FERT

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Emblema per le derive degli aerei della Regia Aeronautica utilizzato sino alla fine del Regno. Il collare dell'Annunziata e il motto FERT sono ben evidenti
Emblema per le derive degli aerei della Regia Aeronautica utilizzato sino alla fine del Regno. Il collare dell'Annunziata e il motto FERT sono ben evidenti

FERT è il motto di Casa Savoia, adottato da Vittorio Amedeo II (16661732). Esso comparve per la prima volta sul collare dell'Ordine (Cavalleresco) del Collare, fondato da Amedeo VI di Savoia nel 1364 e divenuto sotto Carlo "il buono" (1486 - 1553) Ordine (religioso-militare) della SS. Annunziata. Nel corso degli anni molte sono state le interpretazioni date a questo motto (evidentemente né Amedeo VI di SavoiaVittorio Amedeo IICarlo "il buono" hanno lasciato alcun documento ufficiale che attesti inequivocabilmente le loro intenzioni). Eccone un elenco delle interpretazioni più note:

  • Fert, terza persona singolare del presente indicativo del verbo irregolare latino fero, fers, tuli, latum, ferre, che nella sua accezione più ampia significa “portare”, ma ne esiste pure una accezione con il significato italiano di “sopportare”, il che farebbe pensare ad una esortazione ai membri della famiglia ed ai successori, di affrontare le vicissitudini cui è sottoposta una Casa regnante con spirito di sopportazione. Questa interpretazione è coerente con lo spirito sia dell'Ordine Cavalleresco del Collare, il cui motto iniziale fu proprio FERT con cui i Cavalieri erano esortati a sopportare le prove cui erano sottoposti in onore della propria dama, sia del successivo Ordine religioso-militare Ordine della SS. Annunziata ove anziché venire esortati a sopportare le prove in onore di una Dama, i Cavalieri erano esortati a sopportare le prove in onore e devozione della Vergine Maria.

Le altre interpretazioni lo vedono come acronimo:

  • Fortitudo et Robur Taurinensis. (Forza e robustezza torinese). Bell’acronimo, che ha tuttavia un piccolo difetto: in latino fortitudo e robur (= quercia, antonomasia di forza e/o robustezza) sono pressoché sinonimi. Il riferimento a Torino attesterebbe il definitivo attaccamento della Casa Savoia alla città di Torino (non si deve dimenticare che le origini della Casa sono oltralpe).
  • Fortitudo Eius Rhodum Tenuit (La sua forza preservò Rodi), interpretazione menzionata in un documento araldico del 1873. Si riferisce all’episodio in cui Amedeo III (10871148) avrebbe resistito validamente all’attacco portato dagli ottomani all'isola di Rodi. In realtà gli storici non confermano tale episodio, anzi pare che nella II Crociata, cui Amedeo III partecipò, il Conte di Savoia non abbia fatto una gran bella figura. Questa interpretazione quindi potrebbe accreditare un tentativo di nobilitare la Casa trasformando nella fantasia popolare un insuccesso in un’impresa memorabile. In effetti non conta tanto quello che si è fatto quanto quello che l’opinione corrente crede sia stato fatto ed a quei tempi le leggende si propagavano facilmente senza trovare sulla strada troppi scettici o critici.
  • Foedere Et Religione Tenemur (La pace e la religione ci tengono uniti)
  • Fides Est Regni Tutela (La fede è la protezione del Regno)

secondo queste due ultime interpretazioni la Casa Savoia si dichiarerebbe sostenitrice della religione, con evidente riferimento alla teoria secondo la quale il diritto al potere terreno del Re proviene dalla volontà divina.

Per un diverso orientamento, l'acronimo significherebbe Frappez, Entrez, Rompez Tout.

Alcuni hanno anche paventato che si tratti di un riferimento ad una moneta, il Ferto.

Esiste anche una interpretazione satirica, riportata qui per pura curiosità in quanto non può ovviamente essere l’interpretazione di chi ha inserito l’impresa nello stemma:

  • Fœmina Erit Ruina Tua (La donna sarà la tua rovina). Con questo sviluppo dell’acronimo un anonimo “Pasquino” torinese volle probabilmente far riferimento al matrimonio morganatico di Vittorio Amedeo II, vedovo di Anna d’Orlèans, con l’antica fiamma Anna Carlotta Teresa Canalis di Cumiana, vedova del Conte Novarina, divenuta Marchesa di Spigno. In effetti questa signora deve aver giocato un ruolo non proprio secondario nei guai di Vittorio Amedeo II se, dopo il tentativo di quest’ultimo di revocare l’abdicazione a favore del figlio Carlo Emanuele III, avvenuta un anno prima circa (3 settembre 1730), e di reinsediarsi sul trono, venne arrestata, separata dal marito e rinchiusa in un carcere per prostitute in quel di Ceva. Solo due mesi dopo le fu permesso di tornare presso il marito, quasi prigioniero nel castello di Moncalieri ove il 30 ottobre 1732 morì. La marchesa di Spigno si ritirò quindi in convento.
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