Esame di maturità (Italia)

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L'esame di maturità, termine con il quale è comunemente conosciuto in base alla sua precedente denominazione (restata in vigore fino al 1997), l'esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore (o più genericamente esame di Stato), è la prova finale che conclude il corso di studi della scuola superiore italiana. Esso permette il conseguimento del diploma di attestazione degli studi effettuati prima d'intraprendere l'età adulta, gli studi all'università e la vita professionale.

Questo tipo di esame può essere sostenuto da tutti gli studenti che abbiano frequentato un qualsiasi indirizzo della scuola secondaria di secondo grado della durata quinquennale.

Oltre alla funzione pratica, l'esame di maturità ha, come suggerisce anche lo stesso nome, un fondamentale ruolo di rito di passaggio all'interno della società italiana, dall'adolescenza all'età adulta: col termine della scuola secondaria la persona passa simbolicamente nel mondo degli adulti e si prepara per l'università e/o il lavoro.

Finalità[modifica | modifica sorgente]

Secondo il testo di legge (n. 425 del 10 dicembre 1997), l'esame ha come fine "l'analisi e la verifica della preparazione di ciascun candidato in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo di studi; essi si sostengono al termine del corso di studi della scuola secondaria superiore e, per gli istituti professionali e per gli istituti d'arte, al termine dei corsi integrativi."

Il documento del 15 maggio[modifica | modifica sorgente]

In vista dell'Esame di Stato, viene steso, entro il 15 maggio, il Documento del Consiglio: esso contiene le relazioni dei Consigli di Classe e dei singoli docenti sulle classi quinte, relazioni che mettono in luce i metodi didattici adottati, i programmi svolti ed i risultati conseguiti. Il documento deve essere pubblico e quindi visionabile da chiunque sul sito Internet della scuola. Dal 2014 saranno aggiunti 8 punti al punteggio finale al momento della partecipazione all'orale.

L'anteprima[modifica | modifica sorgente]

Intorno alla fine di gennaio dell'anno scolastico in corso, il Ministero della pubblica istruzione sceglie le materie per la seconda prova scritta, differente in base all'indirizzo della scuola; allo stesso modo vengono dichiarate le date di svolgimento delle prove scritte, date che sono comuni per tutti gli istituti italiani. Nello stesso periodo, nella maggior parte dei casi, vengono decisi anche i commissari interni (i professori del Consiglio di classe che faranno parte della commissione d'esame). Le materie oggetto della terza prova saranno decise dalla Commissione la mattina stessa della prova.

Punteggio[modifica | modifica sorgente]

Secondo la vecchia normativa (regolata dalla legge 425 del 10 dicembre 1997), i maturandi ottenevano durante il triennio (gli ultimi tre anni di scuola superiore) un punteggio - i cosiddetti "crediti scolastici" -, definito alla fine di ogni anno in base ai seguenti criteri in ordine di importanza: la media dei voti ottenuti, la condotta, le attività svolte durante il corso dell'anno scolastico ed altri fattori ritenuti più o meno rilevanti dai docenti. Durante il terzo e il quarto anno venivano assegnati 6 punti massimi per anno (12 in totale), mentre nell'ultimo anno, il quinto, si poteva arrivare ad un limite di 8 punti annuale (20 in tutto). Questi costituivano parte integrante del voto finale dell'esame, insieme ai 45 punti massimi delle prove scritte (15 per ogni prova) e ai 35 della prova orale. Inoltre, a discrezione della commissione d'esame, possono essere aggiunti altri punti (chiamati anche punti bonus) per un massimo di cinque, assegnati a conclusione dell'esame. Il punteggio minimo per la promozione è di 60/100, mentre il massimo è di 110/100. Per gli studenti che avessero raggiunto i 100/100 senza l'aggiunta dei cosiddetti "punti bonus" la commissione poteva assegnare la lode (quest'ultima non prevista fino al 2007).

