Etologia

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Il termine etologia (dal greco ethos e logos che significano rispettivamente «carattere» o «costume» e «discorso») indica la moderna disciplina scientifica che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale. Il termine traduce nella maggior parte delle lingue europee l'originaria espressione tedesca vergleichende Verhaltensforschung («ricerca comparata sul comportamento»), coniata da Konrad Lorenz, uno dei fondatori della disciplina.

Konrad Lorenz, uno dei padri della moderna etologia, Premio Nobel 1973 per la medicina.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Ivan Petrovič Pavlov

Già con Aristotele (384 a.C.) si assiste all'inizio dell'interesse di natura scientifica nei confronti dei comportamenti animali; il filosofo greco infatti amava osservarli nel loro ambiente naturale e descriverne le abitudini.[1] Se guardiamo a tempi più recenti, troviamo inoltre numerosissimi bestiari medievali, e diari dei naturalisti del Settecento e dell'Ottocento che durante i loro viaggi amavano annotare ciò che osservavano in natura. Il primo a riconoscere l'importanza di uno studio non in laboratorio ma nel loro ambiente naturale degli animali fu Konrad Lorenz che, insieme al suo allievo, l'olandese Nikolaas Tinbergen, ha segnato il passaggio da un'etologia di laboratorio ad una di campagna. Il sistema di approccio "oggettivista" inaugurato dai cosiddetti etologi "di campagna", di formazione naturalistica, ha rappresentato una svolta per una scienza che fino a quel momento si era esercitata in laboratorio con gli etologi di formazione comportamentista.

Oggi con il termine "Etologia" si intende una precisa tradizione di ricerca che possiamo collocare nei primi anni del Secolo passato con gli studi sul movimento (tropismo) di Jacques Loeb, con quelli sul condizionamento di Ivan Petrovič Pavlov e con quelli sulla capacità d'apprendimento di John Watson. La nascita della moderna etologia scientifica è avvenuta però con Konrad Lorenz (1903-1989) premio Nobel per la Fisiologia nel 1973 insieme a Karl von Frisch e Nikolaas Tinbergen. Lo studio dell'etologia venne d'altronde utilizzato a partire dal 1900 come valido metodo di addestramento, che sostituì in molti casi i tradizionali metodi basati sulla meccanica inflizione di punizioni corporali agli animali che non adottassero i comportamenti desiderati.

"Il mondo del cane è più ricco di quanto noi immaginiamo, portando a spasso al guinzaglio il nostro Fido", di questo è fermamente convinto Eberhardt Trumler, ("A tu per tu col cane") che ha imparato a godere della "genuina natura" del cane, partecipando "agli avvenimenti felici" della sua vita, senza pretendere solo ed esclusivamente il contrario. Infatti se qualcuno non se n'è ancora accorto, Fido, mentre l'uomo era impegnato a conquistare il mondo, ha sviluppato la capacità di comunicare con il grande branco degli uomini per entrarvi a pieno titolo. Konrad Lorenz l'ha definita "evoluzione creativa" e solo di fronte ad essa l'uomo, oppresso da una nuova e più profonda solitudine, ha recuperato il senno e ha deciso di ritornare sui propri passi e ricominciare tutto daccapo: così è nata l'etologia.

Studiare il comportamento degli animali ed in particolare dei cani per Lorenz significa riuscire a comunicare con loro, vivere pienamente con loro, allargare la sfera di emozioni e percezioni ordinarie grazie a loro e soprattutto riscattarli dal ruolo immeritato di servitori muti dell'uomo.

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

L’etologia prende in esame i modi attraverso cui l’animale interagisce con l’ambiente esterno e aiuta a comprendere la componente istintiva e la capacità innata di rispondere alle situazioni. Dall’interazione di questi due fattori nasce il motore dell’apprendimento che, utilizzato in una prima fase di crescita, segna per tutta la vita il carattere dell’animale.

