Escitalopram

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Escitalopram
Escitalopram Structural Formulae.png
Nome IUPAC
(S)-1-[3-(dimetilammino)propil]-1-(4-fluorofenil)-1,3-diidroisobenzofuran-5-carbonitrile
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C20H21FN2O
Massa molecolare (u) 324.392 g/mol
Numero CAS [128196-01-0]
Codice ATC N06AB10
PubChem 146570
DrugBank APRD00683
SMILES N#Cc1ccc2c(COC2(CCCN(C)C)c2ccc(F)cc2)c1
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 80%
Metabolismo Epatico, grazie agli enzimi CYP3A4 e CYP2C19
Emivita 27-32 ore
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P ---[1]

L'Escitalopram (commercializzato come Cipralex o Entact) è un antidepressivo appartenente alla classe degli SSRI (dall'inglese "selective serotonin reuptake inhibitor", inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina). È usato per il trattamento della depressione e il disturbo d'ansia generalizzato; è usato anche per il trattamento della Fobia sociale e degli attacchi di panico. L'Escitalopram è l'Enantiomero del precedente farmaco di Lundbeck citalopram (Celexa), da qui il nome escitalopram (che si legge es-citalopram). L'Escitalopram è conosciuto per la sua alta selettività dell'inibizione della ricaptazione della serotonina e come risultato il farmaco ha meno effetti collaterali non legati alla sua attività serotoninergica[2]. Secondo le analisi di 12 antidepressivi di nuova generazione, l'escitalopram e la sertralina sono i migliori farmaci in termini di efficacia e accettabilità nella fase acuta di trattamento in adulti con problemi di depressione[3][4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Escitalopram è stato sviluppato in una stretta collaborazione fra Lundbeck e la Forest Laboratories. Il suo sviluppo iniziò nell'estate del 1997, e la nuova applicazione del farmaco fu presentata alla Food and Drug Administration (FDA) nel marzo del 2001. Il farmaco fu sviluppato in un breve periodo di tempo (circa 3 anni e mezzo), grazie alle precedenti esperienze di Lundbeck e Forest con citalopram, il quale ha una simile farmacologia[5]. L'FDA rilasciò l'approvazione dell'escitalopram per il trattamento della depressione nell'agosto del 2002, mentre per il trattamento del disturbo d'ansia generalizzato nel dicembre 2003. L'Escitalopram può essere considerato un esempio di "evergreening"[6], - la strategia che le compagnie farmaceutiche usano per estendere il periodo di vita di un farmaco, in questo caso del citalopram. Due anni dopo il lancio sul mercato dell'escitalopram, quando il brevetto sul citalopram scadde, le vendite dell'escitalopram coprirono ampiamente la perdita. Nel 2006 fu concessa alla Forest Laboratories una estensione di 828 giorni (2 anni e 3 mesi) della licenza per l'escitalopram[7]. Questo ha posticipato la data di scadenza del brevetto dal 7 dicembre 2009 al 14 marzo 2012.

Trattamento della Depressione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la similarità tra l'escitalopram e il citalopram, studi preclinici e clinici (inclusi test a doppio cieco) hanno dimostrato effetti differenziati tra citalopram e escitalopram[8], come ad esempio una superiorità clinica, comparato a diversi altri SSRI, come la paroxetina[9], specialmente in pazienti gravemente depressi. Un confronto testa a testa fra l'escitalopram e la duloxetina (Cymbalta) mostrò come l'escitalopram fosse sia più tollerabile che più efficace[10]. Comparato con la venlafaxina[11] e la sertralina[12], l'escitalopram ha dimostrato di avere una simile efficacia.