Nell'anno scolastico 1998/1999, il primo in cui entrò in vigore la votazione in centesimi, i punti di credito erano attribuiti solo agli studenti dell'ultimo anno, nel 1999/2000 a quelli degli ultimi due anni. La distribuzione dei punti "6+6+8" entrò a regime solo nel 2000/2001[1].

Con la nuova normativa regolata dalla legge n.1/2007 sono state attuate le seguenti modifiche:

  • Il punteggio minimo complessivo per superare l'esame rimane di 60/100.
  • Credito scolastico: la nuova legge sull'esame di Stato ne modifica il punteggio, portandone il massimo da 20 a 25 punti, per valorizzare la carriera scolastica dello studente.
  • Prove scritte: sarà sempre 45 il totale dei punti, ripartiti in ugual misura tra le prove (da 1 a 15 punti ciascuna). A ciascuna delle prove scritte giudicata sufficiente non potrà essere attribuito un punteggio inferiore a 10.
  • Colloquio orale: il punteggio passerà da 35 a 30 e i 5 punti tolti al colloquio saranno aggiunti, distribuiti negli ultimi tre anni del percorso scolastico, al punteggio di credito scolastico, rispettando le fasce corrispondenti alla media dei voti riportati dallo studente nello scrutinio finale.[2]
  • Il bonus di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 15 punti (su un massimo di 25) e un risultato complessivo della prova di esame pari almeno a 70 punti (su un massimo di 75: 45 punti per le prove scritte e 30 punti per il colloquio orale).

A coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti senza fruire della predetta integrazione può essere attribuita la lode dalla commissione a condizione che abbiano riportato negli ultimi 3 anni scolastici valutazioni uguali o superiori a 8 per tutte le materie[3].

In sintesi:

  • 25 punti per i crediti scolastici durante il triennio:
    • 8 punti al terzo e 8 punti al quarto anno di studi;
    • 9 punti al quinto anno di studi;
  • 45 punti per le prove scritte (15 punti per ogni prova);
  • 30 punti per la prova orale;
  • 5 punti di bonus.

L'attuale assegnazione dei punti alla maturità è iniziata con l'anno scolastico 2008/2009.

L'ammissione all'esame[modifica | modifica sorgente]

All'esame di maturità sono ammessi:

  1. Gli studenti delle scuole superiori paritarie o private che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso che siano stati ammessi in sede di scrutinio finale secondo le modalità previste;
  2. I candidati esterni che abbiano regolarmente presentato domanda;
  3. Gli studenti che, oltre ad aver riportato, nello scrutinio finale della penultima classe, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina, hanno seguito un corso regolare di studi di istruzione secondaria superiore, riportando una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti ed abbiano regolarmente presentato domanda (i cosiddetti "ottisti");
  4. I candidati non appartenenti a Paesi dell'Unione europea, che abbiano frequentato con esito positivo in Italia o presso istituzioni scolastiche italiane all'estero classi di istruzione secondaria superiore, che si presentino in qualità di candidati esterni, previo superamento dell'esame preliminare qualora non abbiano conseguito la promozione o l'idoneità all'ultima classe.
  5. I candidati esterni che non siano in possesso di promozione all'ultima classe e che debbono superare un esame preliminare inteso ad accertare la loro preparazione sulle materie previste dal piano di studi dell'anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione o dell'idoneità alla classe successiva, nonché su quelle previste dal piano di studi dell'ultimo anno. Si tiene conto anche di crediti formativi eventualmente acquisiti. Il superamento dell'esame preliminare, anche in caso di mancato superamento dell'esame di Stato, vale come idoneità all'ultima classe.

La nuova legge introduce l'ammissione all'esame: ciò vuol dire che, a partire dall'a.s. 2008/09, potranno sostenere l'esame gli studenti dell'ultimo anno che nello scrutinio finale abbiano riportato una valutazione sufficiente (almeno 6/10) della media generale e che abbiano comunque saldato, entro il 15 marzo dello stesso anno di riferimento, tutti i debiti formativi contratti negli anni scolastici precedenti.

