Estensione (voce)

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L'estensione vocale è l'ambito di suoni, dal più grave al più acuto, che la voce umana può produrre, generalmente variabile tra circa 80 Hz e i 1500 Hz.

Estensione vocale[modifica | modifica sorgente]

A differenza degli strumenti musicali, che hanno un'estensione di solito ben definita, la voce umana è molto duttile, può dunque piegarsi meglio del mezzo meccanico.
In un soggetto normale adulto, l'estensione verso il basso può essere ampliata in misura ridotta; quella verso l'acuto può invece essere incrementata notevolmente con l'apprendimento di specifiche tecniche vocali, molto varie in ragione dell'epoca, del gusto e del repertorio intrapreso.
I suoni più profondi appartengono ai cantanti di sesso maschile, seguiti, procedendo verso l'acuto, dalle donne e dai bambini. L'uomo adulto possiede dunque ordinariamente l'estensione vocale massima.

Estensione vocale nella musica classica[modifica | modifica sorgente]

Nel repertorio operistico, l'estensione – che dovrebbe essere molto ampia – è uno degli elementi importanti nel corredo del cantante, insieme alla capacità di sviluppare un volume che oltrepassi la potenza della voce naturale (senza ricorrere ad amplificazione artificiale) e alla modificazione del timbro vocale.
Proprio per la duttilità della voce umana, alcuni interpreti, sia nel passato remoto (con maggior frequenza) che in tempi moderni (più raramente), hanno cantato in ruoli vocali differenti.

I cantori evirati[modifica | modifica sorgente]

Gli ormoni sessuali influiscono sullo sviluppo di diversi caratteri fisiologici, tra cui la voce. La conoscenza degli effetti determinati dalla diminuzione drastica del testosterone erano ben noti sin dalla remota antichità. Dalla fine del XVI secolo in poi, in Italia diversi fanciulli furono castrati prima dello sviluppo puberale al fine di mantenere la voce (e l'estensione) simile a quella dell'età puerile[1]. Dalla fine del Cinquecento i castrati furono infatti utilizzati in chiesa, dove la liturgia poteva essere officiata solo da uomini e quindi anche il canto – che era parte dell'ufficio liturgico – era riservato ai maschi. I cantori 'forastieri' (provenienti da 'fuori' la chiesa) erano remunerati, e il miraggio di una professione allettante economicamente spinse molte famiglie, soprattutto povere, a far praticare l'intervento sui propri figlioli. Ma fu al di fuori dagli ambienti ecclesiastici che i castrati divennero veri e propri divi del teatro melodrammatico, riscuotendo grande successo. Fra questi uno dei più noti fu Carlo Broschi, meglio conosciuto come Farinelli. L'estensione di questi cantori era affine a quella dei bambini, ma non uguale, essendo la voce più profonda, il timbro più robusto e il volume maggiore, anche per lo sviluppo fisico superiore a quello del bambino.
Dalla seconda metà del Novecento si è avuto un revival di cantanti uomini contraltisti e sopranisti, ossia falsettisti che attingono in parte al repertorio dei castrati, oggi prevalentemente sostenuto da cantanti di sesso femminile. Trattandosi di uomini integri, i falsettisti hanno la possibilità di cantare le note basse del maschio adulto, e non sono perciò assimilabili agli eunuchi.
Esistono invece incisioni dell'ultimo evirato cantore, Alessandro Moreschi, vissuto sino al 1922, che evidenziano almeno alcune delle caratteristiche vocali di questi 'angeli' ormai estinti.

L'estensione vocale nella musica pop[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'uso di tecnologie in grado di amplificare la voce, impiegate ordinariamente nelle esecuzioni di musica leggera, è possibile ottenere suoni percepibili all'ascolto anche su frequenze molto basse, non udibili normalmente a distanza.
Nella musica pop la voce è di solito molto più libera rispetto alla lirica[2], coprendo effetti di colore, espressione ed estensione molto variabili e ampi, soggetti all'abilità dell'esecutore. Un cantante può inoltre utilizzare tecniche miste, di solito ricorrendo a emissioni molto simili a quelle utilizzate nella musica classica per raggiungere le note acute, fuori dell'ambito ordinario della voce naturale.

Record e primati[modifica | modifica sorgente]

Così come indicato sotto, alcuni cantanti hanno raggiunto estensioni vocali record, segnalate dal Guinness dei primati del 2006.Questi dati sono da prendere in considerazione con le dovute cautele in quanto si utilizza il microfono e sono in contrasto con le indicazioni della scienza medica secondo la quale un essere umano non può superare le quattro ottave.

Donne

  • Maggior estensione da Sol1 a Sol9 (G2 a G10 nella numerazione americana) Georgia Brown (Brasile)
  • Nota più acuta Sol9 (G10) Georgia Brown

Uomini

  • Maggior estensione 8 ottave e mezzo (dal primo Mi del pianoforte (circa 41 Hz) al La della nona ottava (circa 14000 Hz)): Nicola Sedda[3], Italia.

Nella musica pop la maggiore estensione è del norvegese Morten Harket del gruppo a-ha; detiene anche il record per la nota più lunga: oltre venti secondi. Il Guinness segnala altresì la nota più acuta del repertorio classico: Sol6 in Popoli di Tessaglia, un'aria da concerto di Wolfgang Amadeus Mozart. La nota più bassa, un Re basso (due Re sotto il Do centrale del pianoforte), si trova nell'aria di Osmino Oh, wie will ich triumphieren!, nel Ratto dal serraglio di Mozart. Nonostante il Re basso di Osmino, la Seconda sinfonia di Gustav Mahler contiene un opzionale Sib0 nella sezione corale alla fine del pezzo. Anche i personaggi di Nettuno e di Seneca, rispettivamente nelle opere Il ritorno d'Ulisse in patria e L'incoronazione di Poppea di Monteverdi, raggiungono il Do grave. Infine, sono celebri le due arie della regina della notte (Oh Zittre Nicht e Der Hoelle Rache) nel Flauto magico di Mozart, in cui il soprano raggiunge il Fa sopracuto, a sua volta superato nel corso di alcune esecuzioni effettuate da celebri cantanti del passato, che cantavano variazioni particolarmente virtuosistiche con note ancor più acute.

Nella musica pop la maggiore estensione vocale pare l'abbia il cantante del gruppo norvegese degli [[a-ha]], con un range pari a cinque ottave: [[Morten Harket]] (il quale detiene il record mondiale per la nota più a lungo tenuta nella musica moderna: 22'' 02.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La voce subisce gli effetti derivati dalla castrazione solo se questa è praticata prima dell'adolescenza; una volta che l'organo vocale si sia sviluppato, non è più possibile riportarla allo stadio infantile.
  2. ^ La tecnica del canto lirico di fine Novecento costituisce attualmente la tecnica di canto dominante nella musica di qualunque repertorio di musica 'colta'.
  3. ^ Esibizioni controllate con strumenti musicali (pianoforte e violino) e per mezzo degli analizzatori di frequenza di uno studio di registrazione.[senza fonte]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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