L'etologia presenta gli animali nella loro natura e spiega come devono essere studiati sulla base di quello che fanno. In questa luce il "comportamento" diventa il principale oggetto di osservazione, l'indicatore determinante di un'evoluzione, alla cui base c'è la magica combinazione tra individuo e ambiente, tra istinto e stimoli esterni, tra predisposizione innata e apprendimento. L'etologia studia appunto i modi attraverso cui l'animale interagisce con l'ambiente esterno, sviluppando risposte ogni volta diverse, per sfidare la selezione naturale. A questa evoluzione contribuiscono, con reciprocità straordinaria di scambi, la componente istintiva e la capacità, pure innata, di rispondere in modo più flessibile alle situazioni, che è il motore dell'apprendimento.

Scimpanzé nel Centro Zoologico di Tel Aviv-Ramat Gan.

In realtà poi risulterà chiaro che le due impostazioni, l'una basata sullo studio degli animali nell'habitat naturale, l'altra sulla loro osservazione in laboratorio, vanno integrate per avere risposte esaurienti sul comportamento animale. Infatti mentre lo studio in natura fa emergere tutti i comportamenti innati, già scritti nel patrimonio ereditario della specie come risposte fisse a stimoli ambientali fissi, lo studio in laboratorio, ponendo l'animale in situazioni nuove, ne mette in luce le capacità di elaborare risposte diverse a stimoli diversi e quindi le sue possibilità di adattamento e apprendimento. Lo stesso Lorenz distingue comunque tra gli etologi stessi gli "etologi contadini", tra cui si colloca egli stesso, e gli "etologi cacciatori" (come Irenäus Eibl-Eibesfeldt): i primi studiano il comportamento anche attraverso la propria interazione personale con gli animali ed il loro allevamento, i secondi concentrandosi sulla riduzione al minimo delle interferenze del ricercatore con il comportamento dell'animale selvatico osservato nel suo habitat originale.

Il comportamento animale nasce quindi dal continuo intrecciarsi di queste due componenti, l'una legata alla genetica, l'altra all'ambiente e l'etologia osserva, descrive e interpreta i risultati.

In Italia vi è da citare il lavoro di etologi molto noti anche fuori dall'ambiente scientifico, come Giorgio Celli, Enrico Alleva e Danilo Mainardi, noto anche per le sue frequenti apparizioni nei mass-media, tra cui le trasmissioni RAI di Piero Angela. Da ricordare inoltre Alessandro Ghigi, Leo Pardi, Giorgio Punzo ed Ettore Tibaldi.

I tipici campi di interesse dell'etologia animale ed umana sono infine stati ripresi da discipline più recenti come la sociobiologia e la psicologia evoluzionista.

Campi di interesse della moderna etologia[modifica | modifica wikitesto]

L'etologia oggi si interessa di vari aspetti legati al comportamento animale, e tra questi, in particolare:

  • Apprendimento
  • Corteggiamento
  • Cure parentali
  • Organizzazione sociale
  • Rapporto col territorio
  • Sesso

Apprendimento[modifica | modifica wikitesto]

L'apprendimento è la modifica del comportamento in modo permanente indotta da fattori esterni, quindi non innati o ereditari.[2]

Una premessa necessaria è quindi la definizione del comportamento innato o istintivo, che, ad esempio, riguarda gli invertebrati come insetti o aracnidi, per i quali è l'unica forma di comportamento. In particolare questi animali hanno risposte codificate nel loro patrimonio genetico alle situazioni che possono incontrare nel corso della loro vita. Detto in altre parole, le azioni dello scorpione durante le fasi dell'attacco alla sua vittima sono già scritte nel suo DNA.

Piccolo di alce segue la donna che lo cura

Una forma di apprendimento ancora parzialmente ereditario è quello indagato da Konrad Lorenz nelle sue ricerche sul campo sugli uccelli (famosissimo il suo lungo esperimento con l'ochetta Martina), cioè l'Imprinting (etologia). Le forme di apprendimento vero e proprio tuttavia sono più articolate, e presentano una maggior variabilità. Ecco allora che si hanno:

  • Apprendimento per prova ed errore.
  • Apprendimento per imitazione.
  • Apprendimento per assuefazione.
  • Apprendimento per associazione.
  • Apprendimento per intuito.