L'esame si compone di quattro prove, delle quali tre sono scritte ed una è orale. Ad ogni prova l'esaminando deve munirsi di un documento d'identità valido (carta d'identità, patente, o passaporto) e dell'occorrente necessario (penna, calcolatrice, ecc.).

Alla fine dell'anno scolastico i consigli di classe espongono i quadri in cui vengono riportati i crediti ottenuti nel triennio e la somma totale: gli studenti vengono così ammessi allo svolgimento dell'esame di Stato.

Commissioni d'esame[modifica | modifica sorgente]

Fino all'anno 2006, secondo quanto disposto dalla legge finanziaria n. 448 del 2001, le commissioni d'esame erano costituite soltanto da tutti i docenti componenti i singoli consigli di classe con funzione di commissari interni e da un presidente esterno comune a tutte le commissioni operanti nell'istituto.

Con la nuova legge, ritornano le commissioni miste costituite per metà da commissari esterni e per metà da membri interni della classe e presiedute da un presidente anch'esso esterno. Il numero massimo dei commissari è di 6, tranne che per alcuni indirizzi di studio nei quali ne vengono assegnati 4. Ogni due classi sono nominati un presidente unico e commissari esterni comuni alle classi stesse. Le materie affidate ai membri esterni, come anche la materia oggetto della seconda prova scritta, sono scelte dal Ministro della Pubblica istruzione.

La nomina del presidente e dei commissari esterni è di competenza dell'Amministrazione, sulla base delle domande avanzate dagli interessati, mentre la designazione dei commissari interni è effettuata dal Consiglio di classe, tra i docenti titolari dell'insegnamento delle materie non affidate ai commissari esterni.

In sede di designazione, i Consigli di classe, devono tener conto dell'esigenza di assicurare un'equa e ponderata ripartizione delle materie oggetto di studio dell'ultimo anno, cercando di favorire, per quanto possibile, l'accertamento della conoscenza della lingua straniera studiata durante l'anno. Ad ogni Commissione sono assegnati non più di trentacinque candidati.

Ciascuna Commissione di istituto legalmente riconosciuto o pareggiato è abbinata ad una commissione di istituto statale o paritario.

La presenza nella Commissione di sei componenti, tra i quali alcuni titolari di insegnamenti di più discipline, e quella del Presidente, munito anch'egli di competenze disciplinari specifiche, assicurano allo svolgimento dell'esame, in particolare alla conduzione del colloquio, quel carattere di multidisciplinarità previsto dalla legge.

Prima prova[modifica | modifica sorgente]

Si tratta dello svolgimento di un tema di lingua italiana, comune per tutti gli indirizzi di studi. Allo studente viene fornito un fascicolo con le tracce disponibili e i materiali utili per lo svolgimento.

La prova può consistere su uno dei quattro temi principali (a scelta dello studente):

  • Tipologia A: Riguarda l'analisi e il commento di un testo letterario o non;
  • Tipologia B: Un argomento scelto fra quattro ambiti tematici (storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico) svolto nella forma di un saggio breve o articolo di giornale, relazione, intervista, o lettera aperta;
  • Tipologia C: Una traccia di tipo storico;
  • Tipologia D: Tema di attualità inerente ad un dibattito culturale in corso.

Durante lo svolgimento della prova, della durata di sei ore dalla consegna della traccia, è possibile consultare il dizionario della lingua italiana.

Seconda prova[modifica | modifica sorgente]

Questa prova è differenziata per ogni tipo di istituto, e si basa su una materia che caratterizza il corso di studi: a metà dell'anno scolastico il ministero rende note le materie previste per l'esame dell'anno in corso. Naturalmente, la scelta verte su diverse materie in base all'indirizzo degli studi.

