Falco femoralis

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Falco aplomado
Aplomado Falcon portrait.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Falconiformes
Famiglia Falconidae
Genere Falco
Specie F. femoralis
Nomenclatura binomiale
Falco femoralis
Temminck, 1822
Sottospecie
  • F. f. femoralis Temminck, 1822
  • F. f. pichinchae Chapman, 1925
  • F. f. septentrionalis Todd, 1916

Il falco aplomado (Falco femoralis Temminck, 1822) è un uccello falconiforme della famiglia dei Falconidi. Questo falco di medie dimensioni, originario delle Americhe, è particolarmente diffuso in Sudamerica, ma non si spinge mai all'interno del bacino del Rio delle Amazzoni. È stato noto per lungo tempo con il nome scientifico Falco fusco-coerulescens o Falco fuscocaerulescens, ma attualmente si ritiene che con questi nomi i naturalisti del passato volessero indicare il falco dei pipistrelli (F. rufigularis)[2]. Nella forma somiglia moltissimo a un lodolaio, tanto che in passato era noto anche come lodolaio pettoarancio. Aplomado è un insolito termine spagnolo che significa «di colore del piombo», e si riferisce alle zone grigio-azzurre del piumaggio; in un italiano piuttosto approssimativo, quindi, falco aplomado significherebbe «falco plumbeo». In spagnolo questa specie, oltre che come halcón aplomado, viene detta anche halcón fajado («falco fasciato», in riferimento alla caratteristica colorazione del piumaggio); in Brasile è nota come falcão-de-coleira.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il falco aplomado in un'illustrazione ottocentesca.

Il falco aplomado è un rapace molto snello, con ali e coda lunghe, delle dimensioni di un piccolo falco pellegrino (F. peregrinus), 30–40 cm di lunghezza e apertura alare di circa 90 cm, ma pesante solo la metà, 208–305 g nei maschi e 271–460 g nelle femmine[3]. Negli esemplari adulti le regioni superiori, così come gran parte della testa, sono grigio-azzurro scuro; sono presenti anche i caratteristici «baffi» tipici di molti falchi, che contrastano notevolmente con il colore bianco della gola e del sopracciglio. Sulla parte superiore del petto prosegue il bianco della gola; ai lati della parte inferiore del petto vi sono due macchie nere che si uniscono tra loro nel mezzo; il ventre e le cosce, sotto le macchie nere, sono color cannella chiaro. La coda è nera, con sottili strisce bianche o grigie e la punta bianca. La cera, l'anello perioculare e le zampe sono gialli o giallo-arancio[4].

Tranne che per le dimensioni, superiori nelle femmine, i sessi sono simili. Gli esemplari giovani sono molto simili agli adulti, ma hanno le regioni superiori e le bande sul ventre marrone-nerastre, il petto striato di nero, il bianco della testa e del petto sostituito da un colore marroncino e il colore cannella delle regioni inferiori più chiaro, così come le zampe[4].

Questa specie può essere confusa con il falco dei pipistrelli (F. rufigularis) e con il falco pettoarancio (F. deiroleucus), che presentano regioni inferiori di un simile colore bianco-nero-ruggine, ma queste specie hanno una costituzione più simile a quella del falco pellegrino, la testa di colore nerastro e il ventre di un colore rossiccio più scuro[4]. Queste ultime due specie vengono generalmente considerate appartenenti alla stessa linea evolutiva del falco aplomado. Le altre due specie americane del genere Falco, lo smeriglio (F. columbarius) e il gheppio americano (F. sparverius), sembrano essere più strettamente imparentate con il falco aplomado della maggior parte degli altri falchi, ma le relazioni tra tutte queste specie costituiscono ancora un enigma. Tutto quello che può essere affermato con certezza è che appartengono tutte alla radiazione olartica occidentale che si separò dagli altri falchi nel Miocene superiore, probabilmente intorno a 8-5 milioni di anni fa[5].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il falco aplomado abita nelle praterie aride, nelle savane e nelle paludi. Il suo areale si estende dal Messico settentrionale e da Trinidad alle regioni meridionali del Sudamerica, ma è ormai scomparso da molte zone, comprese le regioni settentrionali e centrali del Messico, a eccezione di una piccola area dello Stato del Chihuahua. In generale, però, rimane una specie molto diffusa, tanto che la IUCN la classifica tra le specie «a rischio minimo»[6].