L'apprendimento per prova ed errore consiste in una serie di prove che l'animale compie per raggiungere un certo scopo, ad esempio procurarsi il cibo. Gli individui più inesperti migliorano la loro strategia dopo ogni tentativo, evitando di compiere gli errori che non hanno portato risultati.

L'apprendimento per imitazione è tipico dei giovani che imparano osservando i genitori o altri adulti, ripetendo esattamente quanto hanno visto sino a diventare esperti a loro volta.

L'apprendimento per assuefazione avviene quando, ad esempio, alcuni uccelli non si spaventano più alla vista dello spaventapasseri. Il vedere a lungo tale sagoma senza mai percepire nulla di pericoloso ne annulla l'effetto.

L'apprendimento per associazione, a lungo studiato dal russo Pavlov, si ha quando due avvenimenti, non necessariamente collegati da un rapporto di causa-effetto, sono comunque uniti. Ad esempio un cane inizia a scodinzolare quando vede che il padrone prende il guinzaglio, segno che si sta per uscire. In particolari casi si arriva anche al condizionamento quando un segnale viene associato ad una certa reazione dell'animale.

L'apprendimento per intuito è la forma più alta di apprendimento, tipica degli animali superiori (e anche dell'uomo). In questo caso concorrono facoltà complesse, come osservare la situazione attuale, ricordare esperienze vissute, e verificare se le soluzioni già viste sono applicabili o se invece servono altre strategie.

Una delle modalità di apprendimento più importanti degli animali superiori è il gioco. in questo modo i cuccioli si preparano ad affrontare le situazioni tipiche della vita da adulti.

Corteggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Il corteggiamento è una fase preparatoria all'accoppiamento, che permette agli individui di avvicinarsi e riconoscersi senza far scattare reazioni di difesa o aggressive, molto pericolose tra animali predatori.[2] Ad esempio il corteggiamento è importante tra gli scorpioni o tra i ragni, dove la femmina deve essere convinta dal maschio che si avvicina senza intenzioni predatorie, altrimenti la reazione porterebbe, spesso, alla morte dello stesso maschio. Il corteggiamento si differenzia da specie a specie, e comprende un insieme di segnali che possono essere:

  • Movimenti particolari che in alcuni casi diventano esercizi di abilità o vere e proprie danze.
Osservazione di una balena al largo della penisola di Valdés, Patagonia, Argentina.
  • Richiami sonori che possono arrivare a grandi distanze o essere dei canti. Si pensi al lentissimo Canto delle balene o al canto di molti passeriformi liberi o in cattività.
  • Colori vivaci assunti dalla pelle o dal piumaggio (livrea nuziale), in particolari momenti della vita o della stagione, come il piumaggio del pavone e dell'uccello del paradiso o il ventre rosso di un pesciolino tropicale molto diffuso negli acquari, il Betta splendens.
  • Sostanze chimiche disperse nell'aria, ed avvertibili a chilometri di distanza, i feromoni. Alcune femmine di farfalla emettono feromoni avvertibili a distanze enormi dai maschi della specie.

Talvolta la fase del corteggiamento è preceduta da lotte tra maschi che si contendono le poche femmine a disposizione o che vogliono avere più femmine nel loro harem, come le lotte tra cervi. Queste lotte non si concludono quasi mai con la morte dello sconfitto, ma solo col suo allontanamento.

Cure parentali[modifica | modifica wikitesto]

Leonessa con prole.