  • Liceo classico: traduzione di un brano dal latino o dal greco antico.
  • Liceo linguistico: comprensione di un brano in lingua straniera (sono forniti dal Ministero due brani per ogni lingua) con relative domande di comprensione, riassunto del testo e produzione scritta (tutto nella lingua straniera scelta), oppure un tema in lingua, le cui tracce (scritte in italiano) sono comuni per tutte le lingue
  • Liceo scientifico: è una prova di matematica. La prova di matematica è costituita da due problemi e dieci quesiti. Lo studente deve scegliere e svolgere uno dei due problemi e cinque dei dieci quesiti. Lo studente può anche svolgere, in realtà, entrambi i problemi e/o più di cinque quesiti. "Normalmente" in questo caso lo studente deve comunque indicare quali sono il problema e i cinque quesiti che intende far correggere e, quindi, far valere per il proprio voto. Se la commissione e, in particolare, il professore di matematica della commissione, lo permettono, lo studente non è tenuto a indicare quali sono il problema e i cinque quesiti che intende far correggere, perché sarà il professore di matematica a correggere entrambi i problemi e/o più di cinque quesiti, e a far valere per il voto il miglior problema e i migliori cinque quesiti. La differenza tra problema e quesito risiede principalmente nei tempi di svolgimento. Come livello di competenze (difficoltà), essi sono simili, ma il problema è più "lungo", in quanto è in genere suddiviso in più punti (solitamente 3, 4 o 5 punti), ognuno di lunghezza paragonabile a un singolo quesito. Per quanto riguarda i criteri di valutazione, essi sono stabiliti dalla commissione d'esame, ma "normalmente" vengono assegnati 7,5 punti al problema e 7,5 punti ai quesiti (1,5 punti per ogni singolo quesito), cosicché ai fini della valutazione il problema ha lo stesso peso di tutti e cinque i quesiti messi insieme; poiché la decisione sull'argomento della prova verte su una materia caratteristica del quinquennio, il Ministero in passato ha optato anche per latino, tuttavia ciò non accade dal 1968[4];
  • Liceo sociopsicopedagogico: svolgimento di due temi su quattro proposti Pedagogia e Psicologia;
  • Istituto tecnico per le attività sociali (dirigenti di comunità): prova riguardante lingua straniera o un tema di psicologia e pedagogia;
  • Istituto tecnico: prova riguardante una delle materie d'indirizzo (informatica, sistemi, telecomunicazioni, impianti, elettronica, elettrotecnica, fisica, chimica, topografia, estimo, lingua straniera, economia aziendale, ecc.).
  • Istituto tecnico per geometri: prova riguardante una delle materie tecniche introdotte e/o studiate nel triennio (topografia, tecnologia delle costruzioni, costruzioni, estimo, impianti.).
  • Liceo scientifico-tecnologico: esercizio di matematica o di fisica.
  • Liceo delle scienze sociali: svolgimento di due temi su quattro proposti scienze sociali
  • Liceo artistico: la seconda prova riguarda attività di disegno, completare l'opera (design, catalogazione, ecc.) in 3 giorni.

La seconda sessione d'esame può durare da quattro ad otto ore (a seconda della materia d'esame), ed è permesso l'uso della strumentazione necessaria per svolgere la prova (un vocabolario di lingua latina o greca antica nel caso dei licei classici, una calcolatrice nel caso dei licei e degli istituti scientifici, un manuale negli istituti tecnici e professionali). Nel caso dei licei artistici e degli istituti statali d'arte, la durata della prova varia dai tre ai cinque giorni.

Terza prova[modifica | modifica sorgente]

L'ultima prova scritta verte su quattro o cinque materie scelte tra quelle previste nel programma didattico dell'ultimo anno. La prova può consistere in diverse tipologie di esaminazione:

  • trattazione sintetica di argomenti;
  • quesiti a risposta singola;
  • quesiti a opzione di risposta;
  • problemi a soluzione rapida;
  • casi pratici e professionali;
  • sviluppo di progetti.

In ogni caso è prevista la conoscenza della lingua straniera, inserita obbligatoriamente fra le materie della prova. Le materie della terza prova e le modalità vengono scelte dalla Commissione dell'Esame di Stato tra le materie per cui sono abilitati i commissari, nel rispetto del documento del consiglio di classe (materie diverse per ogni istituto).