Farmacologia[modifica | modifica wikitesto]

L'Escitalopram agisce incrementando il livello della serotonina tramite il blocco della ricaptazione del neurotrasmettitore. Di tutti gli SSRI sul mercato, l'escitalopram ha il più alto livello di affinità con il carrier della serotonina umano (SERT). Un altro enantiomero del citalopram (R-citalopram) contrasta l'azione sulla serotonina dell'escitalopram. Di conseguenza, l'escitalopram è un antidepressivo più efficace del citalopram, il quale è una mistura di escitalopram e R-citalopram. Per spiegare questo fenomeno, i ricercatori della Lundbeck affermarono che l'escitalopram migliora i propri legami attraverso una addizionale interazione con un altro sito allosterico sul carrier[13]. Ulteriori ricerche degli stessi ricercatori mostrarono come l'R-citalopram migliorasse anche i legami dell'escitalopram[14], e quindi l'interazione allosterica non può spiegare l'effetto di contrasto osservato. In studi più recenti, tuttavia, gli stessi autori ottennero risultati opposti e riportarono che l'R-citalopram diminuisca i legami dell'escitalopram al carrier[15].

Studi in vitro basati su microsomi di fegato umano indicano che il CYP3A4 e il CYP2C19 sono i primari Isoenzimi coinvolti nella demetilazione dell'escitalopram.

Effetti Collaterali e Interazioni con altri Farmaci[modifica | modifica wikitesto]

Il profilo degli effetti collaterali dell'escitalopram è simile a quello degli altri SSRI, cioè nausea, sonnolenza e effetti a livello gastrointestinale. L'Escitalopram, come altri SSRI[16], può causare effetti collaterali a livello sessuale, come una diminuzione della libido, ritardo dell'eiaculazione e mancanza di orgasmo.[17]

Un'analisi condotta dalla FDA mostrò una variazione statisticamente insignificante di aumento della percentuale di suicidio negli adulti trattati con l'escitalopram.[18][19][20].

Avvertenze[modifica | modifica wikitesto]

Diabete: in caso di pazienti diabetici, la somministrazione di SSRI può alterare il controllo glicemico. L'aumento del tono serotoninergico indotto dall'antidepressivo, infatti, sembrerebbe aumentare la secrezione e la sensibilità all'insulina[21]. Il dosaggio dei farmaci antidiabetici, ipoglicemizzanti orali e insulina, potrebbe richiedere quindi un aggiustamento[22].

Iponatremia: gli SSRI possono indurre iponatremia (concentrazione plasmatica di sodio < 135 mEq/L) con un aumento del rischio di 3,5 volte [23]. Nella maggior parte dei pazienti questo effetto avverso si manifesta durante il primo mese di terapia; il rischio è maggiore nelle donne anziane e nei pazienti in terapia con diuretici. L'iponatremia si manifesta con confusione, convulsioni, senso di fatica, delirio, sincope, sonnolenza, agitazione, vertigini, allucinazioni; più raramente con aggressività, disturbi della personalità e depersonalizzazione. La comparsa quindi di sintomi neuropsichiatrici durante il primo mese di trattamento deve suggerire la misurazione degli elettroliti sierici. Il trattamento dell'iponatremia ipotonica da SSRI in assenza di squilibri del volume circolatorio include la restrizione idrica e una lieve forzatura della diuresi con diuretici dell'ansa. Condizioni gravi richiedono elevate dosi di diuretici dell'ansa e soluzione salina ipertonica.

Osteoporosi: alcuni studi avrebbero correlato la terapia con SSRI ad un aumento del rischio di osteoporosi. In realtà la stessa depressione potrebbe favorire l'osteoporosi attraverso modificazioni dell'attività dell'asse ipofiso-surrenalico e un aumento della produzione di corticosteroidi e di citochine[24]. In assenza di dati definitivi monitorare periodicamente i valori di densità ossea nei pazienti in terapia con SSRI in associazione a farmaci che possono interferire negativamente con l'omeostasi ossea quali i corticosteroidi, gli anticonvulsivanti, gli antipsicotici che aumentano la prolattinemia e gli anticoagulanti.

