Club Estudiantes de La Plata

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Estudiantes de La Plata
Calcio Football pictogram.svg
Escudo del Club Estudiante de La Plata.svg
El León (Il Leone); Los Pincharratas (I Pugnalatori di Topi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso e Bianco (strisce).png Rosso-bianco
Dati societari
Città La Plata
Paese Argentina Argentina
Confederazione CONMEBOL
Federazione Flag of Argentina.svg AFA
Campionato Primera División
Fondazione 1905
Presidente Argentina Enrique Lombardi
Allenatore Argentina Mauricio Pellegrino
Stadio Ciudad de La Plata
(53.000 posti)
Sito web www.clubestudianteslp.com.ar
Palmarès
CONMEBOL - Liberators Cup.svgCONMEBOL - Liberators Cup.svgCONMEBOL - Liberators Cup.svgCONMEBOL - Liberators Cup.svg Copa Intercontinental.svg
Titoli nazionali 6 Campionati argentini
Trofei internazionali 4 Coppe Libertadores
1 Coppe Intercontinentali
1 Coppa Interamericana
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L'Estudiantes de La Plata, noto come Estudiantes La Plata o semplicemente Estudiantes, è una società sportiva di La Plata, in provincia di Buenos Aires, in Argentina, nota per i successi ottenuti in ambito calcistico.

Sullo stemma della squadra sono raffigurate 11 stelle, riconoscimento alla vittoria di 6 trofei internazionali e di 5 campionati argentini. L'ultima di queste stelle è stata aggiunta il 15 luglio 2009, quando l'Estudiantes ha vinto la Copa Libertadores.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini e Los Profesores[modifica | modifica sorgente]

Los Profesores:Lauri, Scopelli, Zozaya, Ferreira e Guaita

Il club venne fondato il 4 agosto 1905 da studenti sia universitari sia delle superiori (avevano frequentato lo stesso istituto dei fratelli Schoedden fondatori dell'Alumni prima squadra a vincere tutto in Argentina) che si sentivano esclusi dai dirigenti del Gimnasia y Esgrima, società che preferiva gli sport indoor (come la scherma e la ginnastica) rispetto al calcio. Dopo aver fatto una squadra per partecipare al campionato si erano ritirati perché essendo loro dell'alta società consideravano il calcio come uno sport per i poveri. Il primo stadio fu nell'incrocio dei viali 19 e 51 per poi trasferirsi al viale 1 tra le strade 55 e 57 il 25 dicembre 1907. Prima dell'avvento del professionismo, l'Estudiantes aveva vinto il campionato 1913 e disputò vincendola, la Copa Rio de La Plata con i campioni dell'Uruguay (l'antenata dell'attuale Libertadores).

Quando giunse il professionismo in Argentina, nel 1931, l'Estudiantes aveva una famosa linea offensiva (all'interno del 2-3-5): Lauri-Scopelli-Zozaya-Ferreyra-Guaita, noti come Los Profesores (i Professori), ancora oggi ritenuto in Argentina uno dei migliori attacchi di tutti i tempi. Guaita fece poi parte della Roma e della nazionale italiana che conquistò la Coppa del Mondo 1934. I fratelli Sbarra (Raúl e Roberto) e Armando Nery formavano invece la temuta linea difensiva. Fu Alberto Zozaya a segnare il primo gol del calcio professionistico argentino; divenne anche il capocannoniere del primo campionato professionistico.

Nel 1937, venne installato un pionieristico impianto di illuminazione nello stadio, permettendo le gare in notturna. L'Estudiantes, inoltre è conosciuto per aver avuto giocatori italo-argentini del calibro di Martin Palermo, Luciano Galletti, Hugo Mariano Pavone e Miguel Angel Russo.

Anni cinquanta e sessanta[modifica | modifica sorgente]

Gli anni cinquanta videro l'ascesa di giocatori come Ogando, Garcerón, Bouché, Urriolabeitia, Infante, Antonio, e gli ultimi gol del grande attaccante Manuel Payo Pellegrina, che è attualmente il capocannoniere all-time dell'Estudiantes con 221 gol. Il club retrocesse nel 1953 ma fu ripromosso l'anno dopo.

Negli anni sessanta si andava formando la squadra giovanile, allenata da Miguel Ignomiriello e nota come La Tercera que Mata (le Giovanili che ammazzano), che si sarebbe evoluta, insieme con pochi nuovi arrivi, nello squadrone guidato da Osvaldo Zubeldía che vinse il Metropolitano 1967 (a partire dal 1967, salvo un breve periodo, l'Argentina ha due campionati distinti in ogni stagione).

