Falsi amici nella lingua inglese
In italiano e in altre lingue romanze i falsi amici più ingannevoli sono quelle parole della lingua inglese di derivazione latina che hanno evoluto il proprio significato in maniera indipendente. Ne sono esempio parole come actually (in realtà), eventually (alla fine), accommodate (dare vitto e alloggio a), accident (incidente), incident (evento), library (biblioteca), magazine (rivista), palette (gamma di colori), stamp (francobollo), sympathy (compassione), terrific (magnifico, fantastico), ultimate (massimo, il più importante), scholar (erudito), fall (cadere).
Indice |
[modifica] Esempi di frasi comuni
- A lurid sky non è un cielo sporco ma un cielo livido.
- Quando si preme il tasto cancel nella finestra di un computer non si cancella alcun programma, ma si sospende solo l'operazione in corso (it. annulla), senza eliminare i dati.
- Benché sui telegiornali si senta spesso parlare di santuario dei terroristi, un terrorist sanctuary non è un luogo di raccoglimento e preghiera, ma il loro covo.
- Una compassionate society non è una società pietosa o compassionevole: il vero significato è società solidale o comprensiva. Sulla linea semantica di "comprensione", o addirittura "condoglianze" si deve intendere anche sympathy, che non indica né simpatia o né preferenza. "My sympathy goes out to the parents of the victims" (Le mie sincere condoglianze ai genitori delle vittime"). Sempre parlando di media, per strange rumors si intendono "strane/curiose dicerie", e non "strani rumori" di misteriosa provenienza.
- L'espressione common sense indica semplicemente il "buon senso", e non un aleatorio "senso comune".
- Morbid non è affatto morbido, bensì "morboso".
- L'inglese ostrich può trarre in inganno, di quando in quando, dei traduttori sbadati, che si ritrovano a menzionare improbabili uova d'ostrica (in realtà di struzzo).
- Due studiosi, Cortesi e Schmidt, fanno notare come si possa avere una agony of joy, un parossismo di gioia, e che benché in altri contesti agony significhi dolore intenso (fisico o mentale), non è necessario per questo spingere il termine a conclusioni più drammatiche: non ci si riferisce di malattie gravi o in fase terminale. Si potrebbero dare molti altri agonizing details, (dettagli noiosissimi!) sugli errori causati dai falsi amici nella localizzazione dei testi.
- Il termine inglese confident (fiducioso) è spesso erroneamente tradotto in italiano con confidente che in italiano significa invece amico a cui si apre il proprio animo o informatore di polizia.
- Un preservative non è un preservativo (condom) bensì un conservante.
- La parola inglese parents non vuol dire parenti ma genitori.
- La parola inglese factory non vuol dire fattoria bensì fabbrica.
- La parola inglese bull non vuol dire bullo bensì toro.
- Il verbo inglese to annoy non vuol dire annoiare bensì infastidire.
- Il verbo inglese to pretend non vuol dire pretendere bensì fare finta.
- Il verbo inglese to get non vuol dire gettare bensì ottenere.
- Il verbo inglese to abuse non vuol dire abusare bensì approfittare.
Molti di questi errori potrebbero essere senz'altro evitati se si rifuggisse dalla tentazione di individuare intuitivamente il significato di una parola dalla morfologia o dall'etimologia, ma accertarsi del suo vero significato utilizzando un dizionario capace di dare il lemma in tutte le sue accezioni, cioè nei vari significati che la parola assume a seconda del contesto. L'uso ripetuto dei termini errati, specialmente da parte dei media, viene spesso accettato generando neologismi o nuovo significati dei termini con cui vengono tradotti.
[modifica] Origine dei falsi amici
| Per approfondire, vedi la voce Lingua inglese#Influenza delle lingue romanze sull'inglese. |
Il falso amico è prodotto quando la coesistenza di due sinonimi di diversa origine porta uno dei due a cambiare significato per economia linguistica; ciò accadde nella lingua inglese con le parole mutuate dal francese antico a seguito della conquista normanna del 1066: nonostante l'aspetto morfologico di questi lemmi (a tutt'oggi molto simile a quella delle parole francesi odierne), il significato (rimasto in Francia sostanzialmente immutato), dovette spesso assumere un significato diverso in inglese per la concorrenza di altre parole anglosassoni con il medesimo significato. La parola francofona sopravvisse a condizione di prenderne uno diverso, mentre si estinsero molte altre a cui non poté essere attribuito un senso diverso.
Così, ad esempio, mentre courir non attecchì per la maggiore frequenza di run, le parole che si riferivano alla vita dell'alta società (francofona) ebbero la meglio, come court (fr. moderno cour) e chivalry (senso di cavalleria). Enter è però più formale di come o get in ("vieni", "entra"), lo stesso vale per adjust e fit, ("adattar(si)") relate e tell, ("dire", "raccontare") liberty e freedom. Per "maiale" esistono due parole diverse: pig è la bestia viva, che diventava pork quando era cucinata dai ricchi normanni (i contadini locali non potevano permettersi di mangiare carne). Lo stesso dicasi di (male) sheep e di mutton (fr. "mouton", it. "montone") che difficilmente un pastore inglese poteva sacrificare per il piacere del palato, ma che una volta venduto per essere cucinato, entrava nelle ricche dimore normanne (e francofone). Gracious e courteous sono evidentemente molto formali e di uso diplomatico e la parola per "gentile" non è nemmeno gentle che significa, invece, "delicato": nella vita comune basta dire kind. L'uso di questo doppio registro non solo è testimone della compresenza di due comunità nell'alto medioevo (quella francofona e quella anglofona), ma della differenza di classe tra le due.
[modifica] Voci correlate
- Glossario dei falsi amici della lingua inglese (pagina di supporto per le traduzioni nell'ambito del progetto Wikipedia)
[modifica] Bibliografia
- Odd Pairs and False Friends. A cura di Virginia Browne. Zanichelli, 1987.
- Il Nuovo Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana. Zanichelli, 2000.
- Merriam Webster's Collegiate Dictionary. Springfield, Massachussetts, 2001.
- Mitchell, B. e Robinson, F. A Guide to Old English. London, Blackwell, 1982.
- Strang, Barbara M.H. A History of English. London Methuen, 1970.