Eupatorium cannabinum

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Canapa acquatica
Eupatorium cannabinum ENBLA01.JPG
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Eupatorieae
Sottotribù Eupatoriinae
Genere Eupatorium
Specie E. cannabinum
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Eupatorieae
Sottotribù Eupatoriinae
Nomenclatura binomiale
Eupatorium cannabinum
L., 1753
Nomi comuni

Eupatorio
Canapone d'acqua

La Canapa acquatica (nome scientifico Eupatorium cannabinum L.) è una pianta erbacea perenne, abbastanza robusta e tomentosa, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Eupatorium) deriva dal greco: “nascita da padre nobile”. Qui si fa riferimento a Mitriade Eupatore, che fu re del Ponto nel I secolo a.C. e al quale si attribuisce il primo utilizzo medicinale.
Il nome specifico è ricavato dalla somiglianza di questa pianta con la comune canapa (Cannabis sativa).
Il nome in inglese della pianta è: Hemp agrimony.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta

La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap); sono piante perennanti per mezzo di gemme poste al suolo e con asse fiorale allungato.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: il fusto ipogeo è un rizoma sotterraneo da cui sorgono diversi fusti aerei.
  • Parte epigea: il fusto epigeo è eretto, striato, legnoso alla base ed è alto 1,5 – 2 metri (altezza minima 50 cm), mentre in larghezza può occupare uno spazio fino a 1,2 metri; il portamento del fusto è semplice e ramificato solo nella parte alta; è di colore rossiccio e pubescenza (rivestito da peli increspati) di preferenza nella parte alta.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono a disposizione opposta; sono brevemente picciolate ed hanno la forma palmato – lobata (sono divise in 3 - 5 profonde lacinie lanceolate), quelle inferiori a volte sono semplici; sia l'apice della foglia che la sua base sono acuti; il margine è seghettato - dentato. Dimensioni delle foglie: le inferiori 3 x 9 cm; le superiori 15–22 mm di larghezza per 42–60 mm di lunghezza.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza

L'infiorescenza è formata da diversi capolini riuniti in densi corimbi (la parte terminale della pianta è molto ramificata) di circa 10 cm di diametro. Ogni capolino porta pochi fiori (meno di una decina, normalmente 4 -6) dalla forma tubolare inseriti su un ricettacolo nudo circondato da circa 10 brattee involucrali (squame) verdi di forma ovale o oblunga con il margine lievemente arrossato; queste brattee sono disposte su due verticilli, e quelle esterne sono più brevi. Caratteristica di questa infiorescenza è l'avere tutti i fiori quasi perfettamente delle stesse dimensioni.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono profumati tenuamente e sono ermafroditi. L'involucro (l'insieme di calice e corolla) è lungo al massimo 7 mm ed è di forma cilindrica dal diametro di 2 mm. Sono assenti i fiori ligulati, il capolino si compone solamente di fiori tubulosi lunghi circa 10 mm.

  • Corolla: la corolla è di colore roseo – porporino ma anche lillacino torbido; ha la forma tubolare e alla fauce è divisa in cinque lobi (denti).
  • Androceo: le antere sono arrotondate alla base.
  • Gineceo: lo stilo è bianco e progressivamente assottigliato con lo stimma bilabiato.
  • Fioritura: da luglio a settembre.
  • Impollinazione: tramite api e farfalle; il nettare viene secreto alla base del tubo corollino.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è un achenio di forma ovale – oblunga lungo mediamente 3 – 4 mm; longitudinalmente lo percorre cinque coste e la superficie è rugosa; nella parte apicale è inserito il pappo con diverse setole cenerine - biancastre molto lunghe (fino a 5 mm) ed evidenti che il vento può portare (assieme al frutto) anche molto lontano.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le famiglia delle Asteraceae o Compositae è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in oltre 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie. Al genere Eupatorium sono assegnate numerose specie (da 400 a 600 secondo i vari autori) quasi tutte localizzate alla sola flora spontanea Americana (soprattutto centrale e meridionale-tropicale), mentre in Europa se ne trovano spontanee solo 4 -5, anzi nella zona occidentale dell'Europa (e quindi in Italia) una sola è la specie presente: Eupatorium cannabinum. Il genere Eupatorium è quindi tipicamente connesso con climi molto caldi.
Le prime documentazioni moderne di questo genere le abbiamo per opera del botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656-1708) che è stato anche il primo a nominarlo. Nome ripreso e confermato nel 1735 da Carl von Linné.
La classificazione di questa specie è così organizzata:

