Eurovision Song Contest

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Eurovision Song Contest
Logo del programma Eurovision Song Contest
Paese Flag of Europe.svg Europa
Anno 1956
Genere programma musicale
Edizioni 59
Puntate Una (1956-2003), due (2004-2007) o tre (2008-ad oggi) per ogni edizione
Produttore UER
Rete originale Prodotto dalla tv del Paese ospitante

L'Eurovision Song Contest è una manifestazione musicale nata nel 1956 organizzata dall'Unione Europea di Radiodiffusione.

Il concorso è stato trasmesso ogni anno dalla sua inaugurazione nel 1956 ed è uno dei programmi televisivi più longevi del mondo. È anche uno dei più seguiti eventi non sportivi in tutto il mondo[1]: i dati di ascolto degli ultimi anni a livello internazionale sono stati stimati come qualcosa tra 100 milioni e 600 milioni,cresendo enormemente di livello.[2][3] L'Eurovision è anche stato trasmesso al di fuori dell'Europa in luoghi come Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Egitto, India, Giappone, Giordania, Messico, Nuova Zelanda, Filippine, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Stati Uniti, Uruguay e Venezuela, nonostante il fatto che non partecipino alla gara.[4][5][6] Dal 2000, il concorso è stato anche trasmesso via Internet[7] con più di 74.000 persone in quasi 140 paesi che hanno guardato l'edizione del 2006 on line.[8]

In lingua italiana è stato comunemente usato il termine Eurofestival, mentre le due denominazioni ufficiali in italiano riconosciute dall'Eurovisione sono Gran Premio Eurovisione della Canzone, usata per l'edizione del 1965 tenutasi a Napoli e Concorso Eurovisione della Canzone, usata per l'edizione del 1991 tenutasi a Roma nello studio 15 di Cinecittà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Idea Iniziale[modifica | modifica wikitesto]

L'Europa soffriva ancora delle ferite della guerra e la televisione stava muovendo i primi passi ma già l'Unione Europea di Radiodiffusione (l'attuale UER) era alla ricerca di un programma televisivo che potesse coinvolgere diverse nazioni. Il comitato creato appositamente decise di puntare su di una gara canora che prendeva come modello il Festival di San Remo da trasmettere simultaneamente in tutti i paesi coinvolti. Dopo vari incontri in varie sedi nel 1955 si stabilì la data in cui avrebbe preso il via Gran Premio Eurovisione della Canzone detto anche nei paesi anglofoni Eurovision Song Contest.

Anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione si tenne il 24 maggio 1956 a Lugano in Svizzera. Vi parteciparono solamente sette paesi europei, i Paesi Bassi, la Svizzera, il Belgio, la Germania Ovest, la Francia, il Lussemburgo e l'Italia portando due cantanti (e di conseguenza due canzoni). A trionfare furono i padroni di casa con Refrain di Lys Assia. L'anno successivo, visto che non vigeva ancora la regola per cui è il paese vincitore a dover ospitare l'evento l'anno successivo, il concorso si tenne a Francoforte sul Meno il 3 maggio ed entrarono per la prima volta in gara il Regno Unito, la Danimarca e l'Austria. Corry Brokken portò la vittoria ai Paesi Bassi con Net als toen. Ad Hilversum (Paesi Bassi) nel 1958 entrò per la prima volta in gara la Svezia mentre a trionfare fu la Francia con Andrè Claveau. Celebre partecipazione per l'Italia che mandò a difendere i suoi colori Domenico Modugno con il successone dell'anno, Volare. Ancora Modugno a rappresentare l'Italia, questa volta a Cannes, nel 1959 con Piove. In quest'anno i Paesi Bassi bissano il successo del 57 con Teddy Scholten; da sottolineare l'ingresso in gara di Monaco per la prima volta.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Cominciano gli anni '60 e a Londra si impone per la seconda volta la Francia con Tom Pillibi di Jacqueline Boyer mentre entra per la prima volta in gara la Norvegia. La Francia sceglie ancora una volta Cannes come sede dell'evento e il 18 marzo 1961 Jean-Claude Pascal porta la vittoria a Lussemburgo: da sottolineare l'ingresso nella competizione di Spagna, Finlandia e Jugoslavia. A Lussemburgo nel '62 la Francia si riprende il titolo grazie a Isabelle Aubret. Arriva il 1963 e alla BBC Television Centre di Londra questa volta a trionfare è la Danimarca di Grethe & Jørgen Ingman. Copenaghen fortunata per l'Italia nel 1964 che, con la giovane Gigliola Cinquetti, strappa la sua prima vittoria al festival. Il titolo del brano vincitore era Non ho l'età (Per amarti) e per la prima volta entra in gara il Portogallo. Napoli capitale della musica europea nel 1965 vede il trionfo di France Gall per il Lussemburgo ed ospita la prima apparizione al festival dell'Irlanda. Villa Louvigny è stata la sede dell'ESC nel 1966, per la 3º volta in gara per l'Italia c'è Domenico Modugno che canta Dio come ti amo ma a vincere sarà l'Austria con Udo Jürgens. A Vienna l'anno successivo Sandie Shaw regala una grande emozione al Regno Unito portando la vittoria a casa propria ed ancora Londra nel '68 funge da capitale della musica europea e con Massiel arriva il primo successo spagnolo che spalanca a Madrid l'organizzazione dell'evento per l'anno successivo. Al Teatro Real di Madrid non c'è stata l'Austria che si è rifiutata di partecipare alla competizione in un paese governato da dittatura fascista. Alla fine delle votazioni per la prima ed unica volta si classificarono al primo posto con 18 punti ben quattro nazioni. Visto che non è contemplata nel regolamento questa eventualità si procedette a premiare i quattro paesi creando scompiglio visto che mancavano fisicamente i trofei e le medaglie per premiare tutti i cantanti e gli autori delle canzoni vincitrici.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Arrivano gli anni '70 e ad Amsterdam a vincere è Dana per l'Irlanda: ritiro a sorpresa per il Portogallo che doveva partecipare con Onde vais rio que eu canto cantata da Sérgio Borges. A Dublino l'anno successivo entrerà in gara per la prima volta Malta, mentre a vincere sarà Sèverine per Monaco. L'anno successivo ad Edimburgo si riafferma per la terza volta il Lussemburgo con Vicky Léandros. Dunque è ancora Lussemburgo ad ospitare l'evento il 7 aprile del 1973 trionfando ancora, questa volta con il capolavoro di Anne-Marie David, Tu te reconnaîtras. Nel 1974 l'evento fu ospitato dalla città di Brighton (Regno Unito) e vide il ritiro della Francia per l'improvvisa morte dell'allora presidente della Repubblica. A vincere fu per la prima volta la Svezia con gli ABBA che precedettero la vincitrice del '64, Gigliola Cinquetti, che presentava il brano : in quest'anno inoltre debutta la Grecia. A Stoccolma è invece la prima volta della Turchia e a vincere sono i pluri-vincitori dei Paesi Bassi con Ding-a-dong. Al Congresgebouw dell'Aia, nel '76, importante vittoria dei Brotherhood of Man per il Regno Unito. L'Italia viene rappresentata in quest'anno da Al Bano e Romina Power. Il 7 maggio '77 è ancora una volta Londra la capitale della musica europea e vede trionfare la Francia: la Tunisia si ritira dall'evento prima ancora della partenza senza aver scelto né la canzone, né il cantante. Nel 1978, per la prima volta, è Parigi ad ospitare l'evento e Izhar Cohen & The Alpha Beta portano la prima vittoria ad Israele che si ripete l'anno successivo a Gerusalemme con Gali Atari & Milk & Honey.