Etia nguti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Etia nguti
Etia nguti.jpg
Un giovane adulto
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Labroidei
Famiglia Cichlidae
Sottofamiglia incertae sedis
Genere Etia
Specie E. nguti
Nomenclatura binomiale
Etia nguti
Schliewen & Stiassny, 2003

Etia nguti Schliewen & Stiassny, 2003, unica specie del genere Etia, è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia Cichlidae, in incertae sedis[1].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è endemica del fiume Mamfue, affluente del fiume Cross, in Camerun. I giovani prediligono vivere a riva, in acque molto basse e calme, mentre gli adulti prediligono acque più profonde ma con rami e massi affioranti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

E. nguti presenta un corpo piuttosto alto e allungato, compresso ai fianchi, con muso prominente e fronte arrotondata. La bocca è piccola, leggermente spostata verso il basso. Le pinne pettorali sono trapezoidali, le pinne ventrali sono allungate e appuntite, l'anale è allungata, mentre la pinna dorsale è alta, con la parte terminale più allungata e appuntita. La pinna caudale è a delta. La livrea è piuttosto semplice, con fondo color sabbia chiaro con riflessi metallici: ogni scaglia ha al centro una debole chiazza rossa orlata di blu così che lungo i fianchi si susseguano continue file di blu e rosso, appena visibili. Appena dopo le branchie compare una macchia irregolare nera, più o meno accentuata per ogni individuo. Le pinne sono gialle, più o meno trasparenti; sulla pinna caudale compaiono delicati puntini azzurri.
Raggiunge una lunghezza massima di 13 cm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Depone le uova in buche scavate sul fondale ma successivamente le femmine (più raramente i maschi) incubano le uova in bocca (sono Ciclidi incubatori orali).

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

E. nguti si nutre prevalentemente di detriti ed occasionalmente di insetti e piante.

Acquariofilia[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie, non molto diffusa in commercio, è allevata dagli appassionati di ciclidi africani.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FishBase: scheda E. nguti. URL consultato il 26 marzo 2014.
pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci