Ezio Vendrame

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Ezio Vendrame
Ezio Vendrame.jpg
Ezio Vendrame con la maglia del L.R. Vicenza (1973)
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 181 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex mezzala)
Ritirato 1981 - giocatore
Carriera
Giovanili
1960-1967 Udinese Udinese
Squadre di club1
1967-1968 SPAL SPAL 0 (0)
1968-1969 Torres Torres 11 (1)
1969-1970 Siena Siena 31 (1)
1970-1971 Rovereto Rovereto 9 (0)
1971-1974 L.R. Vicenza L.R. Vicenza 46 (1)
1974-1975 Napoli Napoli 3 (0)
1975-1977 Padova Padova 57 (8)
1977-1978 Audace SME Audace SME 34 (5)
1978-1979 Pordenone Pordenone 7 (?)
1979-1981 600px Giallo e Verde.png Juniors Casarsa  ? (?)
Carriera da allenatore
198?-198? Pordenone Pordenone Giovanili
199?-199? Unione Venezia Venezia Giovanili
199?-200? Sanvitese Sanvitese Giovanili
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 22 novembre 2013

Ezio Vendrame (Casarsa della Delizia, 21 novembre 1947) è un allenatore di calcio, ex calciatore e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Casarsa della Delizia, a sei anni viene mandato in un orfanotrofio, esperienza difficile che lo segnerà per tutta la vita. Diventerà presto un idolo per i tifosi delle squadre in cui gioca, sebbene non abbia mai sfondato nel mondo del calcio. In verità Vendrame rappresenta uno dei più grandi talenti inespressi che il calcio italiano abbia prodotto negli anni settanta, alla stregua di un George Best italiano. L'allora presidente della Juventus, Boniperti, lo avrebbe paragonato all'argentino Kempes. Con il suo modo di fare scanzonato, l'aria da hippie, i capelli lunghi, il suo spiccato anticonformismo, si accattiva subito le simpatie dei tifosi biancorossi, per i quali sarà un idolo indimenticato.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Si distinse presto indifferentemente nei ruoli di ala o mezzala, e grazie alla sua abilità con la palla iniziò una trafila tra le giovanili in squadre minori friulane.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

All'età di 13 anni approda all'Udinese. Passò successivamente alla SPAL, ma per la sua irrequietudine non legò con Paolo Mazza che lo cedette prima alla Torres e successivamente nel 1969 al Siena.

Nell'estate 1971 esordì in Serie A 1971-1972 con il Lanerossi Vicenza, proveniente dal Rovereto. Dopo tre anni al Lanerossi Vicenza, per la stagione 1974-1975 passa al Napoli disputando tuttavia solamente tre partite in campionato, prima voluto e poi osteggiato dall'allenatore azzurro Luis Vinicio.

Successivamente nel 1975 passò al Padova in Serie C dove rimase due stagioni collezionando 57 presenze. Debutta il 5 ottobre 1975 in Trento-Padova (1-1). Gioca la sua ultima partita in maglia biancoscudata il 6 giugno 1977 in Padova-Alessandria (0-0).

Passò poi all'Audace San Michele in Serie C 1977-1978 e poi tra i dilettanti nel Pordenone contribuendo alla vittoria nel campionato di Serie D 1978-1979 con la promozione in serie C2 e nello Juniors Casarsa dove verrà squalificato per l'aggressione a un arbitro nel 1981.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver appeso le scarpette al chiodo allena per tre anni i ragazzi del settore giovanile del Pordenone, per uno quelli del Venezia e successivamente quelli della Sanvitese per undici anni.

Scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Ritiratosi a vita privata nella campagna friulana, dedicandosi ai suoi hobby (tra cui suonare la chitarra e scrivere poesie), ha pubblicato alcuni libri nell'ultimo decennio in cui raccoglie le sue esperienze di vita e di calciatore (fra i quali "Se mi mandi in tribuna godo"), nel quale ricorda fra i suoi pochi rammarichi, il tunnel fatto al suo idolo, Gianni Rivera, quasi come una mancanza di rispetto verso il grande campione del Milan.