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione degli anni '80 avrebbe dovuto essere ospitata da Israele che però si ritirò e non partecipò alla manifestazione perché la manifestazione cadeva il giorno della Giornata Nazionale del Ricordo dell'Olocausto. Allora si decise di organizzare ancora una volta la manifestazione nei Paesi Bassi, all'Aia. Debutta il Marocco e vince Johnny Logan per l'Irlanda. L'anno successivo l'evento si tiene a Dublino ed è la prima volta che l'Italia non partecipa alla competizione. Making Your Mind Up è la canzone vincitrice di questa edizione targata Regno Unito ed entra per la prima volta in gara Cipro. Nel 1982 ad Harrogate per il secondo anno consecutivo l'Italia è assente: vince l'edizione Ein bißchen Frieden, cantata da Nicole per la Germania. Nel 1983 l'Eurovision si tiene in Germania, a Monaco di Baviera, e l'Italia ritorna in gara. Corinne Hermès vince la manifestazione per il Lussemburgo. Proprio a Lussemburgo l'anno successivo gli Herreys bissano il successo per la Svezia che nel 1985 ospita l'evento a Göteborg che viene vinto dalla Norvegia con le Bobbysocks. L'anno successivo, a Bergen, si compie il debutto dell'Islanda e la vittoria tanto attesa del Belgio ad opera di Sandra Kim. Il 9 maggio 1987 a Bruxelles festeggiano gli irlandesi ancora grazie a Logan. Nel 1988 è ancora Dublino la capitale della musica europea, dove la canzone di Cipro, Thimame, cantata da Yiannis Demetriou viene squalificata prima della manifestazione. A vincere fu la Svizzera con Céline Dion e l'anno dopo, a Losanna, vince Riva con Rock Me per la Jugoslavia.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni '90 si aprono con una vittoria eccezionale di Toto Cutugno con Insieme: 1992 a Zagabria. Nel 1991 l'evento fu ospitato da Roma che vide trionfare Carola per la Svezia. L'Italia partecipò con una canzone in lingua napoletana, Comme è ddoce o mare, di Peppino di Capri. L'evento fu condotto dai due vincitori italiani della storia, Toto Cutugno e Gigliola Cinquetti. A Malmö l'anno successivo Linda Martin riporta la vittoria in Irlanda e nel 1993 alla Green Glens Arena di Millstreet il Lussemburgo parteciperà per l'ultima volta all'Eurovision. A causa del grande numero di partecipanti di questa edizione, il 3 aprile si svolse a Lubiana una preselezione, Kvalifikacija za Millstreet, presentata da Tajda Lecse per la tv slovena, dove sette nuovi paesi si contesero l'accesso alla manifestazione tenutasi poi in Irlanda: Bosnia-Erzegovina, Croazia e Slovenia arrivarono nei primi tre posti. Vinse il festival ancora una volta l'Irlanda con la canzone In Your Eyes. L'egemonia irlandese non finisce e, nel 1994, a Dublino trionfano ancora loro con Rock 'n' Roll Kids. In questa edizione entrano per la prima volta in gara Estonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia ed Ungheria. Nel 1995, a Dublino, la Norvegia vince grazie ai Secret Garden ma nel 1996 ad Oslo ritorna alla vittoria ancora una volta l'Irlanda. In questa edizione, essendo ritenuto il numero di richieste di partecipazione troppo elevato, l'UER decise di effettuare una preselezione delle canzoni candidate. Delle 30 canzoni presentate quella della Norvegia fu ammessa di diritto alla manifestazione in quanto paese ospitante, mentre delle restanti 29 ne furono selezionate 22 da giurie nazionali che espressero i loro voti sulla base di registrazioni audio delle canzoni. Nei siparietti che intercorrono tra una canzone e un'altra, al posto delle cartoline, vennero mandati dei messaggi di augurio da parte di un importante personalità per ogni nazione, per lo più del mondo della politica. Nel 1997 a Dublino ritorna l'Italia con i Jalisse e la loro Fiumi di parole. Vince la manifestazione il Regno Unito con Katrina and the Waves e la loro Love Shine a Light. A Birmingham nel '98 vittoria a sorpresa di Israele con Dana International e la sua Diva e per la prima volta entra in gara la Macedonia. Il 29 maggio 1999 a Gerusalemme la Svezia vince grazie a Charlotte Nilsson.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione di tutte le edizioni dell'Eurovision nel mondo

