Esperienze ai confini della morte

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Ascesa nell'Empireo (Hieronymus Bosch)

Le esperienze ai confini della morte, anche note come NDE (sigla dell'espressione inglese Near Death Experience, a volte tradotto in italiano come esperienza di pre-morte) sono esperienze vissute e descritte da soggetti che, a causa di gravi malattie o eventi traumatici, hanno sperimentato fisicamente la condizione di coma, arresto cardiocircolatorio e/o encefalogramma piatto, senza tuttavia giungere fino alla morte.

Caratteristiche dell'esperienza NDE[modifica | modifica sorgente]

I soggetti reduci da tali fenomeni, una volta riavutisi, hanno raccontato di aver vissuto esperienze le quali, confrontate tra loro, risultano sempre connotate da numerosi elementi comuni[1]:

  • l'ineffabilità, o l'estrema difficoltà nel poter descrivere la propria NDE e soprattutto lo stato di benessere vissuto;
  • la sensazione "fisica" di trovarsi fuori dal proprio corpo con la capacità di guardare il proprio corpo "dall'esterno"
  • (in particolare nei casi di morte violenta o improvvisa), l'assistere, come se si fosse una terza persona, alla constatazione della propria morte da parte di chi sopraggiunge;
  • l'attraversamento di una sorta di "tunnel" buio in fondo al quale si intravede distintamente una luce;
  • lo sperimentare una sensazione di grande pace e tranquillità fuori dallo spazio come lo conosciamo e soprattutto fuori dal nostro concetto di "tempo";
  • la "revisione" di tutti gli istanti della vita terrena vissuta. Tale revisione viene descritta con difficoltà in quanto avverrebbe in maniera totale permettendo la visione contemporanea di ogni episodio della vita (anche dimenticato, anche relativo ai momenti immediatamente successivi della propria nascita);
  • l'incontro con "altri esseri": qualche volta definiti come spiriti sconosciuti, qualche volta persone care che hanno preceduto nella morte;
  • l'incontro con il grande "Essere di Luce" che viene descritto come una Fonte di Amore Totale e Incondizionato difficile da tradurre in parole ma identificato in maniera unanime in "Dio";
  • l'arrivo di un determinato momento (ma non vi è il tempo) o "confine" (anche se il concetto di spazio viene percepito differente dal nostro) che impedisce di proseguire oltre il viaggio/esperienza con la conseguente consapevolezza di dover "tornare indietro" ovvero alla "vita terrena";
  • il ritorno alla vita accompagnato da un sentimento di malinconia e/o rimpianto per non essere potuti rimanere nell'aldilà;
  • il timore di riferire l'esperienza vissuta ad altri per paura di non essere creduti ma contrastato dal desiderio di farlo come doverosa condivisione di qualcosa di estremamente prezioso e importante;
  • una volta "rientrati in vita" scompare il timore della morte ora vista come un felice passaggio ad una realtà superiore;
  • vengono modificati anche i valori sui quali la vita viene vissuta ponendo come essenziale scopo dell'esistenza l'"armonia" e l'"amore" per tutti gli esseri.

Anche se non tutti contemporaneamente, questi aspetti ricorrono sistematicamente nelle differenti NDE.

Ipotesi e studi[modifica | modifica sorgente]

Poiché i racconti dei sopravvissuti alla morte (ad esempio i pazienti rianimati dopo una grave crisi cardiaca o per gravi traumi) e dei soggetti risvegliatisi dal coma costituiscono un corpus di testimonianze che ha alcune caratteristiche apparentemente omogenee, alcuni studiosi si sono interessati a tali fenomeni. Le teorie critiche sulle "NDE" si dividono sostanzialmente in due tipologie, una finalizzata a darne una spiegazione scientifica e razionale l'altra di carattere spirituale e soprannaturale:

  • teorie scientifiche: mettono in relazione il fenomeno con peculiari alterazioni transitorie di tipo chimico, neurologico o biologico, tipicamente presenti nel corpo umano in condizioni particolari come quelle prima descritte, quali l'ipercapnia ovvero l'impiego di farmaci. Va osservato che la ketamina somministrata a dosaggi sub - anestetici determina nell'assuntore sensazioni analoghe alle esperienze ai confini della morte. Sul piano psicologico, le percezioni potrebbero essere interpretate come racconti di tipo autoconsolatorio e rassicurante, elaborati per descrivere in modo chiaro e definito le confuse sensazioni che si accompagnano al momento del risveglio dal coma, come ad es. la forte luce presente nella stanza (descritta come tunnel di luce da cui si esce con il risveglio).
  • teorie metafisiche e soprannaturali: collegano le esperienze di pre-morte a una sorta di presa di contatto anticipata con l'aldilà, durante la quale il soggetto ha modo di sperimentare direttamente la separazione fra anima e corpo e la sopravvivenza dell'anima come entità spirituale, rispetto alle spoglie mortali.

