FFVS J 22

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FFVS J 22
FFVS J 22
FFVS J 22
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Progettista Bo Lundberg
Costruttore Svezia FFVS
Data primo volo settembre 1942
Data entrata in servizio ottobre 1943
Data ritiro dal servizio 1952
Utilizzatore principale Svezia Svenska Flygvapnet
Esemplari 198
Dimensioni e pesi
Lunghezza 7,80 m
Apertura alare 10,00 m
Altezza 3,60 m[1]
Superficie alare 16,0
Carico alare 177 kg/m²
Peso a vuoto 2 020 kg
Peso carico 2 835 kg
Capacità combustibile 140 L in fusoliera più 381 L nell'ala
Propulsione
Motore un radiale Pratt & Whitney R-1830 da 1 050 hp (783 kW) a 2 700 giri/min
Prestazioni
Velocità max 575 km/h a 3 500 m
Velocità di crociera 500 km/h a 4 000 m
Velocità di salita 15,7 m/s
Autonomia 1 270 km
Quota di servizio 9 300 m
Tangenza 13 000 m
Armamento
Mitragliatrici 4 Browning M/39A calibro 13,2 mm
Note dati riferiti alla versione J 22B

i dati sono estratti da F.F.V.S. J22 Fighter Aircraft[2]

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L'FFVS J 22 fu un caccia monomotore monoplano sviluppato dalla Kungliga Flygförvaltningens Flygverkstad i Stockholm (FFVS), realtà produttiva svedese controllata dal governo, nei primi anni quaranta.

Destinato ai reparti della Svenska Flygvapnet, l'aeronautica militare del paese scandinavo venne utilizzato nella difesa aerea del territorio durante la seconda guerra mondiale rimanendo in servizio fino al 1952.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della seconda guerra mondiale, l'Aviazione militare svedese era dotata solamente degli oramai obsoleti caccia biplani Gloster Gladiator chiamati localmente J 8[3]. Per ovviare a questa situazione, la Svezia ordinò 120 Seversky P-35 (J 9) e 144 Vultee P-66 Vanguard (J 10) agli Stati Uniti d'America.

Un J 22 della squadriglia F 10 Ängelholm nel 1990.

Tuttavia, il 18 giugno 1940, gli Stati Uniti dichiararono un embargo contro l'esportazione di armi verso qualsiasi altra nazione eccetto il Regno Unito, bloccando la fornitura dopo la consegna di appena 60 esemplari di P-35 mentre gli altri aerei erano già in fabbricazione. Come risultato, la Flygvapnet si trovò nuovamente di fronte ad una carenza di caccia moderni. Furono considerate molte altre alternative straniere tra le quali il caccia finlandese VL Myrsky e il sovietico Polikarpov I-16 che non vennero valutati soddisfacenti mentre il Mitsubishi A6M Zero fu ritenuto valido, ma la consegna dal Giappone si rivelò impraticabile a causa della guerra. Come soluzione temporanea fu allora acquistato dall'Italia un lotto di biplani Fiat CR.42 Falco (J 11) e uno di Reggiane Re.2000 Falco (J 20) ma questo non risolveva che solo in parte il problema della carenza di caccia moderni.

Dato che la Saab era impegnata a pieno regime nella costruzione dei suoi modelli da bombardamento B 17 e B 18, il governo svedese decise di mettere in opera una nuova impresa e una nuova fabbrica appositamente per il nuovo caccia che fu chiamata Kungliga Flygförvaltningens Flygverkstad i Stockholm ("Fabbrica reale di aerei con sede a Stoccolma", abbreviata in FFVS) con a capo l'ingegnere Bo Lundberg. Il velivolo che ne risultò, denominato J 22, era convenzionale, ispirato al contemporaneo Focke-Wulf Fw 190 tedesco, con una struttura mista di legno e acciaio e un carrello retrattile mediante pistoni idraulici. La propulsione era affidata ad una copia svedese del Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp, costruito su licenza[4]. Il J 22 volò la prima volta il 20 settembre 1942 all'aeroporto di Stoccolma-Bromma, dove si trovava la fabbrica. Giudicato valido, entrò in servizio nel mese di ottobre 1943, presso lo stormo F9 di Göteborg, mentre l'ultimo dei 198 velivoli costruiti fu consegnato nel mese di aprile 1946. Ben 500 diverse piccole aziende meccaniche svedesi furono coinvolte nella costruzione dei componenti del J 22.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il J 22 fu apprezzato dai suoi piloti perché possedeva una buona manovrabilità e dei controlli reattivi. Solo la visibilità durante il rullaggio a terra lasciava a desiderare e se il ruotino di coda era stato lasciato sbloccato c'era il rischio che l'aereo si mettesse a ruotare ad anello in fase di decollo. Durante dei finti duelli con i P-51 Mustang (chiamati J 26 durante il servizio postbellico in Svezia) il J 22 si dimostrò in grado di competere fino a 5.000 metri (16.000 piedi), anche se, al di sopra dei 6.000 m (19.000 piedi), senza un buon compressore per l'alta quota, perdeva rapidamente potenza. A causa della sua semplicità e robustezza il J 22 fu anche molto facile da mantenere in servizio.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

  • J 22A - prima versione in produzione, armato con 2 mitragliatrici da 7,9 millimetri e 2 da 13,2 mm, 143 esemplari costruiti. Designato J 22-1 dopo il 1945.
  • J 22B - armati di 4 mitragliatrici da 13,2 millimetri, 55 esemplari costruiti. Designato J 22-2 dopo il 1945.
  • S 22 - nove 22A J equipaggiati per la ricognizione nel 1946, trasformati nel 1947 in caccia. Designati S 22-3 dopo il 1945.

Operatori[modifica | modifica wikitesto]

Svezia Svezia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (RU) FFVS J 22 in Уголок неба, http://www.airwar.ru. URL consultato il 13 settembre 2012.
  2. ^ (EN) Håkan Langebro, Technical description: Dimensions and data in F.F.V.S. J22 Fighter Aircraft, http://www.hobbybokhandeln.se/j22/index.htm. URL consultato il 13 settembre 2012.
  3. ^ (EN) Andreas Parsch; Urban Fredriksson, Swedish Military Aircraft Designations in Designation-Systems.net, http://www.designation-systems.net, 4 ottobre 2006. URL consultato il 13 settembre 2012.
  4. ^ Angelucci, Matricardi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andersson, Hans G. SAAB Aircraft since 1937; 2nd revised edition. London: Putnam Aeronautical books, 1997. ISBN 0-85177-886-0 (Nota: Benché dedicato agli aerei SAAB il libro contiene un capitolo dedicato al FFVS J 22.)
  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, F.F.V.S. J 22 in Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo, vol. 3, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p. 280.
  • Donald, D, Lake J. (eds.) (1996) Encyclopedia of World Military Aircraft. AIRtime Publishing. ISBN 1-880588-24-2

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]