Il primo concorso degli anni 2000 si tiene alla Global Arena di Stoccolma che dà il benvenuto all'Eurovision alla Lettonia ed accoglie il trionfo danese ad opera degli Olsen Brothers con Fly on the Wings of Love. A Copenaghen l'Estonia di Tanel Padar, Dave Benton & 2XL con la loro Everybody si aggiudica la vittoria e nel 2002 dopo appena due anni dall'ingresso in gara della Lettonia arriva la vittoria firmata Marie N che canta I Wanna. Nel 2003 debutta l'Ucraina e Sertab Erener firma il primo successo turco e dopo appena un anno, nel 2004, l'Ucraina si guadagna la prima affermazione nell'evento con Ruslana. Esordio per Albania, Andorra, Bielorussia e Serbia e Montenegro: viene inoltre introdotta la semifinale. A Kiev l'anno successivo a vincere sarà la Grecia con Helena Paparizou e la sua My Number One: esordio nella competizione per Bulgaria e Moldavia. Nel 2006 vincono a sorpresa i Lordi per la Finlandia e la stampa di tutta Europa, che aveva pronosticato la vittoria della Russia di Dima Bilan, resta spiazzata: il 2006 è poi l'anno del debutto armeno. Ad Helsinki, nel 2007, arriva la vittoria annunciata di Marija Šerifović per la Serbia con Molitva; partecipano per la prima volta Georgia, Montenegro e Repubblica Ceca. Nel 2008 viene introdotta una seconda semifinale e le canzoni in gara sono 43 con i debutti di San Marino ed Azerbaigian; a Belgrado tutti i riflettori sono puntati su Dima Bilan, il favoritissimo, che non delude le aspettative della vigilia e vince senza problemi con Believe. L'anno successivo, a Mosca, lo scettro passa al norvegese Alexander Rybak che con la sua Fairytale scala le classifiche europee.

