Eulemur rubriventer

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Lemure dal ventre rosso
Eulemur rubriventer 001.jpg
Eulemur rubriventer
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Strepsirrhini
Infraordine Lemuriformes
Superfamiglia Lemuroidea
Famiglia Lemuridae
Genere Eulemur
Specie E. rubriventer
Nomenclatura binomiale
Eulemur rubriventer
I. Geoffroy, 1850

Il lemure dal ventre rosso (Eulemur rubriventer I. Geoffroy, 1850) è una specie di lemure endemica del Madagascar[2].

Indice

[modifica] Distribuzione e habitat

Questi lemuri vivono nella striscia di foresta che dal massiccio dello Tsaratanana va a sud fino al fiume Manampatrana, nella zona orientale dell'isola.

Condividono l'habitat con numerose specie congeneri: nella zona più settentrionale coabitano col lemure dalla testa bianca (Eulemur albifrons), nella zona centrale col lemure bruno (E. fulvus), a sud col lemure dalla fronte rossa (E. rufus) ed in parte col lemure dalla testa nera (E. cinereiceps).

Preferiscono le zone di vegetazione sempreverde tropicale, dove vivono nella zona oltre i 20 m d'altezza.

[modifica] Descrizione

[modifica] Dimensioni

Questi animali misurano circa un metro di lunghezza totale, di cui più di metà sono rappresentati dalla coda, lunga almeno il 20% in più rispetto al corpo. Il peso varia fra 1,6 e 2,5 kg.

[modifica] Aspetto

Due esemplari allo zoo di Breslavia.

La specie presenta spiccato dimorfismo sessuale, sottoforma di dicromatismo: il maschio ha il pelo del dorso lanoso e di colore bruno-nocciola intenso, che sul ventre diventa più chiaro e tendente al rossiccio (da qui il nome comune della specie), mentre nella femmina il pelo ventrale è bianco-crema.

Ambedue i sessi hanno la coda ed il volto di colore nero e presentano dei disegni facciali bianchi che nella femmina sono meno estesi rispetto a quelli del maschio, in particolar modo le "lacrime" bianche sotto gli occhi. I maschi delle zone settentrionali dell'areale occupato da questi animali hanno solitamente il ventre di un colore più tendente al rosso rispetto ai maschi della zona meridionale.

[modifica] Comportamento

Fino a tempi recenti, erano considerati una sottospecie di Eulemur fulvus, col quale condividono parte dell'areale: recenti analisi del DNA hanno appurato che (così come altre ex-sottospecie di lemure bruno) si tratta di una specie a sè stante. Tendono a formare gruppi di una decina d'individui che si costituiscono a partire da coppie monogame e si muovono in territori di 10-14 ettari. Presenta periodi di attività e di riposo alternati durante le 24 ore.

[modifica] Alimentazione

Generalmente ritenuto al pari dei ocngeneri un frugivoro, integra però la dieta con consistenti quantità di foglie, nettare e fiori: si è ben adattato a mangiare anche cibi introdotti dall'uomo sull'isola, come la guava ed il tamarindo.

[modifica] Riproduzione

Si registra un picco delle nascite fra ottobre e novembre: ogni femmina partorisce un unico piccolo, che si aggrappa alla madre ed al padre alternativamente per il primo mese di vita. Passato questo periodo, solitamente la madre rifiuta di continuare a trasportare il cucciolo, mentre il padre continua a portarlo in giro per altri due mesi.

[modifica] Speranza di vita

Questi lemuri vivono in cattività oltre i 25 anni: è quindi probabile che in natura non oltrepassino i 20 anni di vita.

[modifica] Conservazione

La IUCN Red List classifica Eulemur rubriventer come specie vulnerabile.

Questa specie è protetta all'interno di diverse riserve naturali tra cui il Parco nazionale di Andringitra, il Parco nazionale di Andasibe-Mantadia, il Parco nazionale di Marojejy, il Parco nazionale di Ranomafana e il Parco nazionale di Zahamena.[1]

[modifica] Note

  1. ^ a b Andrainarivo C. et al 2008. Eulemur rubriventer. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
  2. ^ D.E. Wilson; D.M. Reeder, Eulemur rubriventer. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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