L'Estudiantes divenne così la prima squadra escluse le "cinque grandi" (Boca Juniors, River Plate, Racing Club, Independiente e San Lorenzo) a conquistare il titolo professionistico. Questo successo aprì la porta alle altre "piccole": il Vélez Sarsfield e il Chacarita Juniors) vinsero il titolo nel 1968 e nel 1969, rispettivamente.

La squadra di Zubeldía[modifica | modifica sorgente]

L'Estudiantes si assicurò la Coppa Libertadores per tre anni di fila (dal 1968 al 1970), e la Coppa Intercontinentale 1968 contro il forte Manchester United di Bobby Charlton. Perse le successive Intercontinentali contro il Milan (1969) e contro il Feyenoord (1970). Nel 1969 vinse anche la Coppa Interamericana.

Festeggiamenti per la vittoria della Coppa Interamericana del 1969

La formazione di Zubeldía è stata probabilmente l'unica squadra di successo ad avere due laureati in rosa: Carlos Salvador Bilardo (ginecologo) e il compagno Raúl Madero ricevettero il diploma di laurea alla Facoltà di medicina dell'Università di Buenos Aires; contemporaneamente svolgevano l'attività sportiva.

Il faro della squadra di Zubeldía era sicuramente Juan Ramón Verón, la bruja, padre di Juan Sebastian Veron, la brujita. Supportato dall'intelligente gioco di Conigliaro, Echecopar e Madero, e dalle istruzioni tattiche fornite dal regista Carlos Bilardo, Verón, detto Bruja, divenne uno dei giocatori argentini più famosi dell'epoca. Il talentuoso terzino destro Manera soffrì invece diversi infortuni e non mostrò tutto il suo potenziale.

Anni settanta e ottanta[modifica | modifica sorgente]

Durante la stagione 1970, Bilardo si ritirò dal calcio giocato e cominciò l'attività imprenditoriale di famiglia. Più tardi cominciò ad allenare, alternandosi tra l'Estudiantes e varie squadre colombiane. Guidò l'Estudiantes nel 1982, quando la squadra vinse il torneo Metropolitano. Sotto il suo successore Eduardo Luján Manera, anche lui membro del team di Zubeldía, l'Estudiantes vinse il Nacional 1983. Entrambe queste due vittorie arrivarono a spese del forte Independiente.

Questa squadra era caratterizzata da una solida difesa (Camino sulla destra e Herrera sulla sinistra erano temutissimi per le loro incursioni in attacco, mentre Brown forniva sicurezza come libero); inoltre aveva tre centrocampisti creativi (Ponce, Sabella e Trobbiani, con Russo arretrato davanti alla difesa) e due attaccanti prolifici (Gottardi e Trama).

Bilardo andò ad allenare la nazionale argentina, vincendo i Mondiali 1986. José Luis Brown, capitano dell'Estudiantes vittorioso nel 1982, segnò il gol d'apertura nella finale contro la Germania Ovest. La nazionale albiceleste raggiunse la finale, perdendola, anche ai Mondiali 1990: in entrambe le rassegne Madero era il fisioterapista della squadra.

Anni novanta e 2000[modifica | modifica sorgente]

L'Estudiantes retrocesse nel 1994, ritornando in prima divisione l'anno dopo, nella stagione di esordio del giovane Juan Sebastián Verón. Negli anni successivi, nel club militarono giocatori poi divenuti famosi, come Martín Palermo, Luciano Galletti, Bernardo Romeo, Ernesto Farias e Hugo Mariano Pavone.

Nel 2004-2005, sotto la guida del coach Reinaldo Merlo, l'Estudiantes chiuse al quarto posto sia nel torneo Apertura che in quello Clausura, e Hugo Mariano Pavone si laureò capocannoniere del Clausura 2005. Il 17 aprile 2005, l'Estudiantes de La Plata divenne la sesta squadra in Argentina a vincere 1.000 gare professionistiche, rimontando e sconfiggendo il Newell's Old Boys per 3-2.

Merlo si dimise nell'agosto 2005, il giorno dopo la festa per le celebrazioni del centenario della squadra. Venne subito rimpiazzato da Jorge Burruchaga, discepolo di Bilardo. Il team entrò nella storia quando ribaltò il risultato sfavorevole (0-3 all'intervallo) andando a vincere 4-3 contro i peruviani dello Sporting Cristal in una gara di Coppa Libertadores giocata il 21 febbraio 2006.

La squadra di Simeone[modifica | modifica sorgente]

Il 18 maggio 2006 Burruchaga venne rimpiazzato da un altro grande ex giocatore argentino, Diego Simeone, che costruì la squadra intorno al Brujita Verón (suo ex compagno alla Lazio), tornato all'Estudiantes dopo 11 anni. La squadra di Simeone venne eliminata dal San Paolo ai rigori nei quarti di finale della Coppa Libertadores 2006, ma realizzò un'impressionante serie di vittorie in campionato.

