Ettore Romagnoli

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Ettore Romagnoli

Ettore Romagnoli (Roma, 11 giugno 1871Roma, 10 maggio 1938) è stato un grecista e letterato italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureatosi nel 1893, durante la sua lunga carriera insegnò come docente universitario dapprima a Catania, poi anche a Roma e Milano. Divenne celebre come saggista e critico letterario, traducendo con grande perizia critica varie opere greche (fra le altre, le tragedie di Euripide, Eschilo e Sofocle, le commedie di Aristofane, l'Iliade e l'Odissea di Omero). Scrisse anche opere di critica letteraria, raccolte di poesie e novelle, e saggi d’argomento teatrale, e compose anche le musiche per alcuni suoi allestimenti di lavori teatrali greci per le stagioni del Teatro Greco di Siracusa. Molte delle odierne rappresentazioni classiche si rifanno al lavoro di traduzione, revisione e organizzazione della rappresentazione teatrale (musiche, costumi, scena...). Fu Accademico d'Italia dal 1929. Morì a Roma nel 1938.

Amante della Sicilia, culla della civiltà greca in Italia, si recava spesso a Terranova di Sicilia (oggi Gela), città natale della moglie che coi suoi paesaggi costieri e le vestigia di età classica pare lo ispirasse nelle sue fatiche poetiche e letterarie.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927 Elio Vittorini incaricato da La Fiera Letteraria di scrivere un articolo riguardo alle rappresentazioni classiche di Siracusa di cui Romagnoli aveva tradotto i testi, chiese al caporedattore Enrico Falqui se "poteva parlar male di Romagnoli" dato che sul grecista correva una cattiva fama: «Temo della iettatura di Romagnoli (non lo sai che a Siracusa appena si vede Romagnoli si tocca ferro o coglioni che si voglia?)».[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Daniela Frisone, Se la critica è feroce ma costruttiva in La Sicilia, 15 aprile 2012.

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