Il tempo massimo previsto per questa prova va dalle due alle 3 ore (solitamente due ore e mezzo), salvo le dovute eccezioni diversificate in base alle prove previste.

Quarta prova[modifica | modifica sorgente]

Nel caso di istituti ad opzione linguistico-internazionale (francese, spagnolo e tedesco) e dei licei classici europei presso i Convitti Nazionali, esiste una quarta prova vertente sulle discipline specifiche del tipo di scuola frequentato o nel caso di licei linguistici con lingua francese ad opzione ESABAC (Esame di Stato italiano e Baccalaureat).

Esito scritti[modifica | modifica sorgente]

Entro 24 ore prima del colloquio, si espongono pubblicamente i risultati delle prime tre prove scritte. Il punteggio viene riportato in quarantacinquesimi, poiché 45 è il punteggio massimo ottenibile da tutti e tre gli scritti.

Prova orale[modifica | modifica sorgente]

La sessione orale è un colloquio con tutti i professori su quanto concerne l'ultimo anno del corso di studi. Nel caso in cui la commissione d'esame abbia stabilito un percorso interdisciplinare scelto dallo studente stesso (realizzato in forma cartacea o multimediale, chiamato comunemente tesina), l'esame si apre con una breve discussione sull'argomento trattato oppure su un argomento iniziale a scelta del candidato.

L'ordine di interrogazione (che nella maggior parte dei casi si articola in diversi giorni, o al massimo in un paio di settimane) parte dalla lettera estratta durante il primo giorno d'esame; solamente in casi eccezionali e motivati è possibile modificare l'ordine dei candidati.

I docenti della commissione interrogano il candidato su ogni materia prevista dal programma. Al termine, lo studente a volte può essere tenuto a controfirmare un modulo in cui vengono riportati gli argomenti trattati durante il suo esame.

La sufficienza per l'esame orale è fissata a 20.

Conclusione[modifica | modifica sorgente]

Ad alcuni giorni dallo svolgimento dell'ultima prova, gli istituti pubblicano i risultati ufficiali e definitivi delle prove. Nella Maturità 2008 i voti in centesimi non sono stati pubblicati per la normativa sulla privacy[5]. Dalla Maturità 2009 i voti finali tornano ad essere pubblicati.

Diploma[modifica | modifica sorgente]

Il diploma, che costituisce legalmente la prova dello svolgimento dei cinque anni di studi di scuola secondaria e dell'esame di Stato, viene consegnato in apposite cerimonie o presso le segreterie amministrative delle scuole. Il documento è necessario per l'iscrizione all'università e agli studi post-diploma. Viene realizzato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e riporta (in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco) i dati principali dello studente.

Normativa[modifica | modifica sorgente]

  • Legge n. 425 del 10 dicembre 1997 ("Disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore", G.U. n. 289 del 12 dicembre 1997).
  • Legge n. 1 dell'11 gennaio 2007 - "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università", G.U n. 10 del 13 gennaio 2007.

Storia degli esami di maturità[modifica | modifica sorgente]

Numerose sono state le modifiche apportate nel corso degli anni agli esami, per adeguarli di volta in volta alle istanze socio-culturali di ciascuna diversa epoca e al mutare delle esigenze e degli obiettivi della scuola secondaria; modifiche che hanno riguardato sia la struttura delle prove scritte e orali, sia la composizione delle commissioni giudicatrici, sia le formule per l'assegnazione dei voti finali.

