Fahrenheit 451

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Fahrenheit 451
Autore Ray Bradbury
1ª ed. originale 1953
1ª ed. italiana 1956
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza distopica
Lingua originale inglese
Ambientazione imprecisato futuro (dopo il 1960)
Personaggi Guy Montag, Clarisse, Mildred, Beatty, Faber

Fahrenheit 451 (edito in Italia anche con il titolo Gli anni della fenice) è un romanzo di fantascienza scritto da Ray Bradbury.

Nasce come estensione del racconto breve The Fireman, pubblicato nel 1951 sulla rivista Galaxy Science Fiction e, in italiano, sulla rivista Urania in due puntate (nn. 13 e 14, novembre e dicembre 1953) con il titolo Gli anni del rogo. In forma di romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1953 sulla nascente rivista Playboy, sul secondo, terzo e quarto numero[1].

Ambientato in un imprecisato futuro posteriore al 1960, vi si descrive una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume. Il titolo del romanzo si riferisce a quella che Bradbury riteneva essere la temperatura di accensione della carta (e che nel Sistema internazionale corrisponde a circa 233 °C), anche se nel testo non vi si fa riferimento: tale cifra compare, infatti, solo sul numero sull'elmetto da pompiere del protagonista Montag. In realtà la temperatura d'accensione della carta dipende dal suo spessore: quella di giornale si accende per esempio a 185 °C, quella da lettera a 360 °C, quasi il doppio.

Indice

Trama[modifica]

Il rogo di un libro

Il protagonista Guy Montag lavora nel corpo dei vigili del fuoco, i quali hanno il compito di rintracciare chi si è macchiato del "reato di lettura", bruciandone tutti i libri. I cittadini rispettosi della legge devono utilizzare la televisione per istruirsi, informarsi e vivere serenamente al di fuori di ogni altra inutile forma di comunicazione. La televisione viene utilizzata dal governo come mezzo ossessivo per definire le regole sociali, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

All'inizio della narrazione Montag sembra convinto della sua missione distruttiva:

« Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia[2] »

Un giorno però commette un'improvvisa infrazione: decide di leggere un breve trafiletto di un libro che dovrebbe bruciare. In seguito, attirato dalla sua prima fugace lettura, salva alcuni libri e inizia a leggerli di nascosto. La decisione di infrangere le regole gli viene suggerita dalla conoscenza di Clarisse, una ragazza sua vicina di casa, che mostra un modo di vivere diverso dagli altri. Infatti Montag ha notato che i familiari di Clarisse alla sera non guardano la televisione, che non possiedono, ma trascorrono il tempo parlando tra di loro, con un'allegria e una spensieratezza difficili da comprendere e facilmente invidiabili.

La famiglia di Clarisse sembra felice, a differenza di quella di Montag, la cui moglie Mildred (che ha appena tentato il suicidio ingerendo barbiturici) non vuole avere figli. Montag, dopo aver riflettuto a lungo, prende coscienza di non amare né realmente conoscere quella donna, e capisce che nella sua vita c'è qualcosa di profondamente sbagliato. La lettura dei libri che ha preso lo conduce a scoprire un nuovo mondo, ma lo spinge anche verso la rovina. Mildred, dopo aver scoperto l'infrazione del marito e dato l'allarme alla caserma, abbandona Montag, mentre i vigili del fuoco lo costringono a bruciare i suoi libri. Poco dopo Montag, minacciato e provocato dalle parole del suo ex capo Beatty, in preda alla rabbia brucia quest'ultimo con un lanciafiamme insieme alla casa e, ferito da un segugio meccanico che poi distruggerà con lo stesso lanciafiamme, fugge dolorante verso la periferia della città.

Montag si ripara poi lungo il fiume, sulle cui rive incontra un gruppo di uomini fuggiti dalla società che, insieme ad altri loro compagni sparsi per tutta la nazione, costituiscono la memoria letteraria dell'umanità, in quanto conoscono a memoria numerosi testi letterari andati ormai perduti. Sulla città viene sganciato un ordigno nucleare e Montag, con i suoi nuovi compagni, si avvia verso di essa per prestare soccorso ai sopravvissuti.

Critica[modifica]

Il testo – dal quale lo stesso Bradbury ha tratto una versione per il teatro – rientra nel filone della fantascienza sociologica e vuole rappresentare in modo esplicito i rischi di una società distopica.