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di grandi invertebrati e piccoli vertebrati, ma la maggior parte della sua dieta è costituita soprattutto da piccoli uccelli. Nelle aperte distese del cerrado e nelle praterie, gli stormi misti di uccelli lanciano richiami di allarme non appena riescono a individuare la presenza di questo falco; i piccoli uccelli, infatti, temono questa specie più di qualunque altro predatore[7]. Spesso il falco aplomado viene visto al tramonto mentre va a caccia di insetti che consuma in volo[4]. Così come molti altri falchi, è solito aggirarsi in prossimità degli incendi in cerca degli animali che fuggono dalle fiamme; sono stati registrati anche casi di esemplari che collaboravano nella caccia - solitamente membri di una coppia. In Brasile questi falchi sono stati visti seguire i crisocioni (Chrysocyon brachyurus) con lo scopo di catturare gli uccelli messi in fuga da questi Canidi[8]. Le prede catturate pesano generalmente da un quinto alla metà del falco, ma talvolta le femmine (di dimensioni maggiori del maschio) sono state viste catturare prede più grandi di loro, come aironi guardabuoi (Bubulcus ibis) o ciacialaca disadorni (Ortalis vetula)[3].

Un esemplare rilasciato in natura sull'Isola di Matagorda (Texas).

Il nido è costituito da una piattaforma di ramoscelli situata a qualsiasi altezza su arbusti o alberi. Vengono deposte due o tre uova[4].

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Fino agli anni '50 il falco aplomado viveva anche nelle estreme regioni sud-occidentali degli Stati Uniti; in quest'area, nel Texas occidentale e meridionale, sono però in corso vari programmi di reintroduzione. Già dagli anni '90, tuttavia, la specie aveva iniziato a ricolonizzare di nuovo il suo antico areale nel Texas occidentale e nel Nuovo Messico meridionale[9]. Le prime prove documentate del ritorno del falco aplomado furono registrate nel Nuovo Messico nel 1991, e da allora il numero degli avvistamenti è cresciuto sempre più, tanto che nel 2002 furono visti anche tre esemplari che avevano da poco iniziato a volare[10]. Gli avvistamenti e le attività di nidificazione continuano tuttora.

L'espandersi dei programmi di reintroduzione nell'area, però, sono stati anche in gran parte criticati, poiché da un punto di vista tecnico tutti i falchi aplomado del Nuovo Messico sono classificati come facenti parte di popolazioni «sperimentali» (cioè reintrodotte)[11]. Per questo motivo, pur ricevendo ancora protezione legale dalla caccia, non sono inseriti tra le specie protette dall'Endangered Species Act, che ne preserva l'habitat e le fonti di cibo. Si ritiene che la quasi totale scomparsa dagli Stati Uniti sia dovuta alla distruzione dell'habitat, che ha ostacolato la ricostituzione di una popolazione riproduttiva. Varie associazioni ambientali stanno ancora lottando per garantire la protezione totale per questa specie, così da non avallare il suo ripopolamento naturale e i programmi di reintroduzione[12].

In falconeria[modifica | modifica sorgente]

Un falco aplomado addomesticato.