Gravidanza: valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio prima di somministrare escitalopram in donne in gravidanza. La depressione può arrivare a colpire fino al 20% delle donne in stato di gravidanza ed è stata associata a ritardo di crescita uterina e a basso peso alla nascita. La depressione materna non trattata può inoltre alterare il rapporto madre-neonato (scarsa capacità genitoriale). Gli studi clinici relativi all'impiego degli SSRI (come classe terapeutica) hanno evidenziato un basso rischio di anomalie congenite; l'analisi dei singoli farmaci ha evidenziato un correlazione con difetti cardiaci settali e omfalocele per sertralina e paroxetina. L'esposizione agli SSRI durante il terzo trimestre di gravidanza può provocare nel neonato la comparsa della sindrome da astinenza da SSRI e ipertensione polmonare persistente[25][26]. I sintomi più frequenti relativi alla sindrome da astinenza includono: agitazione, irritabilità, ipo/ipertonia, iperriflessia, sonnolenza, problemi nella suzione, pianto persistente. Più raramente si sono manifestati ipoglicemia, difficoltà respiratoria, anomalie della termoregolazione, convulsioni. L'ipertensione polmonare persistente è una grave patologia che richiede terapia intensiva e che può indurre anomalie dello sviluppo neurologico e morte. L'incidenza è pari a 1/100 neonati esposti a SSRI nella seconda metà della gravidanza rispetto ad una incidenza di 1/1000 nati vivi nella popolazione generale. Probabilmente questa patologia è correlata ad effetti della serotonina sullo sviluppo cardiovascolare[27]. Il passaggio transplacentare degli SSRI può provocare emorragie nel neonato[28]. Non sono noti gli effetti dovuti all'esposizione in gravidanza agli SSRI sullo sviluppo neurocomportamentale dei bambini. Nelle donne in gravidanza in terapia con SSRI si raccomanda un monitoraggio ecografico fetale alla 20ª settimana per evidenziare eventuali malformazioni fetali e il monitoraggio di segni e/o sintomi riconducibili a tossicità neontale (distress respiratorio, ittero, convulsioni, PPHN).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 30.03.2012 riferita all'ossalato
  2. ^ Burke WJ, Kratochvil CJ, Stereoisomers in Psychiatry: The Case of Escitalopram (PDF) in Prim Care Companion J Clin Psychiatry, vol. 4, nº 1, 2002, pp. 20–24, PMID 15014731.
  3. ^ Comparative efficacy and acceptability of 12 new-generation antidepressants: a multiple-treatments meta-analysis, Andrea Cipriani, Toshiaki A Furukawa, Georgia Salanti, John R Geddes, et al. The Lancet , Published Online, January 29, 2009, DOI:10.1016/S0140-6736(09)60046-5
  4. ^ Zoloft, Lexapro the Best of Newer Antidepressants, HealthDay News, Washington Post, January 29, 2009
  5. ^ 2000 Annual Report. p 28 and 33 (PDF), Lundbeck, 2000. URL consultato il 7 aprile 2007.
  6. ^ New drugs from old. Presented at the Medical Journal Club, Morriston Hospital by Scott Pegler, Pharmacist at the National Health Service (UK) on November 20, 2006 (PPT). URL consultato il 7 aprile 2007.
  7. ^ Forest Laboratories Receives Patent Term Extension for Lexapro, PRNewswire-FirstCall, 2 marzo 2006. URL consultato il 19 gennaio 2009.
  8. ^ Moore N, Verdoux H, Fantino B, Prospective, multicentre, randomized, double-blind study of the efficacy of escitalopram versus citalopram in outpatient treatment of major depressive disorder in International Clinical Psychopharmacology, vol. 20, nº 3, 2005, pp. 131–137, DOI:10.1097/00004850-200505000-00002, PMID 15812262.
