Exodon paradoxus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Exodon paradoxus
Exodon paradoxus Exodon paradoxus2.jpg
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Characiformes
Sottordine Characoidei
Famiglia Characidae
Sottofamiglia Characinae
Genere Exodon
Müller & Troschel, 1844
Specie E. paradoxus
Nomenclatura binomiale
Exodon paradoxus
Müller & Troschel, 1844

Exodon paradoxus Müller & Troschel è un pesce appartenente alla famiglia Characidae nonché unica specie appartenente al genere Exodon[1].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

In natura è diffusa nel bacino del Rio delle Amazzoni e del Rio Tocantis. In acque con temperature di 25-27 °C, pH 6-7 e durezza non superiore a 15°dGH.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Presenta un corpo allungato, poco compresso ai fianchi, tipicamente caraciforme. Ha una dentatura "uncinata" molto specializzata di cui si serve per strappare le scaglie di pesci più grossi. Non supera una lunghezza massima di 15 cm.

Etologia[modifica | modifica sorgente]

Di indole pacifica ma molto temuta come predatrice e lepidofaga. Vive in gruppi di almeno una decina di esemplari.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La coppia s'isola dal branco ed inizia i giochi amorosi. Successivamente il maschio feconda la femmina che rilascia le uova nell'acqua.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Onnivora e lepidofaga, si nutre sia divorando i pesci più piccoli, sia strappando a morsi le scaglie di quelli di taglia maggiore, sia di prede diverse (tubifex, chironomi e gamberetti).

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo nota in acquariofilia dalla metà degli anni Trenta, questa specie è sempre stata estremamente rara in questo hobby. Va comunque allevata in vasche di capienza di almeno 500 litri.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) Exodon paradoxus in Il mio acquario, n. n. 137, febbraio 2010, p. 2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ FishBase: scheda E. paradoxus. URL consultato il 25 febbraio 2014.