Falstaff

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Falstaff e il suo paggio, di Adolf Schrödter

Falstaff è un personaggio di William Shakespeare, che appare nelle due parti di Enrico IV e Le allegre comari di Windsor ed è nominato in Enrico V. Per la creazione di questo personaggio, un cavaliere grasso e vanaglorioso, il drammaturgo s'ispirò a sir John Oldcastle, militare che guidò le milizie inglesi durante una fase della Guerra dei cent'anni, che fu ucciso sotto il regno di Enrico V perché era un lollardo.

Edmond Malone ha affermato che il personaggio fu creato per essere impersonato da John Heminges, tuttavia non ci sono riscontri certi. Una ipotesi alternativa è che Falstaff fu scritto per il clown Will Kempe. All'attore originale subentrò poi John Lowin, specializzato in ruoli comici.

Figura essenzialmente comica, Falstaff ha in sé tuttavia anche caratteristiche più profonde, con una commistione di generi che è frequente nei drammi shakespeariani. Nel secondo atto, scena terza dell'Enrico V, la sua morte, causata dal dolore per il ripudio da parte del re, è descritta in modo drammatico e toccante. Il percorso di Falstaff dalla commedia alla tragedia è stato ripreso anche successivamente da Arrigo Boito nella stesura del libretto dell'omonima opera verdiana.

Modelli per il personaggio di Falstaff possono essere riconosciuti nel Pirgopolinice del Miles gloriosus di Plauto e nel Trasone dell'Eunuco di Terenzio, prototipi di una vasta schiera di soldati, capitani e cavalieri millantatori e spacconi, ricorrenti nella storia del teatro europeo.

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