Evelyn Nesbit

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Evelyn Nesbit a 16 anni (1900)

Evelyn Nesbit, nata Florence Evelyn Nesbit (Tarentum, 25 dicembre 1884Santa Monica, 17 gennaio 1967), è stata una modella, ballerina e attrice statunitense.

Soprannominata The Girl in the Red Velvet Swing, è nota per essere rimasta coinvolta nell'omicidio dell'ex-amante, l'architetto Stanford White, ucciso dal suo primo marito, il milionario Harry Kendall Thaw. Dalla vicenda, uno dei casi più celebri nella New York del primo Novecento, sono stati tratti i film L'altalena di velluto rosso e Ragtime. Nel primo, il suo personaggio è interpretato da Joan Collins, nel secondo, da Elizabeth McGovern.

Evelyn Nesbit fu una delle modelle del pittore Charles Dana Gibson, una delle ispiratrici della Gibson Girl e la fonte d'ispirazione per il personaggio principale del romanzo Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

The Eternal Question di Charles Dana Gibson (1901)

Nata il giorno di Natale del 1884 in Pennsylvania, a Tarentum, un paesino nei pressi di Pittsburgh, Florence Evelyn Nesbit era di ascendenza scoto-irlandese. Già da piccola era sorprendentemente bella, ma anche di carattere timido e tranquillo. Aveva un fratellino più giovane di lei, Howard. La famiglia Nesbit intorno al 1893 si trasferì a Pittsburgh, quando Evelyn andava ancora a scuola. Suo padre, l'avvocato Winfield Scott Nesbit, morì quell'anno, lasciando molti debiti e la famiglia nell'indigenza. Per anni, i due ragazzi Nesbit e la loro madre vissero alle soglie della povertà ma, quando Evelyn diventò adolescente, la sua bellezza attrasse l'attenzione di numerosi artisti del posto che la vollero come modella.

Modella a New York[modifica | modifica sorgente]

Nel 1901, quando ebbe sedici anni, Evelyn si trasferì a New York insieme alla madre, andando a vivere con lei in una stanzetta al 249 W. 22nd Street. Ma, di fronte alle difficoltà cui andarono incontro nel trovare un lavoro. Evelyn riuscì a convincere la madre che la soluzione poteva essere quella di posare di nuovo, questa volta per gli artisti di New York. Tramite una lettera di presentazione, incontrò il pittore James Carroll Beckwith per cui cominciò subito a lavorare. Posò così anche per Frederick S. Church, Herbert Morgan, Gertrude Käsebier, Carl Blenner e per il fotografo Rudolf Eickemeyer, Jr.. Diventata una delle modelle preferite dagli artisti di New York, Evelyn fu anche ispiratrice di Charles Dana Gibson, uno dei più popolari artisti del paese che fece uno schizzo a inchiostro del profilo della ragazza, acconciandole i capelli rossi come fossero un punto interrogativo. Il lavoro, dal titolo The Eternal Question, rimane una delle opere più conosciute di Gibson e la modella entrò di diritto nel novero delle famose Gibson Girl.

Relazioni[modifica | modifica sorgente]

Stanford White[modifica | modifica sorgente]

Ballerina di fila a Broadway, nel 1901 Evelyn fu presentata a Stanford White, uno dei più conosciuti architetti di New York, dall'attrice Edna Goodrich, che era insieme a lei nel cast del musical Florodora. White era conosciuto nell'ambiente come un grande donnaiolo, chiamato familiarmente Stanny: Evelyn, all'epoca, aveva 16 anni, lui 47. White aveva un appartamento in un loft nella West 24th Street da cui si entrava passando accanto all'entrata di servizio di un negozio di giocattoli. Evelyn Nesbit ricorda nelle sue memorie la prima visita che fece al locale, decorato con tende di velluto rosso e quadri alle pareti: White e un altro uomo, Reginald Ronalds, le versarono una coppa di champagne, conducendola poi al piano superiore, dove pendeva un'altalena, anche questa di velluto rosso[2].

Farfalla stanca, foto di Rudolf Eickemeyer (1901)
Evelyn Nesbit fotografata nel 1901 da Sarony

Quella prima volta non successe niente di rimarchevole. L'altalena, però, venne messa in discussione più volte nel corso del processo per omicidio in cui venne poi coinvolta Evelyn: il luogo dove si trovava venne erroneamente identificato da più parti per l'ufficio che White aveva al vecchio Madison Square Garden[3]. Nesbit, invece, dichiara in modo netto che l'altalena e le attività a lei connesse si svolsero nell'edificio della West Twenty-fourth Street[2]. L'architetto amava vedere giovani donne nude o seminude dondolarsi sull'altalena. Secondo Evelyn, il piacere sessuale derivava tutto dal piacere "estetico" che l'uomo ne ricavava[2] .