L'Estudiantes sconfisse il Gimnasia con un inedito 7-0 nel derby giocato il 15 ottobre 2006 (torneo di Apertura), realizzando una serie di 10 vittorie consecutive (record del club stabilito dalla squadra di Zubeldia eguagliato), e chiudendo al primo posto insieme al Boca Juniors (in Argentina non si tiene in considerazione la differenza reti).

Lo spareggio[1] venne giocato il 13 dicembre 2006; l'Estudiantes rimontò e batté il Boca Juniors 2-1 assicurandosi il primo titolo in campionato in 23 anni. In quel torneo, l'Estudiantes sconfisse tutte le "cinque grandi", concesse il minor numero di reti, ed ebbe tre dei suoi giocatori (Pavone, Verón e Braña) classificati ai primi posti nel ranking della rivista Olé dei migliori giocatori.[2]

2008-2009[modifica | modifica sorgente]

Juan Sebastián Verón festeggia la vittoria della Coppa Libertadores 2009

Dal torneo di Clausura 2008 la guida tecnica del club fu affidata a Néstor Sensini, in sostituzione di Simeone, trasferitosi sulla panchina del River Plate. Con alla guida Sensini, l'Estudiantes si classificò al terzo posto nel campionato poi vinto dal River Plate.

A seguito dei cattivi risultati ottenuti nell'avvio dell'Apertura 2008 - 5 punti nelle prime 6 partite - il 18 settembre 2008 Néstor Sensini rassegnò le dimissioni dall'incarico. Come nuovo allenatore venne ingaggiato Leonardo Astrada.

Il campionato di Apertura 2008 vide il club lontano dai vertici e si concluse con l'Estudiantes al 7º posto staccato di ben 11 punti dal terzetto di testa. L'attenzione del Pincha fu tutta rivolta alla Copa Sudamericana 2008: dopo aver superato con grande fatica il turno di qualificazione ai danni dell'Independiente, Veron e compagni infilarono un percorso senza sconfitte che li condusse sino alla finale, eliminando nei vari turni l'Arsenal Sarandì, il Botafogo e l'Argentinos Juniors. Nella doppia finale del torneo gli avversari furono i brasiliani dell'Internacional di Porto Alegre; la gara di andata, giocata a La Plata, vide imporsi i brasiliani per 1-0, mentre in quella di ritorno gli argentini riuscirono a segnare una rete portando la gara ai supplementari. A 5 minuti dal termine del secondo supplementare un gol di Nilmar consegnò il titolo nelle mani dell'Internacional.

Il 2009 si è aperto con un 6º posto nel torneo Clausura ma la squadra è stata ancora protagonista a livello internazionale. La Copa Libertadores 2009 si è aperta con qualche difficoltà, nel turno preliminare il club ha avuto la meglio sui peruviani dello Sporting Cristal solo grazie alla regola dei gol in trasferta e la fase a gruppi è iniziata con una brutta sconfitta (3-0) contro i brasiliani del Cruzeiro. Nonostante l'inizio in salita il club platense è però riuscito a superare l'ostacolo del girone eliminatorio senza grosse difficoltà. La fase ad eliminazione diretta ha visto il club imporsi per ben 5 volte in 6 partite, eliminando i paraguaiani del Libertad, gli uruguaiani del Defensor Sporting e del Nacional di Montevideo. Ad attendere il Pincha in finale c'erano i brasiliani del Cruzeiro, già affrontati nella prima parte del torneo. La gara di andata, disputata in Argentina, si è conclusa 0-0, mentre il ritorno, giocato nello stadio Mineirão di Belo Horizonte, ha visto la vittoria in rimonta per 2-1 dei biancorossi. Il 15 luglio 2009, dopo 39 anni di attesa, l'Estudiantes ha riconquistato il titolo di campione del Sudamerica, per la quarta volta nella sua storia.

Colori[modifica | modifica sorgente]

Stemmi dell'Estudiantes
Stemma classico, in uso dalla fondazione.
Stemma celebrativo degli 11 trofei vinti dal club, tuttora utilizzato sulla maglia.

L'Estudiantes veste una maglia a strisce rosse e bianche, in onore della squadra Alumni dei fratelli Schoedden che dominava la scena del calcio argentino negli anni della fondazione, con calzoncini neri e calzettoni neri con due sottili strisce orizzontali biancorosse. Nei primi tempi, al momento dell'entrata in campo, la squadra vestiva una giacchetta blu sopra la camicia a strisce.