Secondo alcuni critici[senza fonte] vorrebbe altresì simboleggiare un'allegoria del maccartismo imperante nella società statunitense dei primi anni cinquanta. Secondo altri,[senza fonte] l'autore avrebbe inteso prefigurare semplicemente una società distopica cresciuta all'ombra di cervellotici machiavellismi.

Analogie con Huxley e Orwell[modifica]

Il romanzo di Bradbury affronta il tema delicato della gestione delle informazioni e del controllo della società e - sotto questo particolare aspetto - tratta lo stesso tema dell'altrettanto famoso romanzo di Aldous Huxley Il mondo nuovo, pubblicato nel 1932. In entrambi i romanzi l'attenzione delle persone verso l'operato del governo è annichilita dall'imposizione di un consumo di massa, dove il fine ultimo è apparenza, protagonismo e appagamento materialista. Nonostante il proposito delle dittature, la felicità risulta essere solo apparente e sussistono numerose manifestazioni di depressione, che però possono essere eliminate facilmente grazie all'uso di stupefacenti.

Fahrenheit 451 ha anche numerose analogie con il romanzo 1984 di George Orwell: in entrambe le storie è incoraggiata la delazione (persino fra componenti dello stesso nucleo familiare) e si fa un uso massiccio della censura, dove però quest'ultima è organizzata in modo differente. Mentre in 1984 tutte le notizie vengono costantemente falsate ad opera di un ministero delegato, nel romanzo di Bradbury è bandita qualsiasi informazione scritta. I libri sono quindi dichiarati materiale illegale, e come tale, tenuti nascosti nei posti più disparati dai lettori fuorilegge per far fronte alle continue incursioni dei pompieri incendiari.

A differenza di quanto accade in 1984, Fahrenheit 451 e il Mondo nuovo possono essere considerati libri critici verso le degenerazioni informative dei regimi democratici, basati sul sempre più invadente consumo di massa. In ogni caso il libro di Bradbury ha un finale aperto a una nuova vita e alla speranza, mentre Huxley e Orwell non lasciano alcuna via di fuga.

Opere derivate[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fahrenheit 451 (film).

Nel 1966 il libro è stato trasposto in un omonimo film, diretto da François Truffaut e con Oskar Werner nella parte di Guy Montag.

Influenza culturale[modifica]

Il breve racconto dello scrittore Robert Sheckley The Mnemone (1971) narra di un'epoca dove i libri sono banditi ed in un piccolo centro americano sopraggiunge un uomo la cui conoscenza mnemonica di numerosi testi permette di tramandarli oralmente a dei potenziali clienti.[3]

Papercelsius 154 è una parodia disneyana a fumetti del romanzo, scritta da Giorgio Figus e disegnata da Claudio Panarese, pubblicata su Topolino n. 2156. In questa storia è la musica ad essere proibita.

Parecchi elementi della storia si ritrovano nel film Equilibrium; tra questi, il rogo dei libri, l'appartenenza del protagonista a una speciale milizia governativa e il suo ravvedimento. Nel film, comunque, sono le emozioni ad essere proibite, e di conseguenza tutti gli oggetti del passato che hanno il potere di evocarle, libri inclusi.

A titolo e tag-line di questo romanzo si è ispirato il regista statunitense Michael Moore per il suo documentario Fahrenheit 9/11 basato sui fatti dell'11 settembre 2001. Bradbury si è detto molto infastidito dal "furto" del titolo, chiedendo più volte le scuse di Moore e un cambio di titolo del film.[4][5]

Nel fumetto argentino Cronache del tempo medio (1987) di Emilio Balcarce e Juan Zanotto, i protagonisti, trovato rifugio in una biblioteca, per alleviare il freddo dovuto all'inverno atomico alimentano il fuoco con una copia del libro.[6]

Edizioni[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Ray Bradbury, un ragazzo con i capelli bianchi - Repubblica.it
  2. ^ Ray Bradbury, Fahrenheit 451: Gli anni della Fenice, A. Mondadori, 1986
  3. ^ Robert Sheckley, Giardiniere di uomini, antologia, collana Urania n. 604, 29 ottobre 1972
  4. ^ "Fahrenheit 451" author wants title back in Hardball with Chris Matthews. 29 giugno 2004
  5. ^ Call it a tale of two 'Fahrenheits', MSNBC, 29 giugno 2004.
  6. ^ Euracomix 041 Cronache del tempo medio-Scacco al re, p.99

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]