  9. ^ Boulenger JP, Huusom AK, Florea I, Baekdal T, Sarchiapone M, A comparative study of the efficacy of long-term treatment with escitalopram and paroxetine in severely depressed patients in Current Medical Research and Opinion, vol. 22, nº 7, 2006, pp. 1331–41, DOI:10.1185/030079906X115513, PMID 16834832.
  10. ^ Lam RW, Andersen HF, Wade AG, Escitalopram and duloxetine in the treatment of major depressive disorder: a pooled analysis of two trials in Int Clin Psychopharmacol, vol. 23, nº 4, luglio 2008, pp. 181–7, DOI:10.1097/YIC.0b013e3282ffdedc, PMID 18545055.
  11. ^ Bielski RJ, Ventura D, Chang CC, A double-blind comparison of escitalopram and venlafaxine extended release in the treatment of major depressive disorder in The Journal of Clinical Psychiatry, vol. 65, nº 9, 2004, pp. 1190–1196, PMID 15367045.
  12. ^ Ventura D, Armstrong EP, Skrepnek GH, Haim Erder M, Escitalopram versus sertraline in the treatment of major depressive disorder: a randomized clinical trial in Current Medical Research and Opinion, vol. 23, nº 2, 2007, pp. 245–50, DOI:10.1185/030079906X167273, PMID 17288677.
  13. ^ For an overview of supporting data, see Sánchez C, Bøgesø KP, Ebert B, Reines EH, Braestrup C, Escitalopram versus citalopram: the surprising role of the R-enantiomer in Psychopharmacology (Berl.), vol. 174, nº 2, 2004, pp. 163–76, DOI:10.1007/s00213-004-1865-z, PMID 15160261.
  14. ^ Chen F, Larsen MB, Sánchez C, Wiborg O, The S-enantiomer of R,S-citalopram, increases inhibitor binding to the human serotonin transporter by an allosteric mechanism. Comparison with other serotonin transporter inhibitors in European Neuropsychopharmacology, vol. 15, nº 2, 2005, pp. 193–198, DOI:10.1016/j.euroneuro.2004.08.008, PMID 15695064.
  15. ^ Mansari ME, Wiborg O, Mnie-Filali O, Benturquia N, Sánchez C, Haddjeri N, Allosteric modulation of the effect of escitalopram, paroxetine and fluoxetine: in-vitro and in-vivo studies in The International Journal of Neuropsychopharmacology, vol. 10, nº 1, 2007, pp. 31–40, DOI:10.1017/S1461145705006462, PMID 16448580.
  16. ^ Clayton A, Keller A, McGarvey EL, Burden of phase-specific sexual dysfunction with SSRIs in Journal of Affective Disorders, vol. 91, nº 1, 2006, pp. 27–32, DOI:10.1016/j.jad.2005.12.007, PMID 16430968.
  17. ^ Lexapro prescribing information
  18. ^ Levenson M, Holland C, Antidepressants and Suicidality in Adults: Statistical Evaluation. (Presentation at Psychopharmacologic Drugs Advisory Committee; December 13, 2006). URL consultato il 13 maggio 2007.
  19. ^ Stone MB, Jones ML, CLINICAL REVIEW: RELATIONSHIP BETWEEN ANTIDEPRESSANT DRUGS AND SUICIDALITY IN ADULTS (PDF) in Overview for December 13 Meeting of Psychopharmacologic Drugs Advisory Committee (PDAC), FDA, 17 novembre 2006, pp. 11-74. URL consultato il 22 settembre 2007.
  20. ^ Levenson M, Holland C, Statistical Evaluation of Suicidality in Adults Treated with Antidepressants (PDF) in Overview for December 13 Meeting of Psychopharmacologic Drugs Advisory Committee (PDAC), FDA, 17 novembre 2006, pp. 75-140. URL consultato il 22 settembre 2007.
  21. ^ Gulseren L. et al., Arch. Med. Res., 2005, 36 (2), 159
  22. ^ Sansone R.A., Sansone L.A., Int. J. Psychiatry Med., 2003, 33 (1), 103
  23. ^ Kirby D. et al., Internet J. Ger. Psychiatry, 2002
  24. ^ Mezuk B. et al., Osteoporos. 2007
  25. ^ Malm H. et al., Obstet. Gynecol., 2005, 106, 1289
  26. ^ Chambers C.D. et al., NEJM, 2006, 354, 579
  27. ^ Mills J.L., NEJM, 2006, 354, 636
  28. ^ Serebruany V.L., Am. J. Med., 2006, 119, 113

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Conte. Psicofarmaci. Usi e abusi, verità e falsi miti, caratteristiche ed effetti collaterali. Firenze, Eclipsi. ISBN 978-88-89627-06-8.

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