Everso degli Anguillara
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Everso degli Anguillara (... – 4 settembre 1464) fu un condottiero italiano del XV secolo.
Nacque verso la fine del XIV secolo da Dolce I e da Battista di Nola, della casa Orsini
Biografia [modifica]
Nel primo ventennio del XV secolo era signore di ampi domini. Nel 1416 provocò lo sdegno degli abitanti di Sutri perché aveva compiuto scorrerie nei loro territori e aveva fatto dei prigionieri. Nel 1431, essendo commissario del patrocinio di San Pietro in Tuscio, si metteva al servizio di Eugenio IV in occasione della guerra contro i Colonna e stipulava un accordo col protonotario Francesco Condulmer. Combatté per la Chiesa e fu amico dei migliori condottieri suoi contemporanei. Nemico acerrimo dei Di Vico, ne smantellò il castello di Ronciglione; e nel 1432 attaccò Vetralla, insieme a Giovanni Mostarda. Per essersi sdegnato con il pontefice, non prese parte alla guerra contro il Fortebracci; ma quando fu rifatta la pace, arrivò ancora in tempo a respingere Braccio e nello stesso anno 1433 ne pose in fuga il Commissario Angelo Roncone che aveva messo a sacco il villaggio di Breda.
Un anno dopo sostenne la Chiesa contro il Duca di Milano e si rappacificò col Fortebracci. Pose sotto assedio Tolfa ma questa si arrese nel 1435 soltanto a Dolce, fratello di Everso.
Nelle scorrerie fatte per suo conto contro il prefetto di Vico, a Vetralla, Caprarola, Casamola e Carbognano portò via un ricco bottino. Il Vico chiese protezione ai Viterbesi e allo Sforza, senza alcun esito; mentre l'Everso aiutato dal Giovanni Vitelleschi, riusci ad abbattere il prefetto di Vico traendo da questa impresa vantaggiosissimi frutti.
Nel 1436 combatté Antonio da Pontedera, nemico del papa e lo costrinse a ritirarsi a Marittima. Morto costui continuò a molestare i Colonnesi, facendo scorrerie nella zona di Castelnuovo provocando seri danni. Il patriarca Vitelleschi ebbe sempre fiducia in Everso, che gli fu fedele e devoto.
Nel 1438, fatte alcune scorrerie nei castelli di Orvieto, si accinse all'impresa contro Corrado Trinci signore di Foligno; ma senza insistere per paura del Duca di Milano. A Castel Sant'Angelo, nel 1440, tentò di liberare il Vitelleschi prigioniero, ma fallì nella sua impresa. Passò al servizio del cardinale legato Ludovico Scarampi Mezzarota, per il quale combatté contro il Piccinino e contro Alfonso V d'Aragona. Dopo un anno di neutralità durante la lotta tra lo Sforza e la Chiesa, si decise nel 1442 a combattere per il papa.
Nel 1448 lo ritroviamo a combattere contro Alfonso d'Aragona, all'assedio di Piombino, in aiuto di Rinaldo Orsini, per cui venne bandito dal re.
Nel 1542 era al servizio degli aragonesi. Aiutò lungamente e tenacemente nelle Marche tutti i ribelli del papa, sdegnando anatemi e scomuniche di Niccolò V.
La successione di Tagliacozzo, con il nuovo papa Callisto III (1455), provocò un conflitto tra Everso e Napoleone Orsini e la conseguente alleanza tra Everso e i Colonna. Solo papa Pio II successore di Callisto riusci a pacificare i due condottieri nel 1458.
Avendogli il papa contestato Vico per darlo a Ludovico Borgia, Everso occupò Assisi e Nocera Umbra, prese a tradimento Viterbo, e progettò di impadronirsi di Roma, durante una visita del papa a Siena.
Nel 1461 meditò perfino di uccidere il pontefice. Infine dopo qualche ulteriore tentativo di resistenza, si ritirò nei suoi domini e mori il 4 settembre 1464.
Bibliografia [modifica]
- F. Bussi, Storia di Viterbo, 1742, Viterbo;
- F. Ciampi, Cronache e Statuti della Città di Viterbo, 1862, Firenze;
- Massimo, La torre degli Anguillara, 1846, Roma;
- G. Rangiaschi, Memorie storiche della città di Nepi e dei suoi dintorni, 1846, Todi
- V. Sora, I conti di Anguillara dalla loro origine al 1465, in: Archivio della Società Romana di Storia Patria XXX, 1906, Roma.
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