Eugenio Bossilkov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Beato Eugenio Bossilkov
Nascita 16 novembre 1900
Morte 11 novembre 1952
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 15 marzo 1998
Ricorrenza 11 novembre

Eugenio Bossilkov (Belene, 16 novembre 1900Sofia, 11 novembre 1952) è stato un vescovo cattolico bulgaro, della Congregazione della Passione di Gesù Cristo. È venerato come beato e martire dalla Chiesa cattolica.

Fu vescovo di Nicopoli, in Bulgaria. Morì martire sotto il regime comunista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Belene il 16 novembre 1900, lo stesso giorno viene battezzato con il nome di Vincenzo. Nel 1911 entra nel seminario dei Missionari Passionisti ad Oresh; dopo due anni passa in quello di Russe. Nel 1914 viene inviato per studiare in Belgio e Olanda. Il 28 aprile 1919 entra nel noviziato passionista di Ere, in Belgio, dove professa nella congregazione dei passionisti il 29 aprile 1920. Viene ordinato sacerdote il 25 luglio 1926 nella Cattedrale di Russe, da mons. Damiano Theelen. Dopo ulteriori studi a Roma torna in Bulgaria, dove sarà segretario di mons. Theelen, parroco di Bardarski Gheran, amministratore apostolico della Diocesi di Nicopoli, e quindi vescovo della medesima.

Fu consacrato vescovo il 7 ottobre 1947 nella Cattedrale di Russe da mons. Ivan Romanov, mons. Ivan Garufalov e mons. Kiril Kurtev.

Il 17 settembre 1948 venne ricevuto in udienza da papa Pio XII che gli predisse: "In Bulgaria l'aspetta la corona del martirio". Nonostante le pressioni perché restasse in Italia, Eugenio tornò in patria, dove la persecuzione contro la Chiesa cattolica era ormai sistematica sotto il regime stalinista.

Il 18 febbraio 1949 scriveva al Superiore provinciale passionista in Olanda: "Ho il coraggio di vivere, spero di averlo anche per subire il peggio, restando fedele a Cristo, al Papa e alla Chiesa".

La causa del martirio fu la sua fedeltà alla Chiesa cattolica e al Papa, a servizio della fede cattolica che professava, durante il periodo di accanita persecuzione sotto il regime comunista che aveva preso il potere in Bulgaria dopo l'invasione e l'occupazione del 9 settembre 1944 da parte dell'esercito sovietico.

Tornato in Bulgaria fu arrestato il 16 luglio 1952, con l'accusa di aver costituito e diretto un'attività criminosa e sovversiva di spionaggio a servizio del Vaticano e dei paesi imperialisti. Il processo iniziò il 29 settembre presso il Palazzo di giustizia di Sofia; vi era imputato insieme ad altri 26 sacerdoti, a una suora e a due laici.

Il verdetto di condanna a morte per lui e tre sacerdoti assunzionisti fu emesso il 3 ottobre. Venne fucilato in carcere nella notte tra l'11 e il 12 novembre. L'ordine, a quanto sembra, venne direttamente da Mosca. Fu sepolto in una fossa comune in un luogo ancora sconosciuto.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 15 marzo 1998. La sua memoria liturgica si celebra l'11 novembre.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 34631586 LCCN: no99013987