In modo simile allo smeriglio, il falco aplomado cattura in volo piccoli uccelli e quaglie dopo un rapido inseguimento. Per questo motivo è una specie molto apprezzata in falconeria; a causa della sua scarsità negli Stati Uniti, molti falconieri europei sono costretti ad acquistare questi falchi da appositi allevamenti, spendendo fino a 4000 dollari per una coppia. Il falco aplomado è molto apprezzato per il suo stile di caccia simile a quello delle specie del genere Accipiter. La somiglianza con queste specie viene dimostrata anche dalla determinazione con la quale insegue le prede anche in superfici coperte da alberi. Il falco aplomado è l'ideale per catturare quaglie, tortore e, talvolta, scoiattoli o conigli. Sfortunatamente, questa specie è nota per volare via con la preda catturata, allo stesso modo di molti piccoli falchi, invece di attendere l'arrivo del falconiere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2009, Falco femoralis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ AOU (1948)
  3. ^ a b Granzinolli & Motta-Junior (2006)
  4. ^ a b c d e Howell & Webb (1995)
  5. ^ See Helbig et al. (1994), Wink et al. (1998), Griffiths (1999), Groombridge et al. (2002), Griffiths et al. (2004)
  6. ^ BLI (2004)
  7. ^ Ragusa-Netto (2000)
  8. ^ Silveira et al. (1997)
  9. ^ Meyer & Williams (2005)
  10. ^ FG [2008]
  11. ^ AP (2006)
  12. ^ AJ (2008)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Albuquerque Journal (AJ) (2008): Federal Judge in N.M. To Consider Legality of Falcon Decision. Version of 2008-MAY-21. Retrieved 2008-SEP-21.
  • American Ornithologists' Union (AOU) (1948): Twenty-third supplement to the American Ornithologists' Union check-list of North American birds. Auk 65(3): 438-443. DjVu fulltext PDF fulltext
  • Associated Press (AP) (2006): Groups File Suit Over Endangered Falcon Protections. Version of 2006-SEP-13. Retrieved 2007-AUG-12.
  • Forest Guardians (FG) [2008]: Aplomado Falcon. Retrieved 2008-JUL-31.
  • Granzinolli, Marco Antonio M. & Motta-Junior, José Carlos (2006): Predation on the Cattle Egret (Bubulcus ibis) and consumption of the Campo Flicker (Colaptes campestris) by the Aplomado Falcon (Falco femoralis) in Brazil. Revista Brasileira de Ornitologia 14(4): 453-454 [English with Portuguese abstract]. PDF fulltext
  • Griffiths, Carole S. (1999): Phylogeny of the Falconidae inferred from molecular and morphological data. Auk 116(1): 116–130. DjVu fulltext PDF fulltext
  • Griffiths, Carole S.; Barrowclough, George F.; Groth, Jeff G. & Mertz, Lisa (2004): Phylogeny of the Falconidae (Aves): a comparison of the efficacy of morphological, mitochondrial, and nuclear data. Mol. Phylogenet. Evol. 32(1): 101–109. DOI: 10.1016/j.ympev.2003.11.019 (HTML abstract)
  • Groombridge, Jim J.; Jones, Carl G.; Bayes, Michelle K.; van Zyl, Anthony J.; Carrillo, José; Nichols, Richard A. & Bruford, Michael W. (2002): A molecular phylogeny of African kestrels with reference to divergence across the Indian Ocean. Mol. Phylogenet. Evol. 25(2): 267–277. DOI: 10.1016/S1055-7903(02)00254-3 PDF fulltext
  • Helbig, A.J.; Seibold, I.; Bednarek, W.; Brüning, H.; Gaucher, P.; Ristow, D.; Scharlau, W.; Schmidl, D. & Wink, Michael (1994): Phylogenetic relationships among falcon species (genus Falco) according to DNA sequence variation of the cytochrome b gene. In: Meyburg, B.-U. & Chancellor, R.D. (editors): Raptor conservation today: 593-599. PDF fulltext
  • Howell, Steven N. G. & Webb, Sophie (1995): A Guide to the Birds of Mexico and Northern Central America. Oxford University Press, Oxford & New York. ISBN 0-19-854012-4
  • Meyer, R.A. & Williams, S.O. (2005): Recent Nesting and Current Status of Aplomado Falcon (Falco femoralis) in New Mexico. North American Birds 59: 352-356.
  • Ragusa-Netto, J. (2000): Raptors and "campo-cerrado" bird mixed flock led by Cypsnagra hirundinacea (Emberizidae: Thraupinae). Revista Brasileira de Biologia 60(3): 461-467 [English with Portuguese abstract]. DOI: 10.1590/S0034-71082000000300011 PDF fulltext
  • Silveira, Leandro; Jácomo, Anah T. A. ; Rodrigues, Flávio H. G. & Crawshaw, Peter G. Jr. (1997): Hunting Association Between the Aplomado Falcon (Falco femoralis) and the Maned Wolf (Chrysocyon brachyurus) in Emas National Park, Central Brazil. Condor 99(1): 201–202. DjVu fulltext PDF fulltext
  • Stiles, F. Gary & Skutch, Alexander Frank (1989): A guide to the birds of Costa Rica. Comistock, Ithaca. ISBN 0-8014-9600-4
  • Wink, Michael; Seibold, I.; Lotfikhah, F. & Bednarek, W. (1998): Molecular systematics of holarctic raptors (Order Falconiformes). In: Chancellor, R.D., Meyburg, B.-U. & Ferrero, J.J. (editors): Holarctic Birds of Prey: 29-48. Adenex & WWGBP. PDF fulltext

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