Dal 2010 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Ad Oslo nel 2010 invece a trionfare è Lena Meyer-Landrut per la Germania con Satellite che, oltre a vincere l'Eurovision, batte nelle classifiche europee anche il tormentone mondiale Waka Waka di Shakira. Il rappresentante israeliano, Harel Skaat, stabilisce il record per vittorie dei Marcel Bezençon Awards. L'evento, nel 2011, si è tenuto a Düsseldorf, in Germania, e ha visto la vittoria per la prima volta dell'Azerbaigian con il duo Ell & Nikki con il brano Running Scared. A conquistarsi il secondo posto è l'italiano Raphael Gualazzi che, con Madness of Love, riporta l'Italia all'interno di questo concorso, da cui era assente da ben 13 anni. A Baku, nel 2012, la vittoria è della rappresentante svedese Loreen con il brano Euphoria che sbanca le classifiche europee ottenendo 9 dischi di platino. Nel Regno Unito (dove raggiunge la terza posizione) è ad oggi il singolo eurovisivo di maggior successo dopo "Waterloo" degli ABBA. Vende 180.000 copie in patria, 500.000 in Germania e 2 milioni in tutto il mondo. L'anno seguente, il 2013, all'evento svoltosi a Malmö, la spunta la danese Emmelie de Forest con la canzone Only Teardrops. Nel 2014 vince il contest la drag queen Conchita Wurst, rappresentante dell'Austria.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni il regolamento della manifestazione ha subito diverse modifiche. Di seguito sono qui riportate alcune delle regole attualmente in vigore.

I paesi che partecipano all'Eurovision Song Contest possono selezionare cantanti senza vincoli di nazionalità, ad esempio nel 1988 la Svizzera vinse con la cantante canadese Céline Dion, ma ovviamente le tv possono privilegiare artisti autoctoni. Anche la modalità di selezione è libera, così alcuni paesi optano per una selezione interna mentre in altri viene organizzato un festival apposito, come ad esempio lo storico Melodifestivalen svedese o il Melodi Grand Prix norvegese.

I cantanti devono avere almeno 16 anni di età, e sul palco non sono consentite più di 6 persone (neanche per i gruppi). Per quanto riguarda la canzone presentata queste sono alcune delle regole in vigore, valide per tutti i paesi:

  • non deve durare più di 3 minuti;
  • può essere di qualunque genere e cantata in qualunque lingua, anche inventata (e anche qui le tv possono imporre le lingue ufficiali dei loro paesi);
  • non può essere cover o ispirata ad altro brano edito, pena la squalifica;
  • deve essere pubblicata non prima di un certo periodo prima del festival (solitamente non prima del 1º settembre dell'anno precedente a quello dello svolgimento della gara), e deve essere presentata insieme ad un video;
  • non deve avere una scenografia o una coreografia controversa (in particolare sono vietati gli animali);
  • non deve avere contenuti politici, pubblicitari, o offensivi.

Dall'edizione del 2015 non vi saranno più penali per gli Stati che si iscrivono e poi si ritirano oltre il termine ultimo per iscriversi, come invece accadeva in passato.[9]

Il festival si svolge rigorosamente in una settimana di maggio ed è introdotto come tutti i programmi in Eurovisione dal Te Deum di Charpentier. La finale deve essere obbligatoriamente trasmessa in diretta, mentre per le semifinali è sufficiente dal 2008 la trasmissione in diretta di quella di competenza del paese. Dal 1999 sono previsti, per le televisioni che volessero introdurli, degli spazi per inserire gli annunci pubblicitari e si può anche non trasmettere l'Interval Act.

Fino all'edizione del 2003 la manifestazione si articolava in un'unica serata finale. Per limitare il numero di partecipanti l'UER ha in alcuni casi effettuato una preselezione, ma più spesso usava le "retrocessioni" (cioè la non partecipazione per un anno alle ultime classificate). Dal 2004 al 2007 compreso è stata introdotta una semifinale che si è svolta due (nel 2004 tre) giorni prima della finale. Alla finale avevano direttamente accesso i cosiddetti Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) per il loro maggiore contributo finanziario, il paese ospitante, i nove migliori paesi della precedente edizione e i dieci vincitori della semifinale, per una finale a 24. In entrambe le serate votavano tutti i paesi.

