Eugeni d'Ors

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Eugeni d'Ors i Rovira (Barcellona, 1881Vilanova i la Geltrú, 25 settembre 1954) è stato uno scrittore spagnolo, di origine catalana, che scrisse sia in castigliano sia in catalano. Nella letteratura spagnola, è conosciuto come Eugenio d'Ors.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rilievo di Eugeni d'Ors, dettaglio del monumento a lui dedicato a Madrid (1963).

Studiò legge a Barcellona, filosofia a Parigi ed in Germania pur laureandosi a Madrid.

Collaborò dal 1906 a La Veu de Catalunya e fu un esponente del noucentisme catalano. Fu il segretario dell'Institut d'Estudis Catalans nel 1911 e direttore della Instrución Pública de la Mancomunidad de Cataluña nel 1917, ma gli fu tolto il ruolo dopo la morte di Prat de la Riba. Nel 1923 si trasferì a Madrid dove, nel 1927, divenne membro della Real Academia Española. Nel 1938, durante la guerra civile spagnola fu ministero delle Belle Arti a Burgos.

Nei suoi scritti ha evidenziato una grande attrazione per il classicismo e per il razionalismo mediterraneo. Nei suoi saggi filosofici, partendo da questi elementi, cercò di elaborare un suo modello di pensiero del mondo, della vita e dell'uomo. Oltre ai scritti storici, si specializzò sui saggi di critica d'arte, costituiti da monografie di artisti e movimenti.[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

In catalano[modifica | modifica wikitesto]

  • La fi d’Isidre Nonell, 1902
  • Gloses de quaresma, 1911
  • La ben plantada, 1911
  • Gualba la de mil veus, 1911
  • Oceanografia del tedi, 1918
  • La vall de Josafat, 1918
  • Gloses de la vaga, 1919

In castigliano[modifica | modifica wikitesto]

  • Estudios de arte, 1932
  • Introducción a la vida angélica. Cartas a una soledad, 1939
  • Novísimo glosario, 1946
  • El secreto de la filosofía, 1947
  • La verdadera historia de Lidia de Cadaqués, 1954

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio
— 1952

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag.251-252

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