Evoluzione e chiesa cattolica

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La posizione della Chiesa cattolica nei confronti del dibattito sull'evoluzione è stata finora quella di un osservatorio estremamente attento e interessato alla questione soprattutto per quel che riguarda le sue implicazioni metafisiche e religiose senza tuttavia finora prendere una posizione ufficiale sugli aspetti scientifici della disputa. Così per esempio il cardinale Camillo Ruini ha affermato che la Chiesa non può pronunciarsi sulla fondatezza scientifica di tali posizioni. Infatti, nella misura in cui l'inferenza del disegno intelligente conduce implicitamente ad un'intelligenza creatrice, rimane possibile l'obiezione di sconfinamento dai canoni di una ricerca scientifica naturalistica. La Chiesa, semmai, riconosce il merito alle varie posizioni scientifiche di contribuire al dibattito nella scienza, facendo emergere interrogativi importanti (Camillo Ruini, Verità e libertà, Mondadori, Milano 2006, pp. 17 e segg.).

Ciò non toglie che a livello personale autorevoli personalità cattoliche hanno preso posizioni favorevoli o contrarie rispetto alle idee del disegno intelligente. Per esempio, lo scienziato don Fiorenzo Facchini, docente di Antropologia e Paleontologia all'Università di Bologna, ha precisato la sua posizione intermedia tra l'I.D. e un evoluzionismo darwiniano inteso in senso metafisico e che Fiacchini giudica comunque una teoria contingente e da non assolutizzare (Osservatore Romano, 16-I-2006):

"I sostenitori dell’Intelligent Design non negano l'evoluzione, ma affermano che la formazione di certe strutture complesse non può essere avvenuta per eventi casuali, ma ha richiesto interventi particolari di Dio nel corso dell'evoluzione e risponde a un progetto intelligente. A parte il fatto che in ogni caso non basterebbero mutazioni delle strutture biologiche perché occorrono anche cambiamenti ambientali, con il ricorso a interventi esterni suppletivi o correttivi rispetto alle cause naturali viene introdotta negli eventi della natura una causa superiore per spiegare cose che ancora non conosciamo, ma che potremmo conoscere. Ma così non si fa scienza. Ci portiamo su un piano diverso da quello scientifico. Se il modello proposto da Darwin viene ritenuto non sufficiente, se ne cerchi un altro, ma non è corretto dal punto di vista metodologico portarsi fuori dal campo della scienza pretendendo di fare scienza. Sull'altro fronte è da criticare come alcuni scienziati darwinisti abbiano assunto l'evoluzione in senso totalizzante, passando dalla teoria alla ideologia, in una visione che pretende di spiegare tutta la realtà vivente, compreso il comportamento umano, in termini di selezione naturale escludendo altre prospettive, quasi che l'evoluzione possa rendere superflua la creazione e tutto possa essersi autoformato e possa essere ricondotto al caso. La scienza in quanto tale, con i suoi metodi, non può dimostrare, ma neppure escludere che un disegno superiore si sia realizzato, quali che siano le cause, all'apparenza anche casuali o rientranti nella natura."

In altri termini Fiacchini dichiara personalmente di accettare il naturalismo metodologico come canone intrinsico nella definizione di scienza.

Tale posizione, che come già detto è il vero punto chiave della disputa pro e contro il disegno intelligente, è condivisa da altri cattolici, come l'astronomo gesuita Padre George Coyne già direttore della Specola Vaticana, ma è fermamente rifiutata da altri importanti esponenti del Cattolicesimo. Il Daily Mail ha avanzato l'ipotesi che la destituzione da direttore della Specola Vaticana fosse proprio dovuta alla posizione del gesuita in merito all'evoluzione. Titolava infatti il numaro del 23/8/2006: «Il Papa licenzia l'astronomo per colpa del dibattito sull'evoluzione».

In prima fila tra gli oppositori di questa posizione si trova il cardinale di Vienna Christoph Schoenborn che ha espresso ampiamente la sua idea in un editoriale sul New York Times del 7.7.2005 dal titolo "Scoprire il progetto nella natura", editoriale che ha avuto un'enorme eco:

"I difensori del dogma neo-Darwiniano hanno spesso invocato la supposta accettazione - o almeno acquiescienza - del Cattolicesimo Romano quando essi difendono la loro teoria come fosse compatibile con la fede Cristiana. Ma questo non è vero. La Chiesa Cattolica, mentre lascia alla scienza molti dettagli circa la storia della vita sulla terra, proclama che con la luce della ragione l'intelletto umano può chiaramente discernere uno scopo e un progetto nel mondo naturale e negli esseri viventi. Potrebbe essere fondata un'evoluzione intesa come discendenza comune; ma non un'evoluzione concepita in senso neodarwiniano, come processo non guidato, che non risponde a un progetto, ed è mossa soltanto dalla selezione naturale e dalle variazioni casuali. Ogni sistema di pensiero che neghi o cerchi di rifiutare l'imponente evidenza di progetto in biologia è ideologia non scienza [...] Ora all'inizio del 21° secolo, in contrapposizione a posizioni scientifiche come il neo-darwinismo e l'ipotesi del multiverso in cosmologia inventato per evitare la sovrabbondante evidenza di scopo e progetto che si trova nella scienza moderna, la Chiesa Cattolica difenderà di nuovo la ragione umana proclamando che il progetto immanente che è evidente nella natura è reale. Teorie scientifiche che cercano di negare l'evidenza di progetto come il risultato di caso e necessità non sono per niente scientifiche, ma, come affermato da Giovanni Paolo, un'abdicazione dell'intelligenza umana."

[modifica] Benedetto XVI e l'evoluzionismo

Tale posizione non è isolata. Lo stesso Papa Benedetto XVI, nell’Udienza generale del 9 novembre 2005, commentando un'omelia di san Basilio e richiamandosi come nell'enciclica "Deus caritas est" ancora una volta all'insegnamento dell'evangelista Giovanni di cui cita il prologo, ha chiaramente affermato la presenza di una sovrabbondante evidenza di scopo e di un reale progetto nel mondo e la piena razionalità del suo riconoscimento da parte dell'uomo:

« Trovo che le parole di questo Padre del IV secolo siano di un'attualità sorprendente quando dice: 'Alcuni, tratti in inganno dall'ateismo che portavano dentro di sé, immaginarono un universo privo di guida e di ordine, come in balìa del caso'. Quanti sono questi "alcuni" oggi. Essi, tratti in inganno dall'ateismo, ritengono e cercano di dimostrare che è scientifico pensare che tutto sia privo di guida e di ordine, come in balìa del caso. Il Signore con la Sacra Scrittura risveglia la ragione che dorme e ci dice: all'inizio è la Parola creatrice. All'inizio la Parola creatrice - questa Parola che ha creato tutto, che ha creato questo progetto intelligente che è il cosmo - è anche amore. »
(Omelia di Benedetto XVI all'Udienza generale del 9 novembre 2005)

Così infatti scriveva circa 2000 anni fa l'autore del quarto Vangelo:

« In principio era il Logos, e il Logos che era in principio era presso Dio e Dio era il Logos [...] tutto ciò che è stato fatto è stato fatto per mezzo suo. »
(Vangelo di Giovanni)
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