Dal 2008, visto l'alto numero di paesi, il regolamento prevede due semifinali a cui partecipano tutti i paesi ad eccezione dei Big (che diventano Five nel 2011 con il ritorno dell'Italia) e del paese ospitante che accedono direttamente alla finale, che passa a 26 (o 25 se l'ospitante è una Big).

Nel corso degli anni anche il sistema di votazione ha subito alcune modifiche. Dal 1975 è entrato in vigore l'attuale sistema di assegnazione dei punteggi: ogni paese assegna un certo numero di punti alle 10 canzoni preferite: da 1 a 7 punti rispettivamente dalla decima alla quarta, 8 punti alla terza, 10 alla seconda e 12 alla prima, da cui la famosa frase "douze points". Ogni paese non può votare per la propria canzone.

Inizialmente la votazione era effettuata da giurie. Dal 1997 è stato sperimentato il televoto che è entrato ufficialmente in vigore l'anno successivo per tutte le nazioni. Esistono comunque giurie di riserva che assegnano i punti nel caso il televoto non dovesse funzionare. A seguito delle critiche sul sistema di votazione, nell'edizione 2009 sono state reintrodotte le giurie solo nella serata finale, il cui punteggio ha pesato per il 50% sul punteggio finale, mentre il 50% dei punti è stato assegnato in base al risultato del televoto; anche in questo caso se il secondo sistema non funziona un paese può usare solo il primo.

Al termine delle semifinali vengono annunciati senza un ordine particolare i paesi che in base ai punteggi ottenuti hanno avuto accesso alla finale. I punteggi e la classifica delle semifinali vengono resi noti solo dopo la serata finale. In queste due serate dal 2010 si usano come per la finale televoto e giurie, sempre con peso del 50%, e votano solo i paesi coinvolti in quella rispettiva, più due o tre qualificati di diritto sorteggiati. Ad esempio la Svezia e la Germania nel 2009 hanno potuto votare solo di martedì e non di giovedì.

Lo show televisivo della finale dura poco più di 3 ore (le semifinali 2), segue un rigido protocollo, e si usa come lingua l'inglese, con alcuni inserti di francese (lingue ufficiali dell'UER) e della lingua del paese ospitante. Tranne che nel 2010 e 2011 (dove si è votato fin dalla prima canzone), è possibile televotare in uno spazio di 15' poco dopo l'ultima canzone, annunciato dalla frase "Europe, start voting now!". Nella finale tutti i paesi partecipanti hanno diritto di voto, compresi quelli che sono stati eliminati nelle semifinali. L'ordine di presentazione dei voti dal 2006 al 2010 è stato deciso per sorteggio: dopo l'esibizione di tutti i cantanti e scaduto il tempo per la votazione i presentatori della manifestazione si collegano ad uno ad uno con tutti i paesi partecipanti, che dichiarano il risultato delle votazioni nel proprio paese. Inizialmente il collegamento era telefonico, attualmente è in video. Anche la dichiarazione dei voti ha subito delle modifiche dovute all'alto numero di paesi partecipanti. Inizialmente ogni paese dichiarava tutti i punteggi partendo dal basso e ogni punteggio doveva essere ripetuto per regolamento dal presentatore in inglese e francese, ma dal 2004 viene ripetuto il punteggio solo nella lingua non usata da chi si collegava (es. la Francia usa il francese e i voti sono ripetuti solo in inglese); dal 2006, per sveltire la procedura, i primi sette voti vengono mostrati in video e solo i tre punteggi massimi (8, 10 e 12) vengono dichiarati. Dal 2011, l'ordine in cui vengono chiamate le nazioni è basato su un particolare algoritmo sviluppato dalla tv norvegese NRK che tiene conto dei voti delle giurie, cercando di mantenere il più possibile in bilico il risultato finale.

Il paese che ottiene più punti vince l'Eurovision Song Contest e acquisisce l'invito a organizzare l'edizione successiva. In alcune edizioni il paese vincitore ha rinunciato all'organizzazione.