Se interpellati su tali spiegazioni, i reduci da una NDE, pur comprendendo la necessità e il desiderio di cercare un’interpretazione razionale a quanto da loro vissuto, ribadiscono come la loro esperienza sia stata pienamente reale e non un'ingannevole apparenza indotta da fattori endogeni o esogeni.

Il più noto studioso di questi fenomeni è il medico e psicologo americano Raymond Moody, autore del celebre bestseller La vita oltre la vita (Life after life), scritto nel 1975 e successivamente riedito[2].

Negli ultimi anni hanno dato un rilevante contributo a questi studi e alla loro divulgazione, a partire dal 1989, anche il teologo francese François Brune e a partire dal 2001 il medico olandese Pim van Lommel e nel 2004 Gary E. Schwartz[3].

Insieme ai lavori svolti in ambienti controllati e pubblicati su riviste mediche o specialistiche[4][5][6], la letteratura sulle esperienze ai confini della morte è anche ricca di alcuni sensazionalismi e di resoconti apparentemente sensati ma non scientifici.[7]

Inoltre, data la sua natura, l'argomento ha fatto nascere tantissime polemiche in ambito scientifico a causa del tentativo, da parte di alcune persone, di dare una spiegazione alle esperienze ai confini della morte in base al loro sistema di credenze religiose.

Il contributo di Pim van Lommel[modifica | modifica sorgente]

Da un punto di vista strettamente scientifico, il contributo a tutt'oggi più approfondito è probabilmente quello di Pim van Lommel, un cardiologo olandese che insieme ad altri colleghi nel 2001 pubblicò sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet” i risultati di uno studio condotto per oltre 10 anni su 344 pazienti. Lo studio, condotto con metodi scientifici e statistici, aveva come obiettivo la verifica dell'esistenza o meno delle NDE. Più specificamente, lo scopo era quello di verificare se ciò che i reduci da una NDE definivano stato di coscienza e memoria fosse stato un fenomeno dell'attività cerebrale o se fosse stato un fenomeno indipendente da questa.[4] Dopo una lunga analisi sui metodi adottati, sui pazienti, sulle medicine usate negli interventi e una particolare attenzione alle condizioni di encefalogramma attestate nei vari casi, van Lommel e colleghi conclusero che i fenomeni riscontrati potevano essere spiegati unicamente assumendo che quanto i soggetti ad una NDE definivano "esperienza cosciente" non sia stato un semplice epifenomeno dell'attività cerebrale.[8] Data la prestigiosa natura della rivista nella quale lo studio fu pubblicato[4], ben presto lo studio fu attaccato dai sostenitori della natura puramente materialistica dello stato di coscienza come legato esclusivamente all'attività cerebrale.[9]

L'attacco più conosciuto venne dalle colonne di Scientific American, firmato da Michael Shermer, al quale van Lommel indirizzò una precisa replica ove, sottolineando il rigore scientifico della ricerca svolta, evidenziava l'impossibilità di giungere a conclusioni diverse da quelle pubblicate dal proprio team di ricerca.[10][11]

Il contributo di Sam Parnia ed il progetto "AWARE"[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 il dott. Sam Parnia, professore assistente di terapia intensiva all’Università Statale Stony Brook di New York, in collaborazione con il dott. Peter Fenwick ed i professori Stephen Holgate e Robert Peveler dell'Università inglese di Southampton, è alla guida del programma AWARE ("AWAreness during REsuscitation" ovvero "Consapevolezza durante la rianimazione"), la ricerca sulle NDE più estesa mai condotta che coinvolge ormai ben 25 ospedali tra Regno Unito, Europa centrale, Stati Uniti, Brasile e India. Durante lo studio AWARE, i medici utilizzano una tecnologia sofisticata per lo studio del cervello e della coscienza durante l'arresto cardiaco. Allo stesso tempo in questa ricerca i medici che vi partecipano hanno in programma di testare la validità delle eventuali esperienze extracorporee e di ciò che i pazienti "vedono" o "sentono" durante l'arresto cardiaco. In particolare, come viene descritto nel programma di ricerca la verifica dei ricordi relativi agli eventi di rianimazione o "percezione reale" comprende l'uso di oggetti nascosti che non sono normalmente visibili dal paziente, come immagini poste su supporti appesi al soffitto in un reparto ospedaliero, in modo che siano rivolte verso il soffitto. Questi oggetti forniranno un marcatore indipendente obiettivo del "vedere" durante l'arresto cardiaco, perché saranno visibili solo da "qualcuno" li osserva dall'alto”.[12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20]