Stadio[modifica | modifica sorgente]

L'Estudiantes giocava le partite casalinghe nello Stadio Jorge Luis Hirschi di La Plata che dai 35.000 posti degli anni '60 era passato a 23.000 per questioni di sicurezza. Questo impianto è situato nel viale 1, tra la 55a e la 57a strada, a La Plata.

Quando, negli anni novanta, venne costruito dal volere del sindaco di allora nonostante la grave crisi economica un nuovo stadio a La Plata, sia l'Estudiantes sia il Gimnasia y Esgrima, l'altra squadra di La Plata, decisero inizialmente di non trasferirsi nel nuovo stadio. All'Estudiantes fu negato di accedere al proprio stadio, che venne chiuso nel settembre 2005 a causa dei nuovi regolamenti sulla sicurezza che impedivano l'uso di tribune in legno. Un ordine di revoca esentò l'Estudiantes dal divieto, ma il governo della città rifiutò di assentire, aumentando la tensione nel rapporto con il club. Adesso il vecchio stadio è stato raso al suolo, parte delle sue gradinate di legno vendute come cimelio e sono in partenza i lavori di costruzione del nuovo impianto.

Rose delle stagioni precedenti[modifica | modifica sorgente]

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Club Estudiantes de La Plata.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1913, Metropolitano 1967, Metropolitano 1982, Nacional 1983, Apertura 2006, Apertura 2010
1994-95
1911, 1935, 1954
1944

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1968, 1969, 1970, 2009
1968
1968

Soprannomi[modifica | modifica sorgente]

I giocatori e i tifosi sono soprannominati pincharratas (pungi-topi), spesso abbreviato in pinchas. L'epiteto è generalmente attribuito al lavoro medico di laboratorio svolto da alcuni studenti che erano tra i fondatori del club.

Un'altra versione afferma che il nomignolo viene dal soprannome di un tal Felipe Montedónica, un barbone che andava a vedere le partite e che aveva la mania di pungere i topi che trovava.

I tifosi chiamano la propria squadra el León (il leone), Orgullo de la Ciudad (orgoglio della città), los Capos de La Plata (i capi di La Plata) e Tricampeón (tre volte campione), per i tre titoli conquistati in Coppa Libertadores, prima squadra a riuscire a vincere 3 coppe di fila.

Tifosi[modifica | modifica sorgente]

In seguito ai successi internazionali negli anni sessanta, l'Estudiantes ha guadagnato molti sostenitori in tutta l'Argentina. Comunque questi nuovi tifosi sono rimasti fedeli all'Estudiantes nel bene e nel male, dando al club una solida base di tifosi radicata in tutto il paese, nota come una delle più leali in Argentina.

Nell'area di La Plata, l'Estudiantes era ritenuto la squadra della classe media, mentre la squadra rivale del Gimnasia y Esgrima veniva identificata con la classe lavoratrice. Le statistiche degli ultimi anni fatte da fonti diverse stabiliscono senza ombra di dubbio che è l'Estudiantes ad avere un maggior seguito nella città; pure fuori da La Plata è l'Estudiantes a essere più tifato. In Italia esiste un club di tifosi e simpatizzanti, "Agrupaciòn Enrique Guaita".

Per diversi periodi nella storia del club, un gruppo di fan da Buenos Aires (los Porteños) guidò la tifoseria platense. Un celebre gruppo di tifosi dagli anni settanta è el Pelapapas (il Pela Patate), celebre per i falò accesi che illuminano lo stadio durante le partite.

Nelle elezioni presidenziali del 1983, i tifosi dell'Estudiantes furono, insieme a quelli del Vélez Sarsfield, i primi a far sentire il loro sostegno per Raúl Alfonsín, poi vincitore, nella campagna elettorale contro i peronisti. L'amicizia coi sostenitori del Vélez da allora è scomparsa, specialmente dopo che l'Estudiantes batté il Vélez nel campionato 2003.

I tifosi dell'Estudiantes sono in amicizia con molti club della Grande Buenos Aires sud che giocano in prima divisione. Questo accade specialmente con i sobborghi di Quilmes (sede del Quilmes) e di Temperley.

Il Platense, squadra della parte nord della Grande Buenos Aires, ha un posto di riguardo nell'amicizia con i fan dell'Estudiantes, dopo che fu la causa della retrocessione del Gimnasia nel 1979. Da allora il Platense è retrocesso e attualmente gioca nelle serie minori.

Dal punto di vista internazionale, l'Estudiantes è in amicizia con la tifoseria della squadra uruguaiana del Peñarol di Montevideo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Boca Juniors - Estudiantes de La Plata, Football-Lineups.com, 13 dicembre 2006. URL consultato il 20 agosto 2011.
  2. ^ (ES) Gustavo Garcia, Equipo embrujado, ole.clarin.com. URL consultato il 20 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).

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