Famiglia: Asteraceae, definita dal botanico e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (1797-1878) nel 1822.
Sottofamiglia: Eupatorioideae (Cass.) Lindl. in Loud. in una pubblicazione del 1829; (ma secondo altre classificazioni la sottofamiglia è quella delle Tubuliflorae; oppure quella delle Asteroideae).
Tribù: Eupatorieae definita dal botanico e naturalista francese Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781-1832) nel 1819.
Sottotribù: Eupatoriinae ancora assegnata da Dumortier nel 1829.
Genere: Eupatorium Carl von Linné (1753)
Specie : E. cannabinum Carl von Linné (1753)

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

La variabilità di questa pianta può presentarsi soprattutto nelle foglie: individui con foglie indivise oppure individui con foglie solamente a 5 segmenti; anche se tali differenze possono non essere molto significative e sembrano dovute più che altro a variazioni locali e circoscritte. Comunque sono state individuate alcune sottospecie:

  • Eupatorium cannabinum subsp. corsicum (Req.) P.Fourn (1939) : le foglie sono indivise e più gracili della specie principale; il pappo si presenta lungo al massimo come il frutto. Questa sottospecie è stata individuata nelle isole e nell'Italia meridionale.
  • Eupatorium cannabinum var. syriacum (Jacq.) Boiss. (sinonimo = E. syriacum Jacq.) : il portamento della pianta è più cespuglioso; i fusti sono molto ramosi nella parte alta e presentano una densa pubescenza lanosa; le foglie sono largamente lanceolate e più grandi mentre i fiori sono più piccoli di qualche millimetro. Questa variante è stata individuata (con qualche incertezza) nel Meridione e in Sicilia.

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie Eupatorium cannabinum può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Eupatorium cannabifolium Salisb. (1796)
  • Eupatorium caucasicum Steven (1856)
  • Eupatorium corsicum Req. ex Loisel. (1827) = E. cannabinum subsp. corsicum
  • Eupatorium hyrcanicum Steven (1856)
  • Eupatorium lemassonii Biau (1910)
  • Eupatorium nodiflorum Wallich (1831)
  • Eupatorium soleirolii Loisel. (1827) = E. cannabinum subsp. corsicum
  • Eupatorium syriacum Jacq. (1781)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

  • Eupatorium adenophorum Sprengel: si differenzia per avere una densa pubescenza ghiandolare sul fusto e sui piccioli; le foglie inoltre si presentano con le lamine a forma triangolare o rombica e sono indivise. Questa pianta, originaria del Messico, si è naturalizzata in Corsica (ovviamente precedentemente è stata importata per scopi ornamentali).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sostanze presenti: nelle foglie e nelle radici è presente un glucoside chiamato "eupatorina"; in parte la pianta contiene anche alcaloidi pirrolizidinici che hanno proprietà epatotossiche e cancerogene per cui si sconsiglia l'uso di qualsiasi parte di questa pianta. Gli effetti indesiderati comprendono tremori muscolari, debolezza, e costipazione; in quantità elevate può essere anche mortale.
  • Proprietà curative: la medicina popolare indica le seguenti proprietà curative: diaforetiche, febbrifughe, lassative, toniche, diuretiche, depurative e colagoghe.
  • Parti usate: secondo la tradizione vengono raccolte le radici e le foglie (in preferenza quelle della parte alta della pianta che si dice siano molto lassative).

La conoscenza di questa pianta è nota fin dall'antichità sia per le sue proprietà vulnerarie che aperitive, ma anche per la presenza di sostanze vermifughe e purganti contenute nei rizomi. Generalmente veniva usata esternamente come antisettico, ma a volte era usata anche internamente in caso di artriti e reumatismi.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Non si ha notizia che questa pianta venga usata come cibo; è comunque una buona pianta mellifera.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Dalla pianta si possono ricavare dei prodotti repellenti.

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

La crescita di questa pianta è abbastanza rapida e facile per cui ha un certo impiego nel giardinaggio per creare siepi e riempire zone intermedie. Viene usata soprattutto nei giardini acquatici con ampie zone in quanto tende a colonizzare velocemente il terreno circostante per mezzo di rizomi molto ramificati. L'impianto ideale è nei pressi di laghetti o corsi d'acqua non molto profondi con terreno molto umido o anche sommerso d'acqua per qualche centimetro.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 176.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 14, ISBN 88-506-2449-2.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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