Le cure parentali sono l'insieme dei comportamenti che i genitori mettono in atto per difendere la loro prole sino al momento della loro autonomia. Le specie che curano maggiormente la loro prole possono permettersi di avere un numero minore di figli, mentre le altre, per assicurare la sopravvivenza della specie, devono avere molti più figli o deporre moltissime uova. Molti invertebrati, che depongono uova che si schiuderanno alla fine del loro ciclo vitale, non vedranno mai i loro discendenti, quindi il loro istinto li porta a cercare prima di tutto un luogo adatto e protetto per la schiusa e anche una fonte di cibo per le larve che usciranno dalle uova. Un genere di vespa, ad esempio, depone le sue uova all'interno di larve di coleotteri (o di altri insetti, anche adulti, oppure di ragni) dopo averli paralizzati col suo aculeo. Alla schiusa dell'uovo la larva di vespa si nutrirà del corpo ancora vivo ma immobilizzato del suo ospite. Gli anfibi non curano i loro figli, quindi depongono molte uova, dalle quali escono piccoli già autosufficienti, i girini. In questo caso si parla di prole precoce. I rettili solitamente non curano la prole, ma cercano solo luoghi sicuri per le uova. Gli uccelli ed i mammiferi invece solitamente hanno un numero minore di figli o depongono meno uova perché curano a lungo i loro pulcini o i loro cuccioli, perché incapaci di badare a sé stessi. In questo caso si parla di prole inetta. Tra i mammiferi, quelli che hanno la prole meno autosufficiente alla nascita sono i predatori, carnivori, mentre invece i piccoli erbivori, pur avendo bisogno di cure, poche ore dopo il parto, sono già in grado di correre accanto agli adulti.

Organizzazione sociale[modifica | modifica wikitesto]

Questo è un aspetto che interessa moltissimo gli etologi, anche per le considerazioni possibili nel confronto con la società umana. Prima di tutto occorre precisare che non tutti gli animali sono sociali, e diversi anzi conducono vita isolata, con l'unica eccezione del periodo dell'accoppiamento. La vita sociale tuttavia è una tappa evolutiva vantaggiosa per l'individuo, che accetta, per suo vantaggio, anche alcune limitazioni. Alcune forme organizzative sono temporanee, e non prevedono particolari ruoli all'interno del gruppo. I pipistrelli che dormono vicini, solo per condividere il calore, o le sardine che vivono in branchi di migliaia di individui per motivi di difesa sono un esempio di questa organizzazione elementare.

Un passo avanti a livello organizzativo è quello che avviene tra pecore, alci e topi. Questi animali solitamente formano gruppi famigliari, sempre più numerosi, con i piccoli che non si allontanano dai genitori.

Una vera società, organizzata con individui specializzati o con mansioni diverse, si ha con le api, le termiti, gli elefanti o i babbuini. In questi casi esiste anche una gerarchia all'interno del gruppo. Se tale gerarchia è rigida, cioè ogni individuo copre sempre lo stesso ruolo, si parla di società chiusa. Se invece il singolo individuo può modificare la sua posizione sociale, ad esempio dopo una lotta, si tratta di una società aperta. Tipiche società chiuse sono quelle di api e termiti. Ogni membro ricopre lo stesso ruolo per tutta la vita: regina o coppia reale, operaia e soldato. Società aperte invece sono quelle di elefanti o babbuini. La società degli elefanti è di tipo matriarcale, cioè il capobranco è la femmina più anziana, o matriarca. Nella scala gerarchica poi seguono le femmine adulte, in ordine di età, poi i giovani, maschi e femmine, ed infine i cuccioli. I maschi adulti vivono isolati. I babbuini invece hanno un maschio dominante, seguito dai maschi adulti e da alcune femmine, poi ci sono i maschi giovani e le altre femmine ed infine i piccoli.

Gerarchia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'etologia lo studio delle gerarchie è molto importante. In essa gli individui vengono classificati come "alfa" se dominanti, "beta" se subordinati; raramente viene usato "omega" per indicare l'ultimo individuo di un branco in ordine gerarchico, quello subordinato a tutti gli altri. Molti indizi psicomotori e cinesici indicano lo status gerarchico di un individuo; in alcune specie di scoiattoli, l'individuo beta di fronte all'individuo alfa è facilmente identificabile dalla permanenza della coda rizzata. Nelle società, la gerarchia è identificabile dalla disposizione nel branco; ad esempio nei pinguini raggruppati per difendersi dal freddo, più al centro del gruppo sta un individuo e più alfa esso è, mentre quelli posti ai bordi esterni possono essere identificati come omega; stessa cosa per i banchi di pesci sotto attacco di predatori: al centro staranno gli individui alfa, i quali avranno così più probabilità di sopravvivere dato che i predatori mangiano a partire dall'esterno del banco. Le sigle gerarchiche non indicano status permanenti: ogni individuo è alfa o beta non in sé, ma sempre rispetto all'individuo cui si trova di fronte.

