F come falso

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F come falso
F come falso.png
Oja Kodar e l'ombra del regista
Titolo originale Vérités et mensonges
Paese di produzione Francia, Iran, Germania Ovest
Anno 1974
Durata 85 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere documentario
Regia Orson Welles
Soggetto Orson Welles
Sceneggiatura Orson Welles, Oja Kodar (non accreditata)
Produttore François Reichenbach
Fotografia Gary Graver, Christian Odasso
Montaggio Marie-Sophie Dubus, Dominique Engerer
Musiche Michel Legrand
Costumi Oja Kodar
Interpreti e personaggi
« Ogni uomo sa bene che quando si ricopre di peluria il labbro è già un maestro dell'arte e della verità »
(Orson Welles)

F come falso (Vérités et mensonges) è un film del 1973 diretto e interpretato da Orson Welles.

Conosciuto in italiano anche col titolo F come falso - Verità e menzogne, è narrato in forma di documentario e saggio cinematografico, con il protagonista (e molti altri attori che sono prestati alla partecipazione) che interpretano se stessi.

Co-protagonista del film è la bella Oja Kodar, che all'epoca era la compagna dello stesso Orson Welles.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Orson Welles narra direttamente allo spettatore diverse storie riguardanti quadri falsi e veri, falsari di professione e critici d'arte che scambiano i quadri dei falsari per veri: tra questi, Elmyr de Hory, che falsificava celebri quadri; Clifford Irving, che falsificava biografie; il miliardario Howard Hughes e il pittore Pablo Picasso.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La co-produzione franco-tedesco-iraniana testimonia, ancora una volta, le numerose difficoltà che Welles incontrava nella produzione dei suoi film.
Il film, prima del titolo definitivo, ne ha avuto diversi altri, quali Fake e Hoax,?[1].

All'interno della pellicola vi sono filmati di altri documentari, in particolare uno spezzone tratto da un documentario della BBC dedicato a Elmyr de Hory.

Riprese e montaggio[modifica | modifica sorgente]

Sebbene le riprese fossero finite a fine estate del '73, il film viene distribuito a settembre dell'anno successivo, in quanto "il montaggio del film ha richiesto un anno di lavoro"[2].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film, interpretato dallo stesso Orson Welles, è una lunga riflessione - tramite aneddoti, ricordi autobiografici e alcune interviste a noti falsari - sul rapporto che esiste tra la verità e l'arte. Interrogandosi su cosa sia la verità nell'arte e nella vita, Welles pone una serie di interrogativi e riflessioni anche sull'estetica e sul valore dei critici d'arte (spesso messi alla berlina nel film), che molte volte incensano e fanno aumentare il valore economico di quadri falsi scambiandoli per veri.

Orson Welles era del resto molto sensibile su questo tema della verità e menzogna: il suo primo successo, la trasposizione radiofonica della Guerra dei Mondi, parlava di una invasione aliena e che aveva scatenato fenomeni di isteria collettiva negli USA, era un evidente falso scambiato per vero. La trasmissione stessa viene citata all'interno del film.

« Un patchwork di materiali eterogenei (foto fisse, disegni, immagini di repertorio, riprese documentaristiche) che è anche un disilluso testamento e un malinconico, sardonico congedo[3] »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Io, Orson Welles, op. cit., p. 490
  2. ^ Io, Orson Welles, op. cit., p. 490. L'informazione è a sua volta ripresa da un'intervista di Dominique Villain al capo montatore su Le montage au cinéma, Ed. Cahiers du Cinéma, Parigi 1991
  3. ^ Laura, Luisa e Morando Morandini, Il Morandini, Dizionario dei film 2003, p. 497

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

(EN) F come falso in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

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