Erythronium

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Dente di Cane
Erythronium grandiflorum.jpg
Erythronium grandiflorum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Liliales
Famiglia Liliaceae
Genere Erythronium
L., 1753
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Liliales
Famiglia Liliaceae
Specie
(Vedi : Specie di Erythronium )

Erythronium L. 1753 è un genere di piante Spermatofite monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Liliaceae, dall'aspetto di piccole erbacee perenni dai fiori solo apparentemente simili al ciclamino, a causa dei tepali rovesciati. I ciclamini appartengono in realtà ad un gruppo completamente diverso, la famiglia Primulaceae.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia delle Liliaceae è molto grande comprendendo oltre 4000 specie diffuse su tutta la Terra. Al genere Erythronium appartengono circa una trentina di specie, una sola delle quali (Erythronium dens-canis) è presente spontaneamente sul territorio italiano e in Europa.
Secondo alcune tassonomie botaniche[1], questo genere appartiene alla sottofamiglia delle Lilioideae e alla tribù delle Tulipeae, secondo altre classificazioni[2] alla tribù delle Colchicoideae
I botanici usano dividere in due gruppi geografici la composizione del genere di questa scheda:

Va notato comunque che le specie Nord-Americane non sono ben differenziate tra di loro, e che inoltre le singole specie sono soggette ad una notevole variabilità: si tratta indubbiamente di un genere polimorfo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Specie di Erythronium.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Erythronium) fa riferimento al colore dei fiori che in qualche specie è sul rosso-ciclamino (Erythros=rosso).
Comuni sono anche i fiori gialli e bianchi. Il nome di questo genere venne assegnato nel 1753 da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento (Erythronium grandiflorum)

Sono piante perenni di modesta altezza (non più di alcune decine di centimetri). La forma biologica prevalente è geofita bulbosa (G bulb) : ossia sono piante che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in un organo sotterraneo chiamato bulbo, un organo di riserva dal quale, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono prodotte alla base del bulbo e sono del tipo fascicolato.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Sono piante acauli (senza fusto – quello che sembra un fusto in realtà è il peduncolo dell'infiorescenza); possiedono solamente un bulbo sotterraneo di forma cilindrico-conica generalmente avvolto in una tunica membranosa.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie (Erythronium revolutum)

Queste pianta normalmente possiedono solo due foglie radicali (o basali), picciolate a forma ovale-lanceolata e a disposizione opposta. Quasi sempre la lamina è maculata con macchie più chiare o più scure a seconda della specie. Non sono presenti le foglie cauline per cui il fiore è sempre ben messo in evidenza.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è formata da un unico fiore (più di uno nelle specie americane) portato alla sommità dello stelo (peduncolo) sottile, tondo e ricurvo, a consistenza cerosa, spesso arrossato e glabro. I fiori quindi non sono inseriti direttamente sul bulbo come in altre Liliaceae tipo Colchicum. Il fiore è pendulo (o nutante), ma con i vari tepali del perigonio ripiegati all'infiori e molto spesso all'insù (un po' come il ciclamino).

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

La struttura del fiore è quella tipica delle Monocotiledoni (con il perigonio e non con il perianzio), sono quindi fiori ermafroditi, attinomorfi, 5-ciclici (formati cioè da 5 verticilli: 2 per il perigonio – 2 per l'androceo - 1 per il gineceo) e trimeri (sia il perigonio che l'androceo è formato da gruppi di tre elementi).

* P 3+3, A 3+3, G (3) (supero)[2]
Androceo e gineceo (Erythronium revolutum)
  • Androceo: gli stami sono 6 con antere “basifisse” (sono attaccate ai loro filamenti per la base – per cui risultano lineari) a loro volta i filamenti sono inseriti alla base dei tepali.
  • Gineceo: lo stilo è singolo con stimma trilobo (sviluppato a ventaglio, ossia in piano) su un ovario supero e triloculare (formato da 3 carpelli saldati) contenente diversi ovuli. Lo stilo a volte è più lungo degli stami per cui sporge visibilmente.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è del tipo a capsula posta al centro del perigonio che in fase di fruttificazione è in via di marcescenza (rimane solo lo stilo che è persistente). La forma è ovoidale a sezione trigona. La deiscenza è del tipo loculicida. I semi maturano circa un mese dopo la fioritura.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione di questo genere è concentrata quasi unicamente nell'emisfero settentrionale con un areale “Eurasiatico” comprendente l'Europa orientale e meridionale, ma anche il Caucaso, la Siberia e il Giappone; e uno Nordamericano comprendente i due versanti delle Montagne Rocciose e i boschi freddi e le alture che vanno dalla California fino al Canada.
L'habitat tipico sono i boschi di latifoglie a mezz'ombra e su terreni piuttosto freschi.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

In diverse zone queste piante trovano un utilizzo in cucina. Il bulbo è commestibile (essiccato e macinato fornisce della farina) come anche le foglie che possono essere mangiate sia crude che cotte. Da alcune specie si può ricavare dell'amido utilizzato per prodotti alimentari come la pasta.

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impiego di queste piante è nel giardinaggio. Risalgono al 1596 le prime notizie d'importazione di queste piante in Inghilterra da parte dei vari giardinieri. Altre piante furono importate dall'America (Canada orientale, Arkansas e Florida) verso il 1665.
Queste piante vanno poste in luoghi ombreggiati e freschi su terreni leggeri. La riproduzione avviene in estate per moltiplicazione (o divisione) dei bulbi che vanno posti a circa 5-6 cm sottoterra o per seme in autunno.
Da queste piante i giardinieri hanno ricavato diversi cultivar (“Pagoda”, “Sundisc”, “Giovanna”, “Kondo”, e altri).

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni Cultivar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ GRIN Taxonomy for Plants. URL consultato il 16 aprile 2009.
  2. ^ a b Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 18 aprile 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 150.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 359, ISBN 88-506-2449-2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]