La madre di Evelyn, dal canto suo, era stata conquistata da White con la promessa di far entrare all'Accademia Militare di Filadelfia Howard, il figlio maschio. Tanta era la fiducia che la donna riponeva nell'architetto che gli affidò senza remore Evelyn al momento di partire per un viaggio a Pittsburgh. Alcune sere dopo, Evelyn andò nell'appartamento di White: a cena erano solo loro due. Dopo il pasto e dopo parecchie coppe di champagne, la ragazza venne portata in un altro salone, con un grande divano verde di velluto e le pareti tappezzate di specchi. Quando tornò giù, si provò un kimono di raso giallo. Poi, perse conoscenza. Quando si risvegliò, sempre secondo i suoi ricordi, era praticamente nuda con accanto White sdraiato nel letto. "Entrata vergine, ne uscii che non lo ero più"[2].

Più tardi, Evelyn avrebbe raccontato questa storia a Harry Thaw per spiegargli le ragioni del suo rifiuto alla richiesta di matrimonio del milionario. Negli ultimi anni della sua vita, Evelyn Nesbit confessò come il carismatico Stanny fosse stato l'unico uomo che lei avesse mai amato.

John Barrymore[modifica | modifica sorgente]

White passò presto alla conquista di altre bellezze virginali. Evelyn, nel frattempo, conobbe John Barrymore. L'attore aveva cominciato a corteggiarla dopo averla vista in Florodora: le aveva inviato dei fiori ed era divenuto un suo assiduo ammiratore. Evelyn aveva trovato finalmente un innamorato della sua età e passava molte ore con lui nel suo appartamento. John, che apparteneva a una nota famiglia di gente di teatro, i Barrymore, non sarebbe stato però considerato un partito interessante dalla signora Nesbit, reputato troppo povero per quella sua bellissima figlia diciassettenne. La madre, infatti, quando scoprì la loro relazione, andò su tutte le furie come fece del resto anche White. L'architetto, però, che aveva ancora una grande influenza sulla ragazza, trovò un modo per separare la coppia: Evelyn che, per ragioni finanziarie, non aveva mai potuto avere un'educazione né studi adeguati a una condizione signorile, avrebbe potuto frequentare un collegio per signorine a Wayne, nel New Jersey, collegio gestito dalla madre di Cecil B. DeMille. La giovane, allora, rifiutò la proposta di matrimonio di Barrymore che le si era dichiarato alla presenza della signora Nesbit e di White.

Harry Kendall Thaw[modifica | modifica sorgente]

Stanford White e John Barrymore furono in seguito soppiantati da Harry Kendall Thaw (1871-1947), figlio di un magnate del carbone e delle ferrovie di Pittsburgh. Prima della sua relazione con Thaw, Evelyn ebbe una storia anche con James "Monty" Waterbury (1875–1920), noto giocatore di polo, e con il giovane editore Robert J. Collier. Thaw era estremamente possessivo nei riguardi di Evelyn come pure era ossessionato da White (a cui si riferiva chiamandolo the Beast, la bestia) e dai rapporti che aveva intrattenuto con la ragazza.

Nonostante ripetuti rifiuti alla sua richiesta di matrimonio, alla fine Evelyn che, all'epoca aveva vent'anni, accettò di sposarlo dopo un viaggio in Europa che avevano fatto insieme. Le nozze furono celebrate il 4 aprile 1905. Cocainomane e, molto probabilmente, sadico, Thaw inflisse alla moglie torture psicologiche e fisiche, arrivando a frustarla.

Evelyn ebbe un figlio, Russell William Thaw, nato a Berlino il 25 ottobre 1910. Il ragazzo diventò in seguito un valoroso pilota nella seconda guerra mondiale. Da bambino apparve al fianco della madre nelle vesti di attore in alcuni film.

Nesbit con il figlio (Foto di Arnold Genthe, 1913)

L'omicidio di Stanford White[modifica | modifica sorgente]

IIl 25 giugno 1906, Nesbit e Thaw videro White al ristorante Café Martin. Quella sera, sulla terrazza del Madison Square Garden dove si rappresentava la commedia musicale Mam'zelle Champagne, Thaw vide nuovamente a un tavolo vicino l'odiato architetto. Impugnata la pistola che si portava sempre dietro, gli sparò tre colpi in faccia, uccidendolo all'istante. Gli spettatori in sala, testimoni involontari dell'omicidio, riportarono che Thaw avesse esclamato: You'll never go out with that woman again ("Non potrai più uscire con quella donna")[4]. Nel suo libro The Murder of Stanford White, Gerald Langford scrive che Thaw potrebbe aver detto: Hai rovinato la mia vita oppure Hai rovinato mia moglie (le due versioni discordanti nascono dall'originale inglese, dove life (vita) può essere confuso con wife (moglie)[4].