Il regolamento inizialmente non prevedeva il caso di parità. A causa del pareggio a quattro nell'edizione del 1969 e le critiche successive (alcuni paesi non parteciparono per protesta all'edizione successiva) il regolamento fu modificato e fu deciso che in caso di parità il paese con il maggior numero di 12 punti ricevuti sarebbe stato il vincitore. In caso di ulteriore parità si sarebbe deciso in base al numero di 10 punti ricevuti, eventualmente 8, 7 e così via fino a dichiarare il paese vincitore. Questa regola fu applicata nel 1991 in Italia assegnando la vittoria alla Svezia, che si trovava a pari punteggio con la Francia. Il regolamento fu successivamente modificato e la vittoria viene assegnata al paese che ha ricevuto punti dal maggior numero di paesi. Solo in caso di parità si procede al conteggio dei 12 punti, eventualmente dei 10 punti e così via. Con l'attuale regolamento la vittoria del 1991 sarebbe stata assegnata alla Francia.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Anno Città e paese ospitante Paese vincitore Artista Canzone Lingua
1956 Svizzera Lugano, Svizzera Bandiera della Svizzera Svizzera Lys Assia Refrain francese
1957 Germania Ovest Francoforte sul Meno, Germania Ovest Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi Corry Brokken Net als toen olandese
1958 Paesi Bassi Hilversum, Paesi Bassi Bandiera della Francia Francia André Claveau Dors, mon amour francese
1959 Francia Cannes, Francia Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi Teddy Scholten Een beetje olandese
1960 Regno Unito Londra, Regno Unito Bandiera della Francia Francia Jacqueline Boyer Tom Pillibi francese
1961 Francia Cannes, Francia Bandiera del Lussemburgo Lussemburgo Jean-Claude Pascal Nous les amoureux francese
1962 Lussemburgo Lussemburgo, Lussemburgo Bandiera della Francia Francia Isabelle Aubret Un premier amour francese
1963 Regno Unito Londra, Regno Unito Bandiera della Danimarca Danimarca Grethe e Jørgen Ingmann Dansevise danese
1964 Danimarca Copenaghen, Danimarca Bandiera dell'Italia Italia Gigliola Cinquetti Non ho l'età (Per amarti) italiano
1965 Italia Napoli, Italia Bandiera del Lussemburgo Lussemburgo France Gall Poupée de cire, poupée de son francese
1966 Lussemburgo Lussemburgo, Lussemburgo Bandiera dell'Austria Austria Udo Jürgens Merci Chérie tedesco
1967 Austria Vienna, Austria Bandiera del Regno Unito Regno Unito Sandie Shaw Puppet on a String inglese
1968 Regno Unito Londra, Regno Unito Flag of Spain (1945 - 1977).svg Spagna Massiel La, la, la spagnolo
1969 Flag of Spain (1945 - 1977).svg Madrid, Spagna Bandiera della Francia Francia Frida Boccara Un jour, un enfant francese
Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi Lenny Kuhr De troubadour olandese
Bandiera del Regno Unito Regno Unito Lulu Boom Bang-a-Bang inglese
Flag of Spain (1945 - 1977).svg Spagna Salomé Vivo cantando spagnolo
1970 Paesi Bassi Amsterdam, Paesi Bassi Bandiera dell'Irlanda Irlanda Dana All Kinds of Everything inglese
1971 Irlanda Dublino, Irlanda Bandiera di Monaco Principato di Monaco Séverine Un banc, un arbre, une rue francese
1972 Regno Unito Edimburgo, Regno Unito Bandiera del Lussemburgo Lussemburgo Vicky Léandros Après toi francese
1973 Lussemburgo Lussemburgo, Lussemburgo Bandiera del Lussemburgo Lussemburgo Anne-Marie David Tu te reconnaîtras francese
1974 Regno Unito Brighton, Regno Unito Bandiera della Svezia Svezia ABBA Waterloo inglese
1975 Svezia Stoccolma, Svezia Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi Teach-In Ding-A-Dong inglese
1976 Paesi Bassi L'Aia, Paesi Bassi Bandiera del Regno Unito Regno Unito Brotherhood of Man Save Your Kisses for Me inglese
1977 Regno Unito Londra, Regno Unito Bandiera della Francia Francia Marie Myriam L'oiseau et l'enfant francese
1978 Francia Parigi, Francia Bandiera d'Israele Israele Izhar Cohen & The Alpha Beta A-Ba-Ni-Bi ebraico
1979 Israele Gerusalemme, Israele Bandiera d'Israele Israele Milk & Honey e Gali Atari Hallelujah ebraico
1980 Paesi Bassi L'Aia, Paesi Bassi Bandiera dell'Irlanda Irlanda Johnny Logan What's Another Year? inglese
1981 Irlanda Dublino, Irlanda Bandiera del Regno Unito Regno Unito Bucks Fizz Making Your Mind Up inglese
1982 Regno Unito Harrogate, Regno Unito Germania Ovest Germania Ovest Nicole Ein bißchen Frieden tedesco
1983 Germania Ovest Monaco di Baviera, Germania Ovest Bandiera del Lussemburgo Lussemburgo Corinne Hermès Si la vie est cadeau francese
1984 Lussemburgo Lussemburgo, Lussemburgo Bandiera della Svezia Svezia Herreys Diggi-Loo Diggi-Ley svedese
1985 Svezia Göteborg, Svezia Bandiera della Norvegia Norvegia Bobbysocks La det swinge norvegese
1986 Norvegia Bergen, Norvegia Bandiera del Belgio Belgio Sandra Kim J'aime la vie francese
1987 Belgio Bruxelles, Belgio Bandiera dell'Irlanda Irlanda Johnny Logan Hold Me Now inglese
1988 Irlanda Dublino, Irlanda Bandiera della Svizzera Svizzera Céline Dion Ne partez pas sans moi francese
1989 Svizzera Losanna, Svizzera Bandiera della Jugoslavia Jugoslavia Riva Rock Me serbo-croato
1990 Jugoslavia Zagabria, Jugoslavia Bandiera dell'Italia Italia Toto Cutugno Insieme: 1992 italiano
1991 Italia Roma, Italia Bandiera della Svezia Svezia Carola Fångad av en stormvind svedese
1992 Svezia Malmö, Svezia Bandiera dell'Irlanda Irlanda Linda Martin Why Me? inglese
1993 Irlanda Millstreet, Irlanda Bandiera dell'Irlanda Irlanda Niamh Kavanagh In Your Eyes inglese
1994 Irlanda Dublino, Irlanda Bandiera dell'Irlanda Irlanda Paul Harrington e Charlie McGettigan Rock 'n' Roll Kids inglese
1995 Irlanda Dublino, Irlanda Bandiera della Norvegia Norvegia Secret Garden Nocturne norvegese
1996 Norvegia Oslo, Norvegia Bandiera dell'Irlanda Irlanda Eimear Quinn The Voice inglese
1997 Irlanda Dublino, Irlanda Bandiera del Regno Unito Regno Unito Katrina and the Waves Love Shine a Light inglese
1998 Regno Unito Birmingham, Regno Unito Bandiera d'Israele Israele Dana International Diva ebraico
1999 Israele Gerusalemme, Israele Bandiera della Svezia Svezia Charlotte Nilsson Take Me to Your Heaven inglese
2000 Svezia Stoccolma, Svezia Bandiera della Danimarca Danimarca Olsen Brothers Fly on the Wings of Love inglese
2001 Danimarca Copenaghen, Danimarca Bandiera dell'Estonia Estonia Tanel Padar, Dave Benton & 2XL Everybody inglese
2002 Estonia Tallinn, Estonia Bandiera della Lettonia Lettonia Marie N I Wanna inglese
2003 Lettonia Riga, Lettonia Bandiera della Turchia Turchia Sertab Erener Every Way that I Can inglese
2004 Turchia Istanbul, Turchia Bandiera dell'Ucraina Ucraina Ruslana Wild Dances inglese, ucraino
2005 Ucraina Kiev, Ucraina Bandiera della Grecia Grecia Helena Paparizou My Number One inglese
2006 Grecia Atene, Grecia Bandiera della Finlandia Finlandia Lordi Hard Rock Hallelujah inglese
2007 Finlandia Helsinki, Finlandia Flag of Serbia (2004-2010).svg Serbia Marija Šerifović Molitva serbo
2008 Flag of Serbia (2004-2010).svg Belgrado, Serbia Bandiera della Russia Russia Dima Bilan Believe inglese
2009 Russia Mosca, Russia Bandiera della Norvegia Norvegia Alexander Rybak Fairytale inglese
2010 Norvegia Oslo, Norvegia Bandiera della Germania Germania Lena Satellite inglese
2011 Germania Düsseldorf, Germania Bandiera dell'Azerbaigian Azerbaigian Ell & Nikki Running Scared inglese
2012 Azerbaigian Baku, Azerbaigian Bandiera della Svezia Svezia Loreen Euphoria inglese
2013 Svezia Malmö, Svezia Bandiera della Danimarca Danimarca Emmelie de Forest Only Teardrops inglese
2014 Danimarca Copenaghen, Danimarca Bandiera dell'Austria Austria Conchita Wurst Rise Like a Phoenix inglese
2015 Austria Vienna, Austria

