Falco mexicanus

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Falco di prateria
USGS Prairie Falcon.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Falconiformes
Famiglia Falconidae
Genere Falco
Specie F. mexicanus
Nomenclatura binomiale
Falco mexicanus
Schlegel, 1850

Il falco di prateria (Falco mexicanus Schlegel, 1850) è un uccello falconiforme della famiglia dei Falconidi. Di medie dimensioni, questo falco è originario delle regioni occidentali del Nordamerica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Ha all'incirca le stesse dimensioni di un falco pellegrino o di un corvo, con una lunghezza media di 40 cm, un'apertura alare di un metro e un peso di 720 g. Come in tutti i falchi, le femmine sono notevolmente più grandi dei maschi.

Il piumaggio è marrone-grigio chiaro (tonalità indicata spesso come «color sabbia») sul dorso e chiaro con chiazze più o meno scure sul ventre. Le zone più scure della regione dorsale sono le copritrici primarie; quelle più chiare il groppone e la coda, in special modo la faccia esterna delle penne caudali. Sulla testa vi sono dei «baffi» simili a quelli del falco pellegrino, ma più sottili, e una linea bianca sopra gli occhi. Una particolare caratteristica di questa specie è il colore nero delle copritrici ascellari («fossette alari») e del sottoala, tranne che lungo il margine dell'ala. Questa colorazione crea un effetto di «rottura» tra il corpo e le ali.

I giovani ricordano gli adulti, ma presentano una serie di striature scure sul petto e sul ventre e le regioni dorsali più scure e dai toni meno grigiastri.

I richiami di questa specie, udibili soprattutto nelle vicinanze del nido, sono descritti come ripetitivi kree kree kree... o kik kik kik... simili a quelli emessi dal falco pellegrino, ma di tonalità più elevata.

Gli esperti riescono a distinguere il falco di prateria dal falco pellegrino (generalmente l'unica specie simile presente all'interno del suo areale) dalla forma del corpo e dallo stile di volo. Il falco di prateria ha una coda più lunga in proporzione al corpo; corpo più tubolare e meno tozzo e attaccatura delle ali più distante dal corpo. Il suo battito d'ali è stato descritto come forte e poco profondo, come quello del falco pellegrino, con la stessa cadenza veloce, ma più rigido e meccanico.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Nella morfologia il falco di prateria somiglia sia al falco pellegrino che alle specie del sottogenere Hierofalco del Vecchio Mondo, specialmente al falco sacro. Spesso è stato considerato come l'unica specie del Nuovo Mondo del sottogenere Hierofalco. Tuttavia, per motivi biogeografici, una collocazione in questo gruppo risulta impossibile e, più di recente, Falco mexicanus è stato considerato come una specie discendente dalla stessa linea evolutiva del falco pellegrino, dalla quale, come le specie di Hierofalco, si è successivamente separata[2] sviluppando adattamenti alla vita in regioni aride. Così, le similitudini tra il falco di prateria e le specie di Hierofalco costituiscono un buon esempio di evoluzione convergente, dato che la prima specie e alcune forme del Vecchio Mondo come il falco sacro e il lanario non sono parenti stretti, ma occupano semplicemente la stessa nicchia ecologica[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Nidifica dalle regioni meridionali di Manitoba, Saskatchewan e Alberta e da quelle centro-meridionali della Columbia Britannica, attraverso gli Stati Uniti occidentali - all'incirca tra il margine orientale del fuso orario montano (UTC-7) e la Catena delle Cascate, così come nella Valle Centrale della California -, agli Stati messicani di Bassa California, Durango e San Luis Potosí settentrionale. Ha abitudini meno migratorie degli altri falchi nordamericani, ma in inverno abbandona le regioni più settentrionali e più elevate del suo areale di nidificazione e si dirige ad ovest verso i deserti e la costa pacifica della California, fino alla longitudine del 100º meridiano, o a sud, verso la Bassa California del Sud, il Jalisco e l'Hidalgo.

Gli habitat prediletti da questa specie durante l'estate sono le distese aperte, in special mondo quelle aride, dalle tundre alpine alle praterie di erba bassa e ai deserti d'altitudine. In inverno, invece, la gamma degli habitat occupati è più vasta, estendendosi ai deserti del bassopiano e, occasionalmente, alle città.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Il falco di prateria si nutre soprattutto di piccoli mammiferi (specialmente in estate) e di uccelli catturati in volo. Come lo smeriglio, caccia volando velocemente a bassa quota, spesso a solo un metro dal suolo o giù di lì, cercando di cogliere di sorpresa le prede sorvolando il terreno o girando attorno a un cespuglio. La sua velocità di crociera è stata stimata sui 72 km/h, ma durante l'inseguimento aumenta notevolmente. Talvolta insegue anche prede avvistate da un posatoio, dirigendosi verso di esse sempre volando molto basso. Generalmente cattura le prede inseguendole in volo e afferrandole con gli artigli; solo raramente si tuffa in picchiata come il falco pellegrino.

