitamente a tutta la Gera d'Adda, fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte ed entrò a far parte della Repubblica Cisalpina; in seguito alla nuova ripartizione territoriale francese Fara entrò a far parte del dipartimento dell'Adda, con capoluoghi Crema e Lodi, e dopo lo smembramento di questo, del dipartimento del Serio (con capoluogo Bergamo).

Dopo la caduta di Napoleone, gli austriaci rioccuparono la Lombardia e vi restarono fino alla nascita del Regno d'Italia, datato 1859.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Basilica Autarena[modifica | modifica sorgente]

A livello storico, grandissima importanza hanno i resti della Basilica Autarena. Edificata nel corso del VI secolo dai Longobardi, svolse inizialmente la funzione di edificio di culto ariano e, dal VII secolo cattolico, venendo intitolata a Sant'Alessandro. Di essa restano soltanto l'abside e parte delle mura perimetrali.

Chiesa di Sant'Alessandro[modifica | modifica sorgente]

Di particolare rilievo è anche la chiesa parrocchiale che, intitolata a Sant'Alessandro, risale al XVI secolo. Riedificata due secoli più tardi e ristrutturata più volte, presenta un buon numero di opere pittoriche, tra le quali spiccano i 15 quadri opera di Francesco Cavagna, figlio di Gian Paolo.

Palazzo dei Vescovi[modifica | modifica sorgente]

Merita infine menzione anche il Palazzo dei Vescovi, residenza utilizzata appunto dai vescovi della città di Bergamo prima che il paese passasse, nel XVIII secolo, sotto la giurisdizione della diocesi di Milano.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Parco Adda Nord[modifica | modifica sorgente]

Da ricordare anche la presenza di numerose aree verdi, tra cui quella inserita nel contesto del Parco Adda Nord, in cui annualmente si svolge una kermesse musicale chiamata appunto Fara Rock.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Valerio Piazzalunga lista civica Sindaco [5][6]
25 maggio 2014 In Carica Armando Pecis lista civica Sindaco [7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Comune di Fara Gera d'Adda: Sindaco e Amministrazione Comunale
  6. ^ Comune di Pontirolo Nuovo - Sindaco
  7. ^ [1]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]