Albo d'oro per nazione[modifica | modifica wikitesto]

Numero vittorie Paesi
7 Irlanda Irlanda
5 Francia Francia
Lussemburgo Lussemburgo
Regno Unito Regno Unito
Svezia Svezia
4 Paesi Bassi Paesi Bassi
3 Israele Israele
Norvegia Norvegia
Danimarca Danimarca
2 Italia Italia
Spagna Spagna
Svizzera Svizzera
Germania Germania
Austria Austria
Numero vittorie Paesi
1 Monaco Monaco
Belgio Belgio
Jugoslavia Jugoslavia
Estonia Estonia
Lettonia Lettonia
Turchia Turchia
Ucraina Ucraina
Grecia Grecia
Finlandia Finlandia
Serbia Serbia
Russia Russia
Azerbaigian Azerbaigian

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

L'Eurovision Song Contest è soggetto a diverse critiche riguardanti sia il contenuto musicale, sia il meccanismo di individuazione del vincitore.

Sul primo punto, in passato si riteneva che il festival desse spazio solo al genere pop o schlager, adesso invece si ritiene che molte canzoni abbiano poco a che spartire con l'evento, perché ritenute scadenti.

Il meccanismo di votazione si basa al 50% sul televoto (ma alcuni paesi usano la giuria, ritenuta più equa) e tende a favorire paesi con cui si intrattengono buone relazioni politiche, soprattutto quelli confinanti, piuttosto che valutare la qualità artistica delle canzoni, dei cantanti, della performance o degli autori. Con la recente apertura ai paesi dell'est Europa, frammentata in molte realtà una volta ben coese, questo ha portato a una intensificazione del fenomeno. Ciò accadde soprattutto nei paesi dell'ex Urss, nell'ex Jugoslavia (che partecipò per anni come unico paese), nei paesi nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Finlandia), e tra le coppie Grecia-Cipro, Romania-Moldavia, Azerbaigian-Turchia che da anni si scambiano quando possibile i 10-12 punti. I difensori della formula sostengono che paesi vicini condividono cultura e quindi gusti musicali e che dunque appare naturale che siano portati a favorire nel voto i paesi vicini. Frequente è però anche il voto "diaspora", cioè degli emigranti che vivono lontano dal loro paese e lo votano in massa, i casi più evidenti sono quelli di Germania e Francia che hanno quasi sempre assegnato non meno di 10 punti alla Turchia. Per limitare questi fenomeni, dal 2009 televoto e giurie contano alla pari.

Altre critiche vengono mosse circa la partecipazione al televoto di Paesi che non appartengono fisicamente all'Europa (Israele, parte asiatica della Turchia, paesi caucasici). Altra regola controversa è l'esistenza dei cosiddetti Big Five (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e dal 2011 Italia) che hanno in ogni caso diritto alla finale, vantaggio non sempre ben visto, anche se tali Paesi danno contributi finanziari maggiori all'UER per le sue attività.

Un tentativo di falsare il televoto dell'edizione del 2013 ha portato l'UER a varare regole più restrittive, che possono portare anche all'allontanamento per tre anni del o delle reti partecipanti che dovessero avere anche solo tratto vantaggio dal tentativo di falsare le votazioni, sia che accada prima, durante o dopo la gara.[10]

Gare simili nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • L'8 novembre 2011 l'ABU ha annunciato la produzione di un festival musicale simile all'Eurovision Song Contest, ovvero gli ABU Song Festivals 2012.[11]
  • Nel 2013 è partita una gara parallela all'Eurovision Song Contest, ovvero il Turkvision Song Contest, ristretto alla sola partecipazione delle nazioni turcofone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Live Webcast, European Broadcasting Union. URL consultato il 25 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2006).
  2. ^ (EN) Staff, Finland wins Eurovision contest, Al Jazeera English, 21 maggio 2006. URL consultato l'8 maggio 2007.
  3. ^ (EN) Matthew Murray, Eurovision Song Contest - International Music Program, Museum of Broadcast Communications. URL consultato il 29 marzo 2014.
  4. ^ Eurovision Trivia (PDF), BBC Online, 2002. URL consultato il 18 luglio 2006.
  5. ^ (EN) Eurovision Song Contest 1972, European Broadcasting Union. URL consultato il 21 luglio 2009.
  6. ^ (EN) Eurovision Song Contest 2004 Final, European Broadcasting Union. URL consultato il 22 luglio 2009.
  7. ^ (EN) Philip Laven, Webcasting and the Eurovision Song Contest, European Broadcasting Union, luglio 2002. URL consultato il 21 agosto 2006.
  8. ^ (EN) Eurovision song contest 2006 - live streaming, Octoshape, 8 giugno 2006. URL consultato il 21 agosto 2006 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2007).
  9. ^ ESC 2015 – Niente più penali in caso di ritiro, Eurofestival Italia
  10. ^ (EN) Eurovision Song Contest organisers tighten measures to ensure voting integrity, eurovision.tv
  11. ^ (EN) Asiavision? ABU To Create Song Contest, eurovoix.com

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