Durante la stagione della nidificazione gli esemplari in età riproduttiva divengono sedentari e nidificano su cornici rocciose. Ogni covata comprende in media quattro uova, di forma subellittica e di colore rosato con puntini marroni, marrone-rossastri e violacei. L'incubazione dura 31 giorni a partire dalla deposizione del primo uovo. Essa si fa più intensa dopo la deposizione dell'ultimo uovo, ma si attenua verso il periodo della schiusa. Come in tutti i falchi, è la femmina che si occupa maggiormente della cova; il maschio si occupa di procurare cibo per tutta la famiglia; la femmina torna a cacciare quando i piccoli hanno 12-14 giorni di età. Questi ultimi si involano 36-41 giorni dopo la schiusa, ma rimangono con i genitori ancora per un po' di tempo prima di allontanarsi.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Il falco di prateria viene spesso utilizzato in falconeria. Nonostante sia considerato difficile da addestrare e dotato di un carattere imprevedibile, è la specie di falco più popolare negli Stati Uniti, data la sua abbondanza e la facilità con cui si può ottenere un esemplare. È molto apprezzato anche per la sua aggressività (sia i naturalisti che i veterinari ritengono che questo falco sia uno dei rapaci più aggressivi). Talvolta viene fatto incrociare con falchi pellegrini e girfalchi.

La popolazione, ritenuta stabile o perfino in crescita, è costituita da più di 5000 coppie; una tra le più numerose, quella dell'Area di Conservazione Nazionale degli Uccelli da Preda di Snake River, nell'Idaho, è costituita da 200 coppie nidificanti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2009, Falco mexicanus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ I risultati delle prime analisi della sequenza del citocromo b del DNA mitocondriale, che indicavano le specie di Hierofalco come il più antico gruppo vivente di falchi (Helbig et al. 1994, Wink et al. 1998), erano erronei, data la presenza di DNA mitocondriale nucleare nei campioni analizzati (Wink & Sauer-Gürth 2000).
  3. ^ Helbig et al. (1994), Wink et al. (1998), Griffiths (1999), Wink & Sauer-Gürth (2000), Wink et al. (2004), Nittinger et al. (2005)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sibley, David Allen (2000): The Sibley Guide to Birds. Alfred A. Knopf, New York. ISBN 0-679-45122-6
  • Dunne, Pete, Sibley, David Allen & Sutton, Clay (1989): Hawks in Flight. Houghton Mifflin. ISBN 0-395-51022-8
  • Griffiths, Carole S. (1999): Phylogeny of the Falconidae inferred from molecular and morphological data. Auk 116(1): 116–130. PDF fulltext
  • Helbig, A.J.; Seibold, I.; Bednarek, W.; Brüning, H.; Gaucher, P.; Ristow, D.; Scharlau, W.; Schmidl, D. & Wink, Michael (1994): Phylogenetic relationships among falcon species (genus Falco) according to DNA sequence variation of the cytochrome b gene. In: Meyburg, B.-U. & Chancellor, R.D. (eds.): Raptor conservation today: 593-599. PDF fulltext
  • Howell, Steven N. G. & Webb, Sophie (1995): A Guide to the Birds of Mexico and Northern Central America. Oxford University Press, Oxford & New York. ISBN 0-19-854012-4
  • Nittinger, F.; Haring, E.; Pinsker, W.; Wink, Michael & Gamauf, A. (2005): Out of Africa? Phylogenetic relationships between Falco biarmicus and other hierofalcons (Aves Falconidae). Journal of Zoological Systematics and Evolutionary Research 43(4): 321-331. DOI: 10.1111/j.1439-0469.2005.00326.x PDF fulltext
  • Wink, Michael & Sauer-Gürth, Hedi (2000): Advances in the molecular systematics of African raptors. In: Chancellor, R.D. & Meyburg, B.-U. (eds): Raptors at Risk: 135-147. WWGBP/Hancock House, Berlin/Blaine. PDF fulltext
  • Wink, Michael; Seibold, I.; Lotfikhah, F. & Bednarek, W. (1998): Molecular systematics of holarctic raptors (Order Falconiformes). In: Chancellor, R.D., Meyburg, B.-U. & Ferrero, J.J. (eds.): Holarctic Birds of Prey: 29-48. Adenex & WWGBP. PDF fulltext
  • Wink, Michael; Sauer-Gürth, Hedi; Ellis, David & Kenward, Robert (2004): Phylogenetic relationships in the Hierofalco complex (Saker-, Gyr-, Lanner-, Laggar Falcon). In: Chancellor, R.D. & Meyburg, B.-U. (eds.): Raptors Worldwide: 499-504. WWGBP, Berlin. PDF fulltext

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