Eulalia di Mérida

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Santa Eulalia di Mérida (Mérida290 – Mérida304) è stata una santa spagnola.

Santa Eulalia di Mérida
Martirio di Sant'Eulalia di John William Waterhouse, 1885
Martirio di Sant'Eulalia di John William Waterhouse, 1885
Nascita 290
Morte 304
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione
Canonizzazione
Santuario principale Mérida e Oviedo
Ricorrenza 10 dicembre
Attributi croce
Patrono di Mérida (Spagna); Oviedo (Spagna); vittime di torture; vedove
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È stata martirizzata sotto Diocleziano. È venerata dalla chiesa cattolica il 10 dicembre ed è patrona di Mérida e Oviedo.

[modifica] Biografia

Sulla santa spagnola, nata a Mérida, la nostra fonte principale è il Peristephanon lib. III di Prudenzio. Le testimonianze successive si trovano in Isidoro, Fortunato, Gregorio di Tours, Aldelmo e nella Passio Eulaliae, la quale probabilmente contiene qualche traccia degli atti del processo che pare fossero già perduti al tempo di Prudenzio. Tutte quante dipendono dal racconto di Prudenzio che, dopo aver favorito la fioritura di leggende intorno alla piccola Eulalia, ha ispirato anche la poesia moderna di Federico Garcia Lorca.

Eulalia viene nascosta in campagna dai genitori che vogliono evitare che ella si autoconsegni in tribunale per proclamarsi cristiana. A nulla vale la premura dei suoi, giacché la piccola si fa guidare dalla luce di Cristo attraverso le tenebre della notte per sentieri inaccessibili, e riesce a raggiungere il tribunale senza essere scoperta. Davanti al giudice esplode in una animata dissertazione contro il paganesimo e i persecutori dei Cristiani.

Il suo rifiuto di compiere il gesto rituale di culto agli dei e il suo disprezzo contro il giudice e gli dei pagani ne decidono la condanna a morte. Alle torture Eulalia resiste con forza sorprendente: nei segni dei colpi ricevuti ella vede le testimonianze delle vittorie di Cristo! E quando viene data alle fiamme delle torce, ella si slancia senza esitazione ad inghiottire il fuoco per affrettare il suo trapasso alla vita eterna. Dalla bocca della martire, in forma di colomba bianca, vola via la sua anima pura. Il miracolo mette in fuga i carnefici attoniti. Il corpo straziato di Eulalia, abbandonato in mezzo a una strada, viene ricoperto da un manto di neve come da un lenzuolo di lino. È il Padre stesso, attraverso la Natura, ad onorare la giovane martire con le estreme esequie.

Non abbiamo indicazioni cronologiche certe sul suo martirio. Prudenzio nomina Maximianus e la Passio Eulaliae colloca il suo martirio sotto la dominazione di Domiziano, ma la notizia non va accettata senza riserve. Bisogna infatti tenere in considerazione il fatto che quando non si conosceva la cronologia di un martirio la tendenza era quella di collocarlo agli inizi del 300 sotto Diocleziano di cui stretto collaboratore e complice spietato fu Massimiano, perché tale imperatore si macchiò di quella che è passata alla storia come la "grande persecuzione".

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