Nel romanzo "Anche Robin Hood Piange" dello spezzino Andrea Bonomi, il protagonista riporta celebri aneddoti di Ezio Vendrame, definendolo: "...Una delle poche persone che vorrei conoscere su questo mondo".

Aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

  • Quando giocava in Serie C con la maglia del Padova in una partita, a dir suo combinata e destinata allo 0-0, contro la capolista Cremonese per dare una scossa ai presenti dribblò la sua intera squadra da un lato all'altro del campo senza che nessuno potesse fermarlo, fino a fintare il tiro davanti al proprio portiere, che si tuffò inutilmente su di lui cercando di levargli il pallone, per poi fermarsi in prossimità della linea di porta e ritornare indietro ("così l'emozione era salva" racconterà poi Vendrame nel suo libro autobiografia Se mi mandi in tribuna godo): in quell'occasione un tifoso sugli spalti morì d'infarto e quando questo gli fu riferito, Vendrame rispose chiedendo come fosse possibile che un debole di cuore lo andasse a vedere giocare.
  • Sempre con il Padova, l'episodio del suo cedimento, poi rientrato, dinanzi alle proposte di giocare male la partita contro l'Udinese (sua ex squadra) che stava lottando per la promozione dalla C alla B: in quell'annata il Padova, che navigava in cattive acque finanziarie, pagava ai suoi giocatori i premi partita "minimi" stabiliti dalla FIGC: 22.000 lire a punto. L'emissario della squadra friulana gli offrì 7.000.000 di lire per una "prestazione scadente". Vendrame inizialmente accettò ("avevo giocato male molte altre volte...e gratis), ma una volta entrato in campo, sentendo che il pubblico friulano fischiò sonoramente il suo nome pronunciato dagli altoparlanti ad inizio partita, cambiò idea e decise che doveva".. punire quel pubblico di ingrati...affanculo i sette milioni, viva le 44.000 lire" dirà anni dopo. Il Padova vinse 3-2 con una sua doppietta e memorabile fu il secondo gol, segnato direttamente da calcio d'angolo: prima di tirare fece il gesto di soffiarsi il naso sulla bandierina del corner e di dichiarare - a gesti - polemico ai tifosi avversari che da lì avrebbe realizzato direttamente, cosa che puntualmente accadde.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Io di nascosto, Pasian di Prato, Campanotto, 1994, ISBN non esistente.
  • Senza alcun anticorpo, Udine, Campanotto, 1994, ISBN non esistente.
  • Inamovibilità di un marchio, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1997, ISBN non esistente.
  • Quel che rimane... Le non poesie di un non poeta, Rodeano Alto, LitoImmagine, 1998, ISBN non esistente.
  • Un farabutto esistere, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1999, ISBN non esistente.
  • Le cose della vita, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2002, ISBN 88-87881-63-4.
  • Se mi mandi in tribuna, godo, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2002, ISBN 88-87881-75-8.
  • Ezio Vendrame, Gianfranco Zigoni, Dio Zigo pensaci tu, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2003, ISBN 88-87881-82-0.
  • Vietato alla gente perbene, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2003, ISBN 88-87881-90-1.
  • Il mio cuore stuprato, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2004, ISBN 88-87881-95-2.
  • Una vita fuorigioco, Milano, Rizzoli, 2004, ISBN 88-17-00309-3.
  • Calci al vento, Milano, Rizzoli, 2005, ISBN 88-17-00779-X.
  • Il mio miele ti avvelenerà, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2006, ISBN 88-04-55705-2.
  • Via Quarto 49, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2009, ISBN 978-88-6391-011-7.
  • Capolavoro dell'inutile. Treviso. Devanzis, 2013. ISBN 978-88-95735-05-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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