Rapporto col territorio[modifica | modifica wikitesto]

Aquila di mare (di falconeria)

Lo spazio fisico nel quale un animale vive è fondamentale ed ogni animale ha un rapporto particolare col proprio territorio, che solitamente è lo stesso per tutta la vita. Anche le specie migratrici hanno la tendenza a ritornare sempre nei luoghi dai quali sono partite. L'estensione del territorio varia in funzione di vari fattori. Un territorio individuale, solitamente, è più esteso di quanto sarebbe se fosse solo una parte di un territorio condiviso. Quindi due esemplari della stessa specie, se sono solitari, occupano una superficie maggiore di quella che sarebbe loro necessaria se vivessero condividendo (anche parzialmente) lo spazio. Inoltre una specie erbivora ha bisogno di meno spazio di una predatrice, e tra gli stessi predatori quelli apicali (come aquila o orso) hanno bisogno di un territorio maggiore rispetto ai predatori intermedi (come falco o lontra). Solitamente il territorio è difeso dal suo proprietario, e in caso di sconfinamenti si possono avere lotte che terminano solo quando l'invasore abbandona il campo. Il confine del territorio è segnalato agli individui della stessa specie (non c'è quasi mai competizione tra individui di specie diverse, perché hanno anche abitudini alimentari diverse) con varie tipologie di marcature:

  • Marcature sonore - Come gli ululati del lupo e il gracidare della rana
  • Marcature visive - Come le parate nuziali di alcuni uccelli
  • Marcature olfattive - Utilizzate ad esempio dai cani, urinando attorno al loro spazio, o dal coniglio selvatico che strofina il mento sul terreno attorno alla sua tana.

Accoppiamento[modifica | modifica wikitesto]

Accoppiamento tra cani

Tra gli animali il sesso riveste notevole importanza. La riproduzione lo rende necessario per tutte le specie, ma è solo con i vertebrati più evoluti, in particolare i mammiferi che il comportamento in questo campo diviene di particolare interesse per gli etologi. Gli animali si differenziano dall'uomo per il fatto che il periodo delle attività sessuali è solitamente limitato ad un particolare periodo, durante il quale la femmina è feconda. Gli animali domestici, come cane e gatto, hanno un rapporto col sesso che tutti possiamo verificare con un po' di attenzione, anche se non sempre è facile vederne tutti gli aspetti. Nel cane, ad esempio, il sesso è anche una forma di supremazia di un esemplare su un altro, per confermare la gerarchia sociale (in questo caso sono frequenti i rapporti omosessuali). Tra le scimmie Bonobo il sesso è una pratica sociale molto diffusa, anche in cattività, e le modalità sono tra le più simili a quella umana di tutto il mondo animale.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.neuroscienze.net/public/pdfart/602.pdf | Marcello Andriola, Principi di etologia del comportamento animale, 2009, p. 1
  2. ^ a b I grandi temi delle scienze naturali, I. Colombi, B. Negrino e D. Rondano, Il Capitello, vol. C, pag 166 e seguenti
  3. ^ http://www.paniscus.net/dewaal.htm | Frans de Waal, Scientific American, marzo 1995, pp. 82-88

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Danilo Mainardi, L'intelligenza degli animali, Cairo Publishing, 2009, ISBN 88-6052-215-3
  • Giorgio Celli, Il gatto allo specchio, Morganti Editori, 2008, ISBN 88-95916-08-5
  • Roberto Marchesini, Modelli cognitivi e comportamento animale, prefazione di Gianni Tadolini, Ed. EVA, 2011, ISBN 978-88-96028-58-2

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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