Queste le riforme succedutesi in Italia a partire da quella del 1923[6]:

  • 1923 - ministro Giovanni Gentile: Introduzione dell'esame di maturità, un esame di stato svolto al termine degli studi liceali, unici a permettere l'accesso all'università. Quattro prove scritte e orale su tutte le materie dell'intero corso, quindi tre anni per il liceo classico e quattro anni per il liceo scientifico (la riforma Gentile non prevedeva "programmi di studio", bensì "programmi d'esame", da modulare durante i vari anni dell'intero corso; gli insegnanti avevano il compito di preparare gli studenti al superamento degli esami e quindi potevano organizzare le lezioni, nei vari anni del corso, secondo propri metodi). La commissione esaminatrice era costituita esclusivamente da docenti esterni, in gran parte professori universitari, ed era presieduta formalmente dal ministro. Gli esami si tenevano fuori sede (40 sedi su tutto il territorio nazionale per la maturità classica, 20 sedi per la maturità scientifica). La votazione non prevedeva un punteggio unico, ma tanti voti quante erano le materie. Era prevista la sessione di esami di riparazione. Le prime due prove scritte erano italiano e latino, comuni ad entrambi i licei; le altre due prove erano greco e ancora latino (traduzione in latino dall'italiano) al classico, matematica e lingua straniera allo scientifico. L'impatto di questo nuovo esame fu particolarmente pesante: nell'anno scolastico 1924/25 i promossi furono il 59,5% alla maturità classica e 54,9% alla maturità scientifica (l'anno precedente, quello dell'esordio, la percentuale era stata ancora più bassa). L'esame sarà alleggerito negli anni successivi dal ministro Pietro Fedele, sotto la pressione di molti gerarchi fascisti e dell'opinione pubblica in generale.
  • 1940 - ministro Giuseppe Bottai: A causa della guerra, vennero apportate molte semplificazioni nelle procedure dell'esame di maturità di Gentile. Successivamente, il propagarsi del conflitto anche nel territorio italiano, che a partire dal 1943 rese estremamente problematico lo spostamento di studenti e insegnanti e la convocazione stessa delle commissioni esterne, portò a disporre la sostituzione dell'esame con uno scrutinio finale.
  • 1952 - ministro Guido Gonella (Legge 25 luglio 1952, n. 1059): Viene ripristinato l'esame di maturità di Gentile sia per il numero delle prove scritte e per l'orale che per la formazione della Commissione. Uniche novità: introduzione dei membri interni (prima due e poi soltanto uno) e limitazione dei programmi ai due anni precedenti l'ultimo, per i quali venivano richiesti soltanto “cenni”.
  • 1969 - ministro Fiorentino Sullo (Legge 5 aprile 1969, n. 119): Due prove scritte e due materie per il colloquio (di cui una a scelta del candidato). Punteggio finale espresso in sessantesimi. Soppressione degli esami di riparazione e liberalizzazione degli accessi agli studi universitari. Nelle classi sperimentali due prove scritte ma colloquio orale su tutte le materie del quinto anno. La commissione è completamente esterna tranne che per la presenza di un membro interno. Le nuove norme avrebbero dovuto avere una validità sperimentale di soli due anni, ma la legge 15 aprile 1971, n. 146 ne prorogò l'applicazione «sino all'entrata in vigore della legge di riforma della scuola secondaria» che arrivò solo quasi 30 anni dopo.
  • 1994 - ministro Francesco D'Onofrio (art. 23 Legge 23 dicembre 1994, n. 724): Non cambia la formula dell'esame, vengono unicamente introdotti nuovi criteri per la nomina di presidenti e membri esterni della commissione che, al fine di limitare le spese di trasferta, devono essere preferibilmente selezionati fra quelli disponibili nello stesso comune della commissione o, in subordine, dalla stessa provincia o regione, e solo come ultima possibilità dalle altre regioni. I nuovi criteri di nomina verranno applicati per la prima volta in occasione dei successivi esami del 1995.
  • 1997 - ministro Luigi Berlinguer (Legge 10 dicembre 1997, n. 425): La prova cambia molto a cominciare dalla denominazione: da maturità a esame di Stato, basato sulla verifica e certificazione delle conoscenze, competenze e capacità. Tre le prove scritte, di cui la terza predisposta dalla Commissione e colloquio su tutte le discipline dell'ultimo anno. Introduzione del credito scolastico e del credito formativo. La Commissione è composta da 6 o 8 commissari, di cui metà interni e metà esterni, più il Presidente esterno all'Istituto. Votazione espressa in centesimi: 45 punti alle prove scritte, 35 al colloquio orale, e 20 punti al credito scolastico. Viene valorizzata la presenza nell'esame della lingua straniera. Il nuovo esame di Stato conclusivo debuttò alla fine dell'anno scolastico 1998/1999[7].
  • 2001 - ministro Letizia Moratti (Legge 28 dicembre 2001, n. 448 - finanziaria del 2002): Le Commissioni sono costituite da soli membri interni e da un Presidente esterno nominato per tutte le Commissioni operanti in ciascun istituto.
  • 2007 - ministro Giuseppe Fioroni (Legge 11 gennaio 2007, n. 1): Ritorno alle Commissioni miste, reintroduzione dell'ammissione all'esame, credito scolastico da 20 a 25 punti, da 35 a 30 punti per il colloquio.
  • 2010 - ministro Mariastella Gelmini (DPR 22 giugno 2009, n. 122): dall'anno scolastico 2009/2010, per essere ammessi all'Esame di Stato bisogna riportare un voto almeno pari al sei in tutte le discipline, non basta più la semplice media sufficiente. Inoltre, per i privatisti, è previsto un esame di ammissione all'Esame di Stato.
  • 2012 - ministro Francesco Profumo: nell'anno scolastico 2011/2012 viene attuato il DPR 23 luglio 1998 n. 323 che prevede l'invio alle commissioni d'esame delle tracce delle prove scritte per via telematica, attraverso un sistema criptato a doppia chiave[8].

