Eugene Allen

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Eugene Allen (14 luglio 1919Takoma Park, 31 marzo 2010) è stato un maggiordomo statunitense di origini afroamericane.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nipote di schiavi della Virginia, Eugene Allen venne assunto alla Casa Bianca nel 1952 come lavapiatti, e in seguito venne assegnato alla direzione della dispensa. I suoi manierismi altamente cordiali e riservati sul piano personale, accompagnati da una buona dose di precisione e sollecitudine come domestico, gli permisero di conseguire una rapida e soddisfacente scalata professionale fino alla nomina a maggiordomo personale del Presidente.

Nel corso di questo ruolo raggiunse l'apice della carriera: interagendo quotidianamente con i Presidenti che serviva non tardò a guadagnarsene la stima e l'amicizia personale, al punto che questi spesso e volentieri si confidavano con lui su delicate questioni sia intime che legate all'amministrazione del governo. La considerazione che si guadagnò era talmente alta che quando John Kennedy cadde assassinato nel 1963 a Dallas, ricevette un invito come ospite d'onore al suo funerale da parte della famiglia presidenziale, ma sia pur ringraziando con cortesia, preferì declinare l'offerta sostenendo di dover farsi trovare pronto a ricevere i Kennedy al loro ritorno alla Casa Bianca dalle esequie solenni, e per badare ai preparativi delle visite programmate. Accettò comunque la cravatta preferita di Kennedy offertagli dalla vedova Jacqueline.

Nella sua lunghissima carriera ebbe l'occasione di servire non solo i capi di stato di tutto il mondo ospitati alla Casa Bianca nelle visite ufficiali, ma anche personaggi dello spettacolo come Duke Ellington, Elvis Presley, Sammy Davis Jr. Fu visitato tra gli altri da Martin Luther King, che durante una cena alla Casa Bianca aveva richiesto espressamente di fare un giro nelle cucine per incontrare i camerieri, i cuochi e le persone di servizio.

Ormai comunemente accettato come autorevole e incisivo membro del personale della Casa Bianca, in occasione di una cena di stato fu invitato dalla first lady Nancy Reagan, moglie di Ronald, come ospite d'onore insieme alla propria consorte accanto alla coppia presidenziale. Ebbe l'opportunità di volare sull'Air Force One con Richard Nixon e di trascorrere un periodo alla residenza estiva di Camp David con Jimmy Carter.

Si ritirò in pensione nel 1986, dopo aver servito otto presidenti, e da allora trascorse un'esistenza molto discreta e tranquilla, rigorosamente lontana dalla stampa o da qualsivoglia forma di pubblicità, rifiutando ogni volta di pubblicare libri, di rilasciare interviste o di partecipare a importanti trasmissioni televisive.

Negli ultimi tempi ebbe a dichiarare che il giorno più bello della sua vita fu quello dell'insediamento di Barack Obama, simbolo eloquente del pacifico e non violento progresso afroamericano, dal quale fu inserito tra gli ospiti di onore ai conseguenti festeggiamenti: dopo trentaquattro anni trascorsi come maggiordomo, poté finalmente entrare con onore alla Casa Bianca scortato dai Marines.

Il 31 marzo 2010, ormai novantenne e vedovo dal 2008, morì per un'insufficienza renale al Washington Adventist Hospital di Takoma Park, lasciando il figlio Charles.

Influenza sui media[modifica | modifica wikitesto]

All'indomani della sua morte, la casa di produzione cinematografica Columbia Pictures Industries acquisì i diritti in vista della produzione di un film biografico a lui dedicato, The Butler, girato nel 2012 e distribuito nel 2013.

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