NDE di persone illustri[modifica | modifica sorgente]

Esperienza di Jung[modifica | modifica sorgente]

Una tra le più famose esperienze di questo tipo è certamente quella incorsa al medico psichiatra e pioniere della psicoanalisi Carl Gustav Jung, che descrive la propria esperienza di pre morte nel suo testo autobiografico Ricordi, sogni e riflessioni pubblicato solo nel 1961. Nel 1944 infatti un incidente, una frattura e un successivo infarto lo avevano portato in coma. In una lettera dello stesso anno scrive: "Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente… Prima o poi, i morti diventeranno un tutt'uno con noi; ma, nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d'essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell'eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo."

Esempi in letteratura[modifica | modifica sorgente]

Sono numerosi i resoconti di esperienze di pre-morte negli scritti di tutti i tempi da autori come Platone, Emanuel Swedenborg, Edward Burnett Tylor, Thomas De Quincey, Oscar Lewis, Ernest Hemingway, Lev Tolstoj, Victor Hugo e tanti altri. Le più sorprendenti analogie si trovano nel Libro tibetano dei morti e non mancano parallelismi con la Bibbia.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Moody Raymond "La vita oltre la vita", Oscar Mondadori
  2. ^ http://www.near-death.com/experiences/experts03.html Dr. Raymond Moody
  3. ^ http://www.vitaoltrelavita.it/articoli-recensioni/generale/43-prove-scientifiche-spiritismo.html Vita Oltre la Vita. Prove scientifiche sullo Spiritismo
  4. ^ a b c Near-death experience in survivors of cardiac arrest: a prospective study in the Netherlands. The Lancet, ol. 358 No. 9298 pp 2039-2045
  5. ^ Greyson B. Incidence and correlates of near-death experiences in a cardiac care unit. Gen Hosp Psychiatry 2003;25:269-276.
  6. ^ Parnia S, Waller DG, Yeates R, Fenwick P. A qualitative and quantitative study of the incidence, features and aetiology of near death experiences in cardiac arrest survivors. Resuscitation 2001;48:149-156.
  7. ^ Eben Alexander, un neurochirurgo americano, ha scritto un libro nel 2012, Proof of Heaven, per dare riscontro della sua esperienza NDE. (repubblica.it; corriere.it)
  8. ^ Intervista al medico olandese: (EN) http://www.youtube.com/all_comments?v=YOeLJCdHojU
  9. ^ L'aricolo di van Lommel può essere consultato a: (EN) http://lkm.fri.uni-lj.si/xaigor/slo/znanclanki/neardeat.htm.
  10. ^ (EN) http://www.nderf.org/vonlommel_consciousness.htm
  11. ^ La replica di van Lommel in italiano: (EN) http://www.nderf.org/Italian/von_lommel_italian.htm
  12. ^ Nuove sulle Esperienze di Pre-Morte
  13. ^ Sam Parnia: il medico che fa rivivere i morti
  14. ^ Dr. Sam Parnia claims corpses soon revived 24 hours death
  15. ^ Speakers Sam Parnia Md. Phd. Mrcp.
  16. ^ La scienza e il paranormale: AWARE indagherà sulle NDE
  17. ^ Beyond the Mind Body Problem: the Human Consciousness Project, the AWARE study
  18. ^ I resuscitati: come si ritorna dalla morte clinica
  19. ^ Il professor Sam Parnia, della Stony Brook University School of Medicine: è possibile resuscitare un morto. Il libro Cancellare la morte: la scienza sta riscrivendo i confini tra la vita e la morte
  20. ^ Sam Parnia, il medico che cura i morti. E li fa “resuscitare”
  21. ^ "Ricordi, sogni, riflessioni" cap. X, BUR Saggi, Ed.2007
  22. ^ «L'aldilà esiste»: parola di neurochirurgo - Corriere.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]