L'esame di Stato nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Data la sua forte carica emotiva presso gli studenti e la sua marcata connotazione come rito di passaggio, l'esame di Stato è stato più volte il soggetto di media italiani dedicati all'adolescenza. Il caso forse più eclatante è quello della canzone di Antonello Venditti, Notte prima degli esami, a cui si sono poi ispirati un film omonimo, il suo seguito, un remake francese (Nous 18 ans), e una miniserie.

Memorabili anche le scene dell'esame di maturità (e della sua preparazione) nel film Ecce bombo, di Nanni Moretti.

Riferimenti più o meno marcati all'esame di Stato sono presenti anche nei film Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi, Ovosodo di Paolo Virzì, Tre metri sopra il cielo di Luca Lucini, Ultimi della classe di Luca Biglione, Immaturi di Paolo Genovese e Meno male che ci sei di Luis Prieto. Da non dimenticare la serie TV I liceali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riforma storica, via alla nuova maturità
  2. ^ Tabella A - D.M. 99 del 16 dicembre 2009
  3. ^ Decreto n.99 16 dicembre 2009
  4. ^ Elenco prove di maturità di Latino da Splash Latino
  5. ^ Voti nascosti
  6. ^ Fonte: www.rivistadiagraria.org - Rivista N. 32 - 1 febbraio 2007: "Al via il nuovo esame di Stato"
  7. ^ Domani è un'altra maturità
  8. ^ In precedenza, fino al 2011, i testi delle prove scritte venivano stampati e chiusi in buste plastificate, sigillate a calore. Qualche giorno prima degli esami le buste venivano consegnate dal Ministero ai Provveditori agli Studi (dal 2000 divenuti Dirigenti degli Uffici Scolastici provinciali), per le commissioni di propria competenza. Dai Provveditori venivano quindi affidate ai Carabinieri delle diverse località sede di esame, i quali a loro volta le consegnavano ai presidenti delle diverse commissioni d'esame, poco prima della prova scritta.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Isella Belforti/Anna M. Ciai, Maturità addio! Storia e storie dell'esame di Stato, 1999 (Editori Riuniti)
  • Antonio Carrannante, Appunti sull'esame di maturità in Italia dal 1923 ad oggi, ne I Problemi della pedagogia, gennaio-aprile 1994, pp. 33–47

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