Thaw subì due processi per l'omicidio di White. Nel primo, la giuria entrò in stallo e non riuscì ad accordarsi sulla sentenza. Nel secondo, la madre di Thaw convinse Evelyn a testimoniare in favore del figlio: in cambio del divorzio e di un milione di dollari, la giovane moglie avrebbe dovuto raccontare in tribunale di essere stata l'amante dell'architetto. Si giustificava così il comportamento di Thaw che avrebbe agito per vendicare il suo onore. In seguito alla testimonianza di Evelyn, Thaw evitò la condanna a morte e venne dichiarato infermo di mente: condannato al manicomio criminale, scontò una condanna che gli lasciava molte libertà (durante la detenzione, fu visto uscire numerose volte per recarsi in società). Ciò nonostante, cercò di fuggire un paio di volte in Canada. Nel 1913, venne anche estradato e riportato al Matteawan State Hospital for the Criminally Insane di Beacon dove era tenuto a restare.

Nel 1917, sottoposto a perizia medica, fu dichiarato sano di mente e rimesso in libertà. Evelyn ebbe il divorzio, ma non vide mai neanche un centesimo del milione di dollari che le era stato promesso. In compenso, le venne sempre contestata la paternità del figlio, che lei dichiarò essere di Thaw anche se era stato concepito durante la detenzione dell'uomo.

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Gli anni che seguirono il secondo processo, furono segnati da svariati tentativi di suicidio. La sua carriera teatrale era stata distrutta. Le venne offerta qualche occasione di lavorare nel cinema. Nel 1916, dopo il divorzio da Thaw, si sposò con il suo partner, il ballerino Jack Clifford (1880–1956), nato Virgil James Montani. Due anni dopo, lui la lasciò. Divorziarono nel 1931.

Nel 1926, Evelyn Nesbit rilasciò un'intervista al New York Times dove dichiarava che lei e Thaw si erano riconciliati. Ma niente venne a sostenere questa affermazione. Nesbit pubblicò due libri di memorie, The Story Of My Life (1914) e Prodigal Days (1934).

Superati i problemi di alcolismo, dipendenza da morfina e i tentativi di suicidio, visse i suoi ultimi anni in tranquillità a Northfield, nel New Jersey. Diventò insegnante di ceramica e fece da consulente per il film del 1955 L'altalena di velluto rosso, una biografia romanzata che ricostruiva per lo schermo la terribile vicenda che aveva segnato tutta la sua vita. Nel 1947, alla morte di Thaw, ricevette un lascito testamentario di diecimila dollari[5].

Morì a 82 anni, il 17 gennaio 1967 a Santa Monica, in California. Venne sepolta all'Holy Cross Cemetery di Culver City.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

La filmografia è completa[6]. Quando manca il nome del regista, questo non viene riportato nei titoli

Attrice[modifica | modifica sorgente]

The Woman Who Gave (1918)
A Fallen Idol (1919)

Film o documentari dove appare Evelyn Nesbit[modifica | modifica sorgente]

Film dove appare il personaggio di Evelyn Nesbit[modifica | modifica sorgente]

Spettacoli teatrali[modifica | modifica sorgente]

  • Florodora (Broadway, 10 novembre 1900 - 25 gennaio 1902)
  • The Wild Rose (prima: 5 maggio 1902)
  • Tommy Rot (prima: 21 ottobre 1902)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ repubblica.it
  2. ^ a b c d Prodigal Days; Evelyn Nesbit, Julian Messner Publishers, New York, 1934
  3. ^ Caroline H. Dworin, The Girl, the Swing and a Row House in Ruins in New York Times, 4 novembre 2007. URL consultato il 19 agosto 2008.
  4. ^ a b "Thaw Murders Stanford White New York Times; June 26, 1906; page 1.
  5. ^ Find a Grave
  6. ^ IMDb

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Deborah Paul, Tragic Beauty: The Lost 1914 Memoirs of Evelyn Nesbit
  • Paula Uruburu, American Eve: Evelyn Nesbit, Stanford White: The Birth of the ‘It’ Girl and the Crime of the Century

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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