Evgenij Chaldej

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Evgenij Anan'evič Chaldej, in russo: Евгений Ананьевич Халдей? (Juzovka, 23 marzo 1917, 10 marzo del calendario giuliano[1]Mosca, 6 ottobre 1997), è stato un fotografo ucraino. È stato un famoso fotoreporter di guerra e dal 1941 al 1946 il fotografo ufficiale dell'Armata Rossa.

È l'autore della foto che ritrae la bandiera dell'Unione Sovietica, issata dal soldato russo Abdulkhakim Ismailov sul pennone dell'edificio del Reichstag di Berlino, subito dopo la caduta della città nel maggio del 1945.

Molte delle sue immagini sono state pubblicate sui più importanti rotocalchi internazionali, fra cui Life.
Fu anche il fotografo che ritrasse in immagini ufficiali Josif Stalin, Michail Gorbačëv e Boris Yeltsin.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque pochi mesi prima che scoppiasse la rivoluzione bolscevica da una famiglia di religione ebraica dell'Ucraina e si appassionò fin dall'infanzia alla fotografia. A causa delle ristrettezze economiche in cui versava la sua famiglia, dovette interrompere gli studi senza poter completare il primo ciclo scolastico. Ancora adolescente lavorò come garzone d'officina e all'età di quindici anni costruì da solo la sua prima macchina fotografica recuperando parti di una lanterna magica usata da sua nonna per spettacoli di strada.

Nel 1933, poco più che adolescente, iniziò a lavorare in un piccolo laboratorio della sua città. Tre anni dopo, nel 1936, si trasferì a Mosca per iniziare la sua attività di fotoreporter all'agenzia di stampa TASS.

Da allora seguì con la sua inseparabile macchina fotografica Leica l'esercito sovietico diventando il fotografo dell'Armata Rossa, impegnata da Murmansk a Berlino. Documentò in oltre tre anni di attività e attraverso trentamila chilometri lungo tutta l'Europa la liberazione di Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Ungheria. Era al fianco dei soldati russi quando questi entrarono a Vienna.

Alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1946, seguì il processo di Norimberga e la successiva conferenza di pace di Parigi. Partecipò come inviato alle conferenze di Yalta (febbraio 1945) e di Potsdam (nel luglio-agosto dello stesso anno) e fotografò i grandi del mondo quando il secondo conflitto mondiale del Novecento volgeva al termine. Celebre è la sua immagine che raffigura Hermann Göring seduto sul banco degli imputati a Norimberga.

Nel 1949 lasciò (secondo alcuni biografi fu brutalmente licenziato, anche se le cause di tale licenziamento non sono mai state chiarite) l'agenzia di stampa Tass. Solo dopo la morte di Stalin poté rientrare nel giro della grande informazione, con l'assunzione nel giornale del PCUS, la Pravda. Per questo giornale - per il quale lavorò fino al 1972 - poté fotografare in giro per il mondo artisti di fama, noti musicisti e scrittori e capi di stato. Il suo abbandono dell'attività è stato spesso collegato a pressioni verso la sua persona da parte di fazioni antisemite.

Mentre nel paese di origine il nome di Chaldej è rimasto sempre molto popolare, nel resto del mondo questo famoso fotografo è stato quasi del tutto dimenticato. Soltanto dal 1991, quando l'allora Unione Sovietica è stata sciolta, le immagini da lui realizzate - e che nel frattempo avevano assunto un valore storico - sono state e sono tuttora proposte in numerose rassegne fotografiche tanto in città dell'Europa (solo per citarne solo alcune: Perpignan, Ginevra, Parigi, Budapest, Vienna e Berlino) quanto degli Stati Uniti (New York, San Francisco).

Immagini celebri[modifica | modifica sorgente]

Chaldej è considerato una delle memorie storiche del XX secolo, di cui ha documentato con le sue fotografie - cariche di una particolare tensione evocativa dell'epoca in cui furono scattate - alcuni dei periodi più ricchi di eventi, anche drammatici. Celeberrima è l'immagine che immortala i soldati dell'Armata Rossa che issano la bandiera sovietica sul tetto del Reichstag berlinese distrutto dai bombardamenti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nell'Impero russo il calendario gregoriano venne introdotto solo il 14 febbraio 1918.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Alexander Nakhimovsky, Alice Nakhimovsky, Yevgeny Khaldei (fotografi), "Witness to History: The Photographs of Yevgeny Khaidei", 1997